Sardegna: perdono tutti

Le elezioni in Sardegna hanno evidenziato, nel loro piccolo, la penosa situazione nella quale si trova il nostro Paese.

Le elezioni in Sardegna hanno evidenziato, nel loro piccolo, la penosa situazione nella quale si trova il nostro Paese.

Certamente, sotto certi punti di vista, le elezioni in Sardegna non potevano dare un’indicazione a livello nazionale, troppe le vicende locali che le hanno caratterizzate, tuttavia alcune considerazioni vanno fatte.

E la prima considerazione è sull’affluenza al voto che è risultata del 51,9%.

Ossia praticamente la metà degli aventi diritto non è andata a votare.

Sappiamo che molti sardi, per trovare di che vivere, hanno dovuto lasciare l’isola, quindi non sono di certo tornati per votare, ma ormai la disaffezione al voto è una prassi conclamata.

Vincono le elezioni i partiti che riescono a far andare al voto il maggior numero dei loro simpatizzanti, perché ormai non si recano alle urne neppure i simpatizzanti dei diversi partiti, non disertano le urne solo coloro che non credono più nella politica.

Ed allora il partito del non voto ha ricevuto all’incirca il quadruplo dei voti del partito maggiormente votato.

Questa è la prima considerazione da fare, ossia la maggior parte dei sardi, ma possiamo dire la maggior parte degli italiani ormai ritiene che con il voto non si cambi nulla.

Insomma non ci sarebbero differenze significative fra le coalizioni che si fronteggiano, ossia fra centrodestra e centrosinistra.

Come ho detto poi non è neppur vero che vince la coalizione che riesce a portare ai seggi il maggior numero di persone, sarebbe più corretto dire che vince chi riesce a perdere meno elettori, perché anche in queste elezioni tutti i partiti hanno perso voti.

Il Partito Democratico, che festeggia per essere diventato il primo partito in Sardegna, nella realtà ha perso il quattro percento avendo ricevuto il 13,8% dei voti validi, quindi di fatto è stato votato da meno del 7% dei sardi.

Guardate, sapete della mia maniacale propensione ad essere preciso, ed allora facciamo i calcoli precisi. Il Partito Democratico ha avuto 94.411 voti, gli aventi diritto al voto erano 1.447.753 quindi il PD, il partito più votato in Sardegna, è stato votato dal 6,52% degli elettori.

La Lega, che ha avuto 25.609 voti è stata votata dall’1,77% degli elettori, un successone.

Comunque questa emorragia di voti ha riguardato tutti i partiti, in particolare i partiti della coalizione di centrodestra che così hanno perso la maggioranza che detenevano in Regione.

Naturalmente i media mainstream si sono sbizzarriti alla ricerca delle motivazioni di questa debacle che ha riguardato anche Fratelli d’Italia.

E sono saltate fuori le cose più fantasiose, non mi sembra che in tutte quelle analisi sia emersa la giustificazione più banale, ma allo stesso tempo più vera, ossia il centrodestra ha perso perché ha governato male, malissimo la Sardegna.

Quella che unanimemente è riconosciuta come la più bella regione italiana andava semplicemente preservata, invece è stata deturpata.

Se sei di Centrodestra e ci si vanta per aver fatto le porcherie green significa proprio non aver capito nulla.

E allora ricordo nel 2013, con Cappellacci presidente, la costruzione dell’allora più grande parco fotovoltaico d’Italia ed uno dei più grandi d’Europa.

Costituito da 103.240 pannelli solari che occupavano un’area di 40 ettari.

Ebbene sapete quando vi dicono che così si creano posti di lavoro? Allora sappiate che questo parco fotovoltaico è stato costruito in quattro mesi da luglio ad ottobre 2013 ed ora vi leggo la parte finale di un articolo apparso al tempo sul sito fotovoltaico sul web.

Dopo naturalmente aver magnificato quell’opera ecco la conclusione dell’articolo:

**Unico neo della situazione è che per quanto la creazione del parco abbia portato lavoro nell’isola sarda per un periodo relativamente intenso, si è subito affievolita la situazione occupazionale che si è ridotta ai minimi termini; infatti gli occupati nel parco di Ottana si contano purtroppo sulle dita di una mano. **

Capito? Hanno creato posti di lavoro per 4 mesi, il tempo necessario alla costruzione di quell’impianto distruggi territorio, poi addirittura gli occupati si contano purtroppo sulle dita di una mano.

Non ci si poteva stupire che l’anno successivo, nel 2014, alle elezioni il Centrodestra perdesse e prevalesse il Centrosinistra con Francesco Pigliaru.

Nel 2019 però il Centrodestra rivinceva le elezioni con Christian Solinas, beh, verrebbe da dire … avrà mica fatto lo stesso errore, quello di Cappellacci, quello di inseguire le politiche green che producono solo danni e non creano neppure posti di lavoro. Visto l’esperienza …

No! Non ha fatto lo stesso errore … ha fatto di peggio!!! Dato che l’ottusità non ha limiti ecco che …

Nel luglio del 2022 viene autorizzato ad Acea Solar la costruzione di un mega impianto fotovoltaico. Entro il primo semestre di quest’anno verranno attivati circa  159.012 pannelli solari, sparsi su una superficie di oltre 140 ettari.

Se era enorme nel 2013 quell’impianto di 40 ettari immaginatevi questo da 140 ettari.

Insomma se il centrodestra fa le politiche folli, del Centrosinistra secondo voi, poi, quali possono essere gli esiti elettorali?

Ma non posso concludere il video odierno senza fare un’ultima considerazione. Se anche giungiamo alla conclusione che non ci sono differenze significative fra le folli politiche del Centrodestra e del Centrosinistra, purtroppo dobbiamo anche evidenziare che neppure il non voto può rivelarsi una soluzione.

Purtroppo uscire da questo marciume non sarà per nulla facile.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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