In questo splendido luogo si trova l’affresco più bello d’Italia: ecco dov’è

L'affresco più bello d'Italia sorge all'interno di una delle ville più ammirate dello Stivale: ecco dove si trova e perché lascia senza fiato.

L’affresco più bello d’Italia sorge all’interno di un palazzo che bisogna visitare almeno una volta nella vita. Imponente, affascinante e ricco di storia: vediamo qual è dove si trova.

Affresco più bello d’Italia: ecco dove si trova

Appassionati d’arte e non, è impossibile non restare a bocca aperta davanti all’affresco più bello d’Italia. Stiamo parlando di un’opera del 1500, che ha resistito al tempo e, grazie ai restauri, è arrivata perfettamente intatta ai giorni nostri. Si trova all’interno di uno dei palazzi più belli dello Stivale, nato come villa degli ozi e degli svaghi.

Stiamo parlando di Palazzo Te a Mantova, progettato dal 1525 al 1535 da Giulio Romano, allievo di Raffaello, per Federico II Gonzaga, figlio di Isabella D’Este e di Francesco II Gonzaga. Le opere d’arte presenti all’interno della villa rappresentano alla perfezione il passaggio dagli splendori rinascimentali alle esuberanze manieriste. Non stupisce, quindi, che l’affresco più bello d’Italia sia proprio al suo interno.

Ogni stanza di Palazzo Te è affrescata, ma quella che lascia maggiormente senza parole è la Sala dei Giganti. E’ in questo ambiente che i visitatori si sentono inevitabilmente coinvolti nella tragedia di un mondo in rovina. E’ come se l’arte e la realtà si sovrapponessero, quasi a rendere impossibile la distinzione tra i due ‘universi’.

Palazzo Te a Mantova: la Sala dei Giganti travolge i visitatori

L’affresco più bello d’Italia, quello della Sala dei Giganti di Palazzo Te, è opera sempre di Giulio Romano, allievo di Raffaello. L’artista ha dipinto soffitto e pareti come se fossero un’unica e immensa tela. E’ anche per questo che il visitatore viene letteralmente travolto dalle immagini.

Pur non conoscendo la Metamorfosi di Ovidio, visto che l’affresco narra la vicenda della Caduta dei Giganti, lo spettatore riesce a comprendere ciò che ha davanti agli occhi. Le figure sono enormi e sembrano quasi in movimento, un movimento tumultuoso. Romano è stato talmente bravo che la pittura pare non avere vincoli spaziali se non quelli creati dalla realtà dipinta.

Pensate che l’artista è arrivato a smussare gli angoli tra le pareti, quelli tra le pareti e la volta, in modo da nascondere gli stacchi tra i piani orizzontale e verticale. Un’illusione ottica, se così vogliamo chiamarla, degna dei più recenti marchingegni tecnologici.

L’affresco raffigura il momento in cui dal cielo si scatena la vendetta divina nei confronti dei giganti che tentano l’assalto all’Olimpo. Giove, rappresentato sulla volta con i fulmini in pugno, abbandona il trono, scende sulle nuvole sotto di lui e chiama a sé l’assemblea degli immortali. Aiutato da Giunone, punisce i ribelli. Alcuni dei giganti vengono travolti dal precipitare della montagna, mentre altri dai corsi d’acqua o dal crollo di un edificio.

Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi
Copywriter, classe 1985. Laureata in Scienze Storiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con una seconda laurea in Scienze Religiose alla Pontificia Università Lateranense, ho una passione per la scrittura e la lettura. Ideatrice di un blog dedicato ai libri, il mio motto è πάντα ῥεῖ, tutto scorre.
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