Bari, il comune del capoluogo pugliese rischia lo scioglimento: cosa sta succedendo

Incredibile ciò che sta accadendo nella città più importante della Puglia: il comune di Bari rischia lo scioglimento a pochi mesi dalle elezioni.

Il comune di Bari è a rischio scioglimento. Sul caso stanno lavorando il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il prefetto di Bari Francesco Russo. Manca poco al commissariamento del comune metropolitano ma il sindaco De Caro non ci sta e crede che la decisione sia esclusivamente politica. Ecco cosa sta succedendo nel capoluogo pugliese.

Bari, il comune del capoluogo pugliese rischia lo scioglimento: cosa sta succedendo

La notizia di un possibile commissariamento del comune di Bari, che sembra ormai solo una formalità, risale alla serata di ieri, 19 marzo 2024. I fatti che però hanno scatenato tale evento risalgono a circa un mese fa in seguito ad un’operazione di polizia richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA). Il mese scorso sono finite in manette più di cento persone di cui almeno due facevano parte della Regione Puglia e del Comune di Bari. I soggetti interessati sono: Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale ed avvocato, e sua moglie Maria Carmen Lorusso, consigliera comunale che in un primo momento è stata all’opposizione e successivamente è passata alla maggioranza.

Come si legge sul Post, la DDA e la Polizia di Stato hanno effettuato arresti per i seguenti reati: associazione mafiosa, estorsione, porto e detenzione di armi da sparo, commercio di droga e turbativa d’asta. C’era però un altro filone d’indagine in cui si è ipotizzata un’ingerenza elettorale politico-mafiosa in riferimento alle ultime comunali a Bari che si sono tenute nel 2019.

E non è tutto. A 24 ore dalle operazioni di polizia, un gruppo parlamentare della Puglia, come aveva riportato il quotidiano La Stampa, aveva insistito per incontrare Piantedosi. Durante il loro incontro sembra che siano stati presenti anche altre personalità politiche rilevanti che, per puro caso (o forse no), fanno tutte parte del centrodestra e sono tutte pugliesi (alcuni proprio di Bari).

Successivamente, Piantedosi, senza esitazioni, ha chiesto l’intervento del prefetto di Bari che ha nominato una commissione di accesso necessaria a fare le dovute valutazioni ed eventualmente sciogliere il comune facendo cadere la giunta.

La motivazione politica dietro questa decisione e le parole di Decaro

Il sindaco in carica della città di Bari, Antonio Decaro (PD), è furioso e crede che la decisione di commissariare il suo comune sia solo di natura politica. Ma perché ci dovrebbe essere questo accanimento contro l’istituzione barese? La motivazione potrebbe essere solo una: il centrodestra, a Bari, non riesce ad ottenere successi alle elezioni amministrative da più di vent’anni in quanto è dal 2004 che il primo cittadino di Bari appartiene all’area del centrosinistra. L’ultimo sindaco di Bari appartenente al centrodestra è stato Simeone Di Cagno Abbrescia, eletto l’ultima volta alle amministrative del 1999.

La città metropolitana di Bari era pronta alle elezioni che si sarebbero tenute insieme alle europee: l’8 e il 9 giugno 2024. Qualora l’indagine della commissione di accesso dovesse avere esito positivo, il commissariamento sarebbe inevitabile e ciò farebbe slittare le elezioni di almeno 18 mesi sottraendo al centrosinistra una roccaforte nel Sud Italia, oltre a mettere la coalizione in cattiva luce agli occhi degli elettori baresi.

Il sindaco Decaro ha parlato di un vero e proprio:

atto di guerra nei confronti della città di Bari.

Poi ha aggiunto:

L’atto come un meccanismo a orologeria, segue la richiesta di un gruppo di parlamentari di centrodestra pugliese, tra i quali due viceministri del governo, e si riferisce all’indagine per voto di scambio in cui sono stati arrestati tra gli altri l’avvocato Giacomo Olivieri e la moglie, consigliera comunale eletta proprio nelle file del centrodestra.

Leggi anche: Elezioni europee 2024, FdI al 27% e M5S a un passo dal Pd: cosa dicono i sondaggi politici

Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Redattore, classe 1994. Sono nato a Napoli ma ho vissuto un po’ in Toscana dove mi sono laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Siena e un po’ a Milano dove mi sono specializzato in Cooperazione Internazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono appassionato di politica, attualità, sport (grande tifoso del Napoli), cinema e libri. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura di racconti e quando ho tempo viaggio.
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