Nel mondo della tecnologia WhatsApp fa spesso notizia, e non solo sui giornali (online) specializzati, come Computermagazine, ma anche su quelli generalisti, data la sua diffusione. Per esempio Il Fatto Quotidiano.

In questo periodo di novità dal mondo di WhatsApp ce ne sono diverse, e in questo articolo le andiamo a vedere, facendo il punto della situazione. Aggiungendo anche qualche “trucco” di quelli che magari sono già presenti da tempo, ma forse poco conosciuti, e che pure si trovano spulciando il Web. Di questi temi si occupano anche siti di informazione generale, come Leggo.it

Le novità di WhatsApp: come non farsi vedere

C'è una nuova app WhatsApp per Windows, c'è una nuova funzione per gestire i contatti molesti o indesiderati, e ci sono le novità di WhatsApp Web, l'applicativo (online) per gestire WhatsApp da desktop, soprattutto per la maggiore comodità di scrittura con la tastiera del computer anziché quella dello smartphone.

La nuova funzione di WhatsApp che riguarda i contatti indesiderati è in realtà piuttosto semplice. Si tratta non del blocco delle chiamate (quello si può fare dalla rubrica del telefono condivisa da WhatsApp), ma della selezione dei contatti a cui non vogliamo mostrare il fatto che siamo online,e  di conseguenza neanche quando quando lo siamo stati l'ultima volta. 

Finora era possibile mostrare di essere online, e quindi anche permettere di visualizzare il nostro ultimo accesso, a tutti, a nessuno o solo ai nostri contatti. Ora si aggiungerà una quarta opzione, “tutti i miei contatti eccetto”: e qui si potranno selezionare i contatti che andranno a costituire una sorta di “lista nera”. Si tratta di un'estensione di un'opzione che esiste già per lo stato.

La versione Windows di WhatsApp riguarda il desktop, è una beta e in un futuro non lontano sarà disponibile anche per sistema operativo Apple. Rispetto alla versione per smartphone mancano, almeno per il momento, gli stickers. Per il resto, a parte il fatto che probabilmente sul PC non si ha a disposizione un touch screen, le funzioni sono le stesse della versione WhatsApp mobile, e anche la sicurezza, a partire dalla crittografia.

Da WhatsApp Web alla funzione Multi dispositivo

La principale novità del mondo WhatsApp riguarda però WhatsApp Web, che probabilmente sarà sostituito dalla funzione Multi dispositivo. Col vantaggio di poter usare l'app su un massimo di cinque dispositivi e senza che lo smartphone con l'app sia collegato a Internet, come avviene ora con WhatsApp Web.

Secondo diversi articoli che trattano l'argomento, il passaggio alla modalità Multi-dispositivo sarebbe irreversibile – non permettendo di ritornare a WhatsApp Web, salvo, per ora, nelle versioni stabili dell'app. Ma il sito Il Software.it smentisce la notizia, richiamando invece quanto affermato nella Pagina di Supporto dell'azienda della galassia Facebook, per cui la stessa funzione Multi-dispositivo è stata progettata per funzionare anche con WhatsApp Web.

Creare adesivi con WhatsApp Web

E a proposito di WhatsApp Web c'è un'altra novità che, come spiega HdBlog, almeno per ora non  disponibile nell'app su smarpthone: si tratta della possibilità di creare adesivi a partire da immagini memorizzate nel proprio computer. Collegando WhatsApp Web all'app sul telefono, andando nella sezione Adesivi si troverà all'inizio l'opzione “Crea”. 

Da qui si aprirà un editor grafico in cui inserire un'immagine di partenza, che potrà essere lavorata e poi inserita nell'app tramite invio. A quel punto si troverà l'adesivo personalizzato troverà tra gli adesivi recenti, si potrà inserirla tra i preferiti e allora si troverà anche sullo smartphone, tra gli adesivi recenti. E la si potrà usare, naturalmente senza però poterla modificarla. 

Dai gruppi alle Community

Si torna anche a parlare – lo fa per esempio Supereva.it - delle Community, analoghe a quelle di Facebook, che dovrebbero sostituire i gruppi in cui spesso ci troviamo coinvolti anche nostro malgrado. Nella Community, invece, si entrerebbe rispondendo a un invito.

Non si sa ancora molto delle community, se non che dovrebbero consistere in una sorta di “gruppo di gruppi” accomunati da uno scopo o interesse comune. Le applicazioni potrebbero essere anche in ambito professionale, per esempio da parte delle scuole o delle università per gruppi di studenti.

Quello che ancora non si sa delle Community, oltre al momento del debutto – comunque non vicinissimo -, è anche quali saranno le funzionalità a disposizione dei singoli utenti.

Alcuni “trucchi” di WhatsApp

Come spesso avviene, insieme alle nuove funzioni ci sono in Rete diversi “trucchi” che riguardano l'uso di WhatsApp, le funzionalità già esistenti ma meno evidenti. Per esempio la possibilità di localizzare dove si trova un proprio contatto WhatsApp senza chiedergli la posizione. 

È una procedura un po' complicata, spiegata in un video di Leggo.it. Le condizioni sono che si abbia a disposizione un computer Windows e che il contatto che vogliamo identificare usi spesso WhatsApp Web. Bisogna premere tasto Windows +R, scrivere Cmd nella finestra Esegui e poi scrivere nella nuova finestra che si apre “netstat-an”: questo fa comparire l'indirizzo IP del compute del nostro contatto, Questo, inserito in google maps o siti analoghi farà comparire la posizione del nostro contatto al momento dell'ultima interazione su WhatsApp Web.

Un altro trucchetto è quello che permette di scrivere messaggi WhatsApp dettandoli a voce: lo spiega Inran.it, facendo notare, tra l'altro, come proprio i piccoli trucchi e i frequenti aggiornamenti di funzioni contribuiscano alla longevità di WhatsApp nonostante la concorrenza di altre app di messaggistica istantanea sorte nel frattempo, Telegram su tutte. 

La dettatura vocale dei messaggi (scritti) in WhatsApp si può fare in due  modi: con l'app “voice to text” oppure con i comandi vocali di Google e il sintetizzatore vocale che necessariamente ha ogni smartphone. Si dice “Ok google” poi “invia un messaggio WhatsApp a..”  il nome del contatto, dopo di che si detta il messaggio e lo si invia.

Un altro trucco forse poco conosciuto è creare un gruppo WhatsApp con se stessi come unico partecipante e usarlo come promemoria personale
Esempio tipico, suggerito da Supereva.it, usarlo per condividere (a se stessi) la posizione su mappa del luogo dove si lascia l'auto. Soprattutto in questo periodo in cui comincia lo shopping per le feste di fine anno e magari bisogna lasciarla a una discreta distanza dalla nostra destinazione. 

Si crea un gruppo WhatsApp, aggiungendo un contatto qualunque (che toglieremo subito dopo), poi si sceglie dal menu “condividi posizione” e infine si clicca sulla posizione memorizzata per aprire le mappe e avere la guida di Google Maps (o altri software di navigazione eventualmente installati) per tornare a prendere la macchina. 

La truffa su WhatsApp che sfrutta la sincronizzazione

Proprio perché molto diffusa (nel mondo la usano due miliardi di persone) WhatsApp è purtroppo anche canale molto sfruttato per le truffe digitali, con lo scopo di rubare i dati sensibili. Quella segnalata in queste ore sfrutta il codice di attivazione che serve a sincronizzare WhatsApp desktop con WhatsApp mobile sullo smartphone. 

Gli hacker inviano un finto messaggio di attivazione, tra l'altro facendolo comparire come inviato da uno qualsiasi dei nostri contatti, e se uno ci casca e inserisce il codice, lo usano per attivare un nuovo account WhatsApp usando il nostro numero di telefono. 

La ricetta contro le truffe è sempre la stessa: verificare la provenienza dei messaggi, non rispondere di getto, controllare sul web, con parole chiave, se ci sono “truffe” o “bufale” in giro che  abbiano le caratteristiche della situazione in cui ci troviamo noi. Spesso basta questo per smascherare la truffa e non cascarci (ci sono anche i siti specializzati nelle bufale online, il più famoso è proprio bufale.net). 

Un aggiornamento della privacy che non cambia niente

E a proposito di protezione dei dati, l'ultima notizia su WhatsApp al momento è un aggiornamento dell'informativa sulla privacy, che però non richiederà il consenso da parte degli utenti. Si tratta infatti di una mossa praticamente obbligata, in quanto è stato il Garante della Privacy irlandese a multare WhatsApp perché la propria attuale informativa non è adeguata, quanto a trasparenza nei confronti degli utenti, rispetto a quanto richiedono le regole europee in materia (GDPR, General Data Protection Rules). 

Mentre WhatsApp b, giudicata spropositata – in effetti è passata dai 30 – 50 milioni previsti inizialmente, a 225 milioni di Euro, anche per la richiesta di Garanti di altri Paesi – ma nel frattempo ha annunciato anche che adeguerà la propria informativa, spiegando meglio raccolta, uso e protezione dei dati degli utenti. Si tratta solo di informazioni in più che si potranno leggere o meno, ma su cui non c'è l'opzione di accettare o meno. 

In Europa infatti non c'è da dare quella autorizzazione all'uso dei dati personali per passarli a partner commerciali del gruppo Meta (quello di cui fa parte WhatsApp), opzione che invece dev'essere accetttata o rifiutata negli USA, ma che in Europa non arriverà probabilmente mai, perché già impedito dalle regole europee sulla privacy, le GDPR.

Sicurezza migliorabile 

Chiudiamo con un dato importante: un'analisi riportata da Nord VPN  e ripreso da Stolasinformatica metà del 2021 dice che WhatsApp è il programma di messaggistica più usato nella maggior parte dei Paesi del mondo, ma nella classifica per la sicurezza occupa solo il 7° posto, mentre Telegram è al 4° e al primo posto c'è Signal. App alla quale, per funzionalità importanti, non manca niente.  Esoprattutto non raccoglie i dati degli utenti.