Mark Zuckerberg, l’amministratore delegato di Facebook, ancora ci chiede di fare un aggiornamento WhatsApp. Non è cosa nuova, siamo tutti abituati ad accettare modifiche della privacy sulla nostra app di messaggistica istantanea. WhatsApp è utilizzato in larga scala nel mondo, anche in Italia. E Zuckerberg, proprietario sia di Facebook che di WhatsApp, ci chiede ancora una volta di accettare alcune modifiche alle condizioni d'uso. Questa volta non è possibile rifiutare, pena l’esclusione dall’utilizzo della chat.

Nuovo aggiornamento WhatsApp: possiamo fidarci?

L'avviso che sta arrivando agli utenti riguarda due modifiche sostanziali, e si presenta in questo modo:

“WhatsApp sta aggiornando i propri termini e l’informativa sulla privacy. I principali aggiornamenti includono più informazioni su: 
-Servizio di WhatsApp e modalità del trattamento dei dati
-Come le aziende possono utilizzare i servizi disponibili su Facebook per conservare e gestire le proprie chat WhatsApp.”

Il nuovo testo per le modifiche sottolinea l'appartenenza dell'azienda WhatsApp a Facebook, il famoso social network sviluppato da Zuckerberg. Aggiunge poi che è necessario accettare che alcune determinate informazioni, come il numero di telefono, devono essere cedute dall'utente per utilizzare correttamente l'applicazione.

Fin qua nulla di nuovo, ma il testo integrale aggiunge qualcos'altro sui messaggi che gli utenti si scambiano nelle chat: solitamente l'applicazione non archivia i messaggi degli utenti all'interno del proprio server, ma con questo aggiornamento WhatsApp lo farà nei casi in cui non è possibile consegnare un messaggio in modo immediato.

Quel messaggio, che non sta raggiungendo il destinatario in tempo reale, verrà archiviato nei server di WhatsApp , in forma crittografata fino a 30 giorni. Lo stesso vale per i file multimediali, che linea generale verranno archiviati sul server per garantire la possibilità di essere inviati nuovamente.Questo significa che non saremo più noi utenti i padroni dei nostri messaggi? Vuol dire che i nostri file multimediali (come fotografie, video o registrazioni) verranno condivisi nella rete senza nessun filtro, e che chiunque potrà accedervi?

Il testo completo dell’aggiornamento spiega anche questo: è fornito di una crittografia end-to-end, che si preoccupa della sicurezza di ogni signolo messaggio:

“La crittografia end-to-end di WhatsApp viene impiegata quando avvii una chat con un contatto tramite WhatsApp Messenger. La crittografia end-to-end garantisce che solo tu e la persona con cui stai comunicando possiate leggere o ascoltare ciò che viene inviato, e nessun altro, nemmeno WhatsApp.”

Zuckerberg può accedere ai nostri dati bancari?

Ormai Internet è utilizzato anche per transazioni importanti, come pagamenti, scambio di dati personali, documenti, bonifici. E WhatsApp non è esente. Nell'informativa del nuovo aggiornamento WhatsApp proposto da Zuckerberg leggiamo che l'utente che usa i servizi di pagamento interni, per acquisti o altre transazioni finanziarie, viene tutelato in qualche modo dal lato sicurezza. le informazioni che riguardano gli account di pagamento Infatti includono tutti quei dati che servono per completare la transazione.

Per questo motivo il nuovo aggiornamento comunica che verrà comunque in qualche modo mantenuta la privacy. Nulla di nuovo fin qua, già da tempo WhatsApp aveva fatto accettare alcuni accordi di gestione dei dati della privacy riguardante questi aspetti. Ma l'applicazione raccoglie anche dati sugli utenti che la usano per chattare. Potenzialmente potrebbero essere memorizzati i dati personali come: nome e cognome, indirizzo, numero di telefono, dati bancari nel momento in cui si svolgono delle transazioni, ma anche altro.

Le informazioni relative alla posizione da cui l'utente scrive sono anche rilevanti. Per chi usa questo strumento sicuramente sarà già capitato di inviare ad un proprio contatto la posizione attivando il geo-localizzatore del telefono, per incontrarsi o trovare un luogo sulla mappa. Anche questa è un'informazione memorizzata da WhatsApp.

Aggiornamento WhatsApp: come tratta le informazioni di terzi

Il testo dell’aggiornamento spiega anche, con un lungo capitolo, come vengono trattate le informazioni fornite da terzi. Si tratta di tutte quelle comunicazioni e operazioni che ogni utente può fare sulla chat di un altro utente. Se ci pensiamo attentamente, chiunque attualmente usi la chat WhatsApp può: partecipare a gruppi, in cui sono visibili le informazioni di contatto di altri, condividere immagini e documenti all'interno di questi gruppi o in una chat singola. WhatsApp in un certo senso si tutela da quelli che sono gli usi che si possono fare delle chat di altri utenti, leggiamo qui infatti che:

“L'utente dovrebbe tenere presente che in generale qualsiasi utente è in grado di eseguire screenshot delle chat o dei messaggi, registrare le chiamate con l'utente e inviarle a WhatsApp o a chiunque altro, oppure pubblicarle su un'altra piattaforma.”

lo stesso vale per le attività commerciali: da relativamente poco esiste WhatsApp Business, che consente di utilizzare la chat anche a fini commerciali. A questo proposito gli utenti sono liberi di scambiare messaggi e accedere a documenti e funzioni relative a quella attività commerciale specifica. Con il nuovo aggiornamento di WhatsApp, l'azienda sembra tutelarsi da un possibile uso scorretto anche di questi canali, ribadendo che è a discrezione dell'utente condividere oppure no informazioni derivate da questi canali all'esterno.

Un paragrafo aggiuntivo del testo spiega come anche dati provenienti da Facebook sono citati in questi aggiornamenti. Ricordiamo che Zuckerberg è proprietario sia di Facebook che di WhatsApp. In questo testo si esplicita chiaramente che l'utente deve accettare, oltre ai regolamenti presenti sulla chat, anche quelli di Facebook, se utilizza lo stesso con un proprio account.

In breve: se all'interno di Facebook trovo un banner commerciale su un prodotto che mi interessa e lo invio ai miei amici in un gruppo, questi utenti devono essere consapevoli di poter venire raggiunti da questo tipo di pubblicità. Qualcuno potrebbe pensare che, accettando questa tipologia di regolamentazione, si apre un varco potenzialmente illimitato alla pubblicità nel raggiungerci anche via chat.

Accettare l’aggiornamento WhatsApp è obbligatorio

Zuckerberg non lascia spazio a interpretazioni o a libertà di manovra: chiunque non accetti le nuove disposizioni sulla privacy e il trattamento dei dati, non potrà più utilizzare WhatsApp. Si rende così obbligatoria anche una responsabilizzazione degli utenti verso i contenuti e i link inviati ad altri: sta a noi utilizzatori fare buon uso dello strumento che l’azienda mette a disposizione, e la stessa così si tira fuori da problematiche e controversie scaturite dall’invio di screenshot o registrazioni vocali.

Dal punto di vista di Facebook invece, il documento fa riferimento alle “operazioni a livello globale”: si esplicita che tutte le informazioni sono potenzialmente archiviabili o trasmissibili negli Stati Uniti, dove ha sede Facebook. Ricapitolando, WhatsApp smette di funzionare per chi rifiuta di accettare gli aggiornamenti e di condividere i propri dati con Facebook.

Inoltre, se si sceglie di non fornire dati per una determinata funzione (es: pagamenti online) si perde la possibilità di utilizzare quella determinata funzione. Da un lato comunque queste regolamentazioni servono a contrastare abusi e spam, individuando meglio anche a livello commerciale quali sono le informazioni che devono arrivare in modo corretto all’utente. Per rassicurare chi usa l’app, sul blog ufficiale è apparso il messaggio:

“Noi non inviamo o condividiamo il tuo numero di WhatsApp con altri, nemmeno su  Facebook, e ancora non vendiamo, condividiamo, o diamo il vostro numero di telefono agli inserzionisti”

WhatsApp controlla un terzo dei nostri dati

Nonostante l’azienda confermi di voler manterenere sicurezza assoluta per i dati di ogni persona che usa l’app, molti sono scettici, e si parla di “un terzo dei nostri dati in mano a Zuckerberg”. Facebook è il social più utilizzato del mondo, e controlla sia Instagram che WhatsApp e Messenger, accedendo potenzialmente alle comunicazioni e ai contenuti condivisi da milioni di persone.

Il rischio monopolio, e ne avevamo parlato già per quanto riguarda Amazon, è alto, e anche l’America in alcune sedi si è sbilanciata per limitare a Facebook l’acquisto di altre piattaforme web, come Snapchat. Ricordiamo che quest’ultima app ha rifiutato di essere acquisita da Zuckerberg, dichiarando di voler preservare la propria indipendenza.

Zuckerberg e Trump

Alla luce degli ultimi eventi accaduti in America, anche i social hanno giocato un ruolo importante. Sia Twitter che Facebook hanno deciso di bloccare i post pubblicati dall’uscente Presidente Trump, durante gli scontri di Washington. Una reazione immediata e senza precedenti, che ci fa pensare anche a quanto potere decisionale possono avere Zuckerberg e le piattaforme social più utilizzate oggi. Chi seguiva in diretta, per esempio su Twitter, gli eventi, ha visto alcuni messaggi del presidente scomparire dal web.

Zuckerberg ha dichiarato in questi giorni, con un post esplicativo su Facebook, le motivazioni che lo hanno spinto a prendere questa decisione. Indubbiamente si tratta di un’azione molto concreta, rapida e di una certa importanza, ad un evento a cui tutti sul web abbiamo potuto assistere. Che i social abbiano dato ai cittadini un nuovo modo di esprimersi e comunicare tra loro, è indubbio, ma molti non vedono di buon occhio il ruolo che l’azienda di Facebook sta prendendo.