WhatsApp, una delle più note applicazioni di messaggeria, ha aggiornato i propri termini di servizio relativi alla privacy il 15 Maggio. Questa data rappresenta una sorta di Rubicone per molti utenti, poichè chi non volesse accettare i nuovi termini vedrà molte tra le funzioni di WhatsApp disattivarsi. Perchè questo aggiornamento è così importante per l'azienda di Menlo Park?  E che cosa comporta in pratica? Poco o niente per gli utenti "normali", qualcosa per quelli "businness".

La prima considerazione importante da fare al riguardo è che i nuovi termini riguardano principalmente gli utenti residenti nell'Unione Europea. WhatsApp infatti si deve adeguare alla GDPR (Regolamento generale per la protezione dei dati) europea, tra le più vincolanti e stringenti tra i paesi occidentali. A quattro anni dalla sua entrata in vigore sono state comminate dai vari Garanti nazionali sanzioni per 272,5 milioni di euro. Le aziende sono quindi sempre più impegnate a rivedere di continuo e ad aggiornare le proprie condizioni di tutela dei dati, una procedura di cui neanche i giganti internazionali possono fare a meno.

L'iniziale "pasticcio" comunicativo di WhatsApp sull'aggiornamento

Già a Gennaio WhatsApp aveva provveduto ad avvertire i propri utenti dell'aggiornamento imminente, pianificato per febbraio, invitandoli ad accettare il prima possibile le nuove condizioni. Forse un tono inusualmente più "duro" unito ad una non chiara spiegazione della natura e delle conseguenze dell'aggiornamento, avevano spaventato gli utenti, molti dei quali avevano deciso di abbandonare l'applicazione in cerca di alternative. Una delle principali realtà concorrenti, Telegram, deve aver intuito piuttosto facilmente la ghiotta opportunità che si stava presentando e per intercettare la grande fetta dei "spaventati" aveva addirittura introdotto nel proprio servizio la possibilità di far migrare la cronologia delle chat da WhatsApp a Telegram.

WhatsApp comunque non sembra aver tentennato nella sua strategia di compliance a tutta forza, ma ha prorogato la data della release dell'aggiornamento al 15 maggio, appunto. Questa mossa ha dato possibilità all'azienda di chiarire meglio alla sua utenza la natura della richiesta, disinnescando polemiche e ridando ossigeno alla comunicazione aziendale.

Che cosa dunque cambia per gli utenti WhatsApp dopo l'aggiornamento?

Agli utenti di WhatsApp Business verrà chiesto di accettare di condividere alcune informazioni legate al proprio account con Facebook, proprietaria di WhatsApp dal 2014. Questo permetterà all'utente un ventaglio di comunicazioni molto più ampio con più e diverse aziende tramite WhatsApp, ricevendo feedback e riscontri più velocemente. E' bene sottolineare che si tratterà comunque di scelte completamente facoltative. Le informazioni che dovrebbero essere soggette a questa condivisione sono: dati anagrafici, gli aggiornamenti dello stato, i numeri telefonici, le foto profilo. Anche le informazioni di contatto (modello del telefono, contatti, sistemi operativi e persino la compagnia telefonica) dovrebbero rientrare nel pacchetto.

Ricordiamo che WhatsApp Business è la "sorella" di WhatsApp pensata per i titolari di piccole imprese. Consente di dare visibilità ai prodotti e servizi degli utenti, interagire in modo diretto con i clienti e rispondere alle loro domande durante l'intera esperienza d'acquisto. Permette di creare un catalogo per presentare le offerte e di utilizzare strumenti per creare messaggi automatici, organizzare le chat e rispondere più rapidamente ai messaggi.

 

Cosa NON cambia accettando l'aggiornamento di WhatsApp

Tutta la parte relativa alla sicurezza delle conversazioni personali non viene minimamente intaccata. WhatsApp non toglierà dall'utente la decisione di condividere o meno il numero di telefono con la realtà aziendale in contatto. Il pieno controllo di questo tipo di dati rimarrà completamente in mano all'utenza. Tutte le conversazioni private saranno sempre protette da crittografia end-to-end.

In generale non sembrano esserci cambiamenti significativi nell'utilizzo dei dati da parte di WhatsApp per quanto riguada la normale utenza, come viene ribadito anche nella pagina ufficiale di WhatsApp:

"Le modifiche apportate ai nostri Termini di servizio e all’Informativa sulla privacy riguardano le conversazioni tra le aziende e i loro clienti su WhatsApp. Vengono inoltre fornite maggiori informazioni sulla raccolta, la condivisione e l’utilizzo dei dati da parte di WhatsApp. Il nostro impegno a rispettare la tua privacy non è cambiato. Le tue conversazioni personali continuano ad essere protette dalla crittografia end-to-end e rimangono tra te e i tuoi interlocutori. Né WhatsApp né Facebook possono ascoltarne o leggerne il contenuto”. 

Cosa succede se non si accettano le condizioni dell'aggiornamento

Se si decide di non accettare l'aggiornamento delle condizioni, l'app rimarrà disponibile ma non nelle sue funzionalità essenziali. Solo le telefonate e i servizi di notifica rimarrano operativi. Nessuna paura di una eliminzazione dell'account in automatico, comunque, ma da WhatsApp fanno sapere che nel caso ci fosse chi volesse operare una migrazione su un'altra applicazione simile decidendo quindi di rimuovere il proprio account, questa operazione non sarebbe reversibile.

Come ribadito in uno dei documenti di FAQ di WhatsApp:

"Non sarà eliminato nessun account e non si perderanno funzionalità a seguito di questo aggiornamento.Nelle ultime settimane abbiamo mostrato una notifica in WhatsApp con maggiori informazioni sull'aggiornamento. Dopo aver dato a tutti il tempo necessario per controllare le informazioni presentate, continuiamo a ricordare, a chi non lo avesse ancora fatto, di verificarle e accettarle. Dopo un periodo di alcune settimane, il promemoria diventerà persistente."

I dubbi del Garante Tedesco: stop di tre mesi alla nuova privacy policy di WhatsAp

L'aggiornamento di WhatsApp cerca di accogliere le ultime disposizioni in termini di protezione dei dati personali, in conformità al GDPR Europeo. Tuttavia, non tutti sono convinti di come l'azienda di Mark Zuckenberg possa proteggere la privacy dei propri utenti. Il Garante della Privacy Tedesca ad Amburgo (sede tedesca di Facebook) ha imposto uno stop di tre mesi all'applicazione dei nuovi termini di servizio, cioè alla condivisione dei dati con Facebook, rischiando di fatto di posticiparne l'entrata in vigore per la Germania. 

Il motivo di questo inervento? Viene messo in dubbio che il consenso da parte degli utenti WhatsApp sia stato interamente volontario e informato, contestando inoltre un uso improprio dei dati. Più in dettaglio, viene affermato che poichè la nuova policy contiene indicazioni contradditorie e poichè non sono chiare le conseguenze per coloro che accettano le condizioni, gli utenti non abbiano avuto le informazioni necessarie per poter dare un consenso che possa definirsi informato. Inoltre, il consenso è strettamente necessario (e quindi si tratta di un obbligatorietà) per poter continuare ad utilizzare tutte le funzioni previste dall'applicazione.

WhatsApp (e Facebook) tuttavia sembra non avere intenzione di fermarsi di fronte a questa richiesta del Garante Tedesco della Privacy. Limitandosi a ribadire quanto fatto in precedenza, WhatsApp continua a confermare come la protezione dei dati personali non venga assolutamente compromessa dall'aggiornamento e che non sarà possibile permettere condivisioni improprie di conversazioni o di altri dati personali.

Anche il Garante Italiano aveva voluto esprimere a Gennaio le proprie preoccupzioni in merito all'aggiornamento di WhatsApp, sollevando il problema anche anche in sede europea presso l'EDPB (European Data Protection Board) a cui devono fare riferimento tutte le autorità dell'Unione Europea che si occupano della protezione dei dati personali. Il caso è ancora al vaglio dell'Autorità Europea. Se dovesse esprimersi sulla linea della controparte tedesca, potrebbe essere possibile che lo stop di tre mesi possa essere esteso a livello europeo.