Unicredit: a rischio dividendo con fallimento Signa?

Unicredit indossa la maglia nera tra i bancari, con il focus sulla procedura di insolvenza avviata da Signa Holding.

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A dispetto dell’andamento leggermente positivo del Ftse Mib, la seduta odierna prosegue in calo per Unicredit, che accusa al momento la peggiore performance nel settore bancario.

Unicredit in calo sul Ftse Mib

Il titolo ieri ha messo a segno un rialzo di quasi due punti e mezzo percentuali e oggi presta il fianco ad alcune prese di profitto.

Negli ultimi minuti Unicredit si presenta a 25,24 euro, già in recupero dai minimi segnati nella prima parte della mattinata, con un calo dello 0,34% e oltre 4,1 milioni di azioni passate di mano fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a oltre 12 milioni.

Unicredit: Signa Holding dichiara fallimento

Unicredit resta sotto i riflettori sulla scia delle notizie che arrivano da oltre confine e in particolare dall’Austria, dove Signa Holding, la capogruppo del colosso immobiliare ha avviato una procedura di insolvenza al tribunale di Vienna, presentando domanda di auto-amministrazione, al fine di procedere con la ristrutturazione delle attività del gruppo, secondo quanto previsto dal diritto societario del paese d’oltralpe.

Gli analisti di Equita SIM evidenziano in una nota che tra i creditori del gruppo austriaco ci sarebbero numerose banche tedesche e austriache.

Anche Unicredit, attraverso la propria controllata austriaca, avrebbe concesso finanziamenti a Signa.

Unicredit: l’esposizione a Signa e la view di Equita SIM

Secondo quanto riportato da Milano Finanza, l'esposizione di Unicredit sarebbe comunque limitata e non sarebbe direttamente nei confronti della holding, quanto di singoli progetti immobiliari con asset di elevata qualità a garanzia dei prestiti stessi. Alla luce delle indiscrezioni relative all'ammontare dell'esposizione, gli analisti di Equita SIM ribadiscono la loro visione per cui Unicredit è assolutamente nella condizione di assorbire eventuali perdite relative ai progetti finanziati, senza impatti sui target e sulle politiche distributive, considerando anche l'ulteriore buffer di protezione garantito da 1,8 miliardi di euro di overlays e la forte generazione organica di utile della banca.

Dall'altro lato, gli esperti riconoscono come l'insolvenza di Signa possa contribuire ad aumentare le tensioni sia in ambito finanziario sia economico, soprattutto qualora questa si dimostrasse non essere un caso isolato.

Equita SIM non cambia idea su Unicredit e ribadisce la sua strategia bullish, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 31 euro, valore che implica un potenziale di upside di circa il 33% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.