Alla fine aveva ragione The Verge. Come anticipato settimana scorsa, infatti, Facebook ha annunciato il cambio di nome e la trasformazione in holding. Seguendo lo stesso percorso di Google, che nel 2015 aveva creato Alphabet, la società di Menlo Park vuole riunire le sue piattaforme principali Facebook, Instagram e WhatsApp sotto un tetto che raggruppi anche le altre attività e sopratutto sostenga la scommessa di Mark Zuckerberg sul metaverso (e realtà virtuale e aumentata). Non a caso il nome scelto per la holding è Meta. L'annuncio della trasformazione, che sarà effettiva da inizio dicembre, non sembra comunque avere scosso particolarmente gli investitori, anche perché era stato già metabolizzato e il tema degli investimenti miliardari nel metaverso era stato comunicato in occasione della presentazione della trimestrale. In ogni caso la reazione di Wall Street giovedì è stata un guadagno dell'1,51% per Facebook a fine seduta, sostanzialmente in linea con il progresso dell'1,39% del Nasdaq. 

Facebook cambia nome in Meta. Trasformazione aiuterà Zuckerberg?

"In questo momento il nostro marchio è così strettamente legato a un prodotto che non può assolutamente rappresentare tutto ciò che stiamo facendo oggi, figuriamoci in futuro. Nel tempo, spero che saremo visti come un'azienda del metaverso e voglio ancorare il nostro lavoro e la nostra identità a ciò che stiamo costruendo", ha dichiarato il fondatore e chief executive Zuckerberg nel corso dell'evento Facebook Connect 2021. Il futuro di Facebook, però, deve fare i conti con un presente che in larga parte è condizionato dalle pressioni dei regolatori (anche per un possibile spezzatino delle sue attività), dell'impatto delle modifiche alla privacy di Apple sulle sue entrate nell'advertising ma soprattutto dal crollo di reputazione causato di recente dalle rivelazioni della whistleblower Frances Haugen. Secondo quanto riporta MarketWatch, un sondaggio condotto in agosto da Consumer Reports su 2.263 persone adulte in Usa vede il 63% degli utenti di Facebook e Instragram dichiarare di essere stato vittima di disinformazione sulle piattaforme del gruppo. E ancora peggiore è il dato di Forrester, che mostra che solo il 41% degli utenti adulti ha fiducia in Facebook.

Meta il nuovo nome di Facebook e Zuckerberg punta sul metaverso

"Nel breve periodo, il cambio di nome probabilmente non farà molto per mettere a tacere i critici ma ciò accadrà in ogni caso perché l'emotivita dell'indignazione dei consumatori raramente si estende oltre un ciclo di notizie", ha spiegato a MarketWatch Dipanjan Chatterjee, vice president e principale analista di Forrester. "Anche se non sappiamo da quanto tempo Facebook lavorasse al rebrand, sembra essere una reazione a un costante declino della reputazione del marchio. Le aziende veramente innovative non aspettano un evento per cambiare ma in genere utilizzano il rebranding come strategia per mantenere un vantaggio competitivo", ha sottolineato invece Rebecca Biestman, chief marketing officer di Reputation. "Davvero Facebook sta cercando di distrarre giornalisti e politici dalle prove fornite dai whistleblower circa decisioni irresponsabili del management e comportamenti potenzialmente criminali? Se cambiano la struttura organizzativa sarà per proteggere Zuckerberg dalla responsabilità per i danni commessi dalla sua azienda sotto la sua guida", è stato l'ancora più duro commento di Roger McNamee, venture capitalist autore di Zucked: Waking Up to the Facebook Catastrophe

L'altra Meta (Materials) vola al Nasdaq ma è solo una meme-stock

A rendere ancora più surreala la vicenda ha contribuito la performance di Meta Materials a Wall Street. L'altra Meta, azienda canadese specializzata in nanocompositi, ha infatti toccato un balzo del 30% in after market al Nasdaq, dopo avere già chiuso in rally del 4,83% la seduta di giovedì. Come nota MarketWatch, però, si tratterebbe più di una coincidenza, visto che Meta Materials negli ultimi tempi era già emersa come nuova meme-stock. Meta Materials scambia con ticker MMAT, mentre Facebook ha dovuto scegliere MVRS, visto che META è già presente al Nasdaq: si tratta di Roundhill Ball Metaverse, Etf che conta Facebook come quarto maggiore investimento (il primo è Microsoft). (Raffaele Rovati)