ChatGPT & AI: sviluppo e consapevolezza di utilizzo delle nuove piattaforme basate sull'AI

Le nuove piattaforme basate sull’intelligenza artificiale stanno diventando, oramai, parte integrante della società e di un mondo sempre più digitale e interconnesso.

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La prima versione di ChatGPT è stata lanciata ufficialmente nel novembre del 2022 da OpenAI. In breve tempo, la chatbot basata sull’intelligenza artificiale e sull’apprendimento automatico ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione del settore tech, con un impatto immediato e profondo in un contesto sociale sempre più ricettivo verso l’innovazione e la digitalizzazione.

In breve tempo, anche altre soluzioni che sfruttano l’intelligenza artificiale hanno iniziato a farsi largo. I sistemi generativi in grado di creare contenuti digitali, ad esempio, sono sempre più diffusi confermando come l’AI può essere applicata a tantissimi contesti e non solo ai contenuti testuali.

Le nuove piattaforme basate sull’intelligenza artificiale stanno diventando, oramai, parte integrante della società e di un mondo sempre più digitale e interconnesso. La loro diffusione apre le porte a nuove opportunità di sviluppo ma anche a tanti interrogativi per il futuro.

L’AI e sua evoluzione nelle società digitali del prossimo decennio

Le applicazioni dei sistemi a base di intelligenza artificiale sono numerose e, per molti versi, sono ancora da comprendere pienamente, in termini di potenzialità e rischi. La diffusione delle piattaforme che si basano sull’AI, registrata a partire dal 2022, infatti, potrebbe essere solo un primo passo rispetto a quanto accadrà nel corso del prossimo decennio.

Le possibilità di sviluppo per le tecnologie AI sono enormi e l’evoluzione che potrebbe registrarsi negli anni a venire non può essere ancora compresa pienamente. Proprio per questo motivo, opportunità e interrogativi sul futuro dell’intelligenza artificiale sono strettamente legati tra loro.

Le aziende che stanno investendo nello sviluppo di sistemi a base di AI, a prescindere dal settore di applicazione, puntano ad evidenziare le opportunità che questa tecnologia può garantire e si sta investendo sul fatto che l’intelligenza artificiale potrà diventare una valida alleata delle persone, sia negli ambiti della sfera privata che in quelli della sfera lavorativa.

Molti osservatori, infatti, vedono l’AI come una tecnologia in grado di semplificare la vita delle persone, gettando le basi per degli assistenti digitali davvero intelligenti e in grado di “pensare” al di fuori degli schermi, raccogliendo ed elaborando tantissime informazioni rendendocele disponibili in tempo reale.

Naturalmente, nell’evoluzione delle società digitali, è opportuno tenere in considerazione anche i rischi legati all’utilizzo delle intelligenze artificiali. Oltre ai “classici” scenari apocalittici e dispotici tipici della narrativa e della cinematografia, il ricorso a sistemi AI comporta, in effetti, alcuni rischi, non da trascurare, che devono essere tenuti in considerazione.

Dalla privacy alla tutela del diritto d’autore passando per i possibili impatti sui livelli occupazionali, con conseguenze economiche evidenti, gli elementi oggetto di grande preoccupazione legati all’uso delle AI nella società del futuro rappresentano un tema di grande attualità, al pari delle potenzialità “positive” di questa tecnologia.

Vantaggi per cittadini e imprese e applicazioni nella Gigabit Society del futuro

In un mondo sempre più connesso, l’intelligenza artificiale rappresenta una risorsa importantissima. La Gigabit Society, ovvero una società in grado di accedere ad Internet tramite banda ultra-larga e di sfruttare appieno l’alta velocità di connessione, potrà contare sulle potenzialità dell’AI che trova applicazione in tantissimi contesti.

I campi di applicazione delle AI nella società digitale del prossimo futuro sono molteplici. L’evoluzione dei chatbot come ChatGPT è rappresentata dalla nascita di assistenti virtuali davvero intelligenti e in grado di aiutare le persone con la possibilità di agire anche al di fuori dei rigidi binari che caratterizzano gli assistenti virtuali di oggi come Alexa e Siri.

Uno dei campi di applicazione dei sistemi basati sull’AI è, per esempio, quello dell’analisi dei dati. Grazie ad un enorme capacità di calcolo e all’apprendimento automatico, saremo in grado di analizzare enormi quantitativi di dati, andando a estrapolare informazioni ben precise e utili per l’applicazione immediata, in base al contesto di utilizzo considerato.

In questo modo, le soluzioni basate su AI potranno essere utilizzate sempre di più per l’analisi predittiva e, quindi, per poter fornire delle previsioni precise in merito all’evoluzione futura di alcuni fenomeni, partendo da un set di dati particolarmente ricco e elaborato. L’impatto sul settore finanziario, in questo caso, potrebbe essere davvero significativo.

Cittadini e aziende potranno sfruttare le piattaforme AI anche nel settore del commercio al dettaglio. Le intelligenze artificiali diventeranno dei veri e propri “personal shopper” in grado di suggerire i prodotti d’acquistare, analizzando il mercato, verificando l’evoluzione dei prezzi e tenendo in considerare le abitudini di consumo dell’utente.

Per le aziende, invece, i sistemi basati su AI potrebbero diventare un modo per raggiungere, con maggiore semplicità, la clientela facendo scouting sui principali competitor, verificandone i punti di forza e le debolezze, definendo dei KPI di valutazione delle performance in modo più strutturato e completo rispetto a quanto si faccia oggi. I campi di applicazione dell’intelligenza artificiale non si esauriscono qui, anche il settore della guida autonoma potrebbe registrare una notevole accelerazione nello sviluppo grazie all’applicazione su larga scala dell’Intelligenza Artificiale.

Allo stesso modo, la robotica potrebbe integrare sempre di più le soluzioni basate sull’AI per creare oggetti sempre più autonomi e in grado di agire senza il controllo e la supervisione umana. In pochi anni (o decenni), ci troveremo nella situazione in cui tutto ciò che prima sembrava possibile solo nei film di fantascienza potrebbe iniziare a diventare reale.

Utilizzo consapevole e responsabile dell’AI e impatto sull’individuo

L’AI non è solo un’opportunità di crescita ma anche un serio rischio da non sottovalutare. L’utilizzo consapevole e responsabile di questa tecnologia giocherà un ruolo fondamentale per lo sviluppo della società nei prossimi anni. Le applicazioni che sfruttano l’intelligenza artificiale, infatti, non possono essere utilizzate senza la definizione di un quadro normativo in grado di tutelare le persone.

L’impatto di questa tecnologia sul singolo individuo e, più in generale, sulla società è legato, infatti, a doppio filo al modo in cui le potenzialità dell’AI saranno utilizzate nel corso del prossimo futuro. Opportunità e rischi, in questo caso, sono due facce della stessa medaglia. Non è possibile utilizzare in modo indiscriminato l’AI e ignorare i possibili effetti negativi sulla società.

Per molti individui l’intelligenza artificiale è una risorsa in grado di garantire un futuro migliore, con tante possibili applicazioni in diversi ambiti. Per altri, invece, è un rischio che potrebbe diventare una minaccia, soprattutto economica (ma non solo), nel lungo periodo. In questo contesto, l’utilizzo responsabile ed etico delle AI diventerà, inevitabilmente, un tema sempre più attuale e che va regolamentato opportunamente

Ci stiamo proiettando verso un mondo controllato dalle macchine?

La crescente diffusione delle intelligenze artificiali può portarci ad avere due possibili scenari in prospettiva futura. Il primo è rappresentato dal fatto che andremo a confrontarci con una società sempre più controllata dalle macchine, dove per gli individui la tecnologia rischia di diventare quasi un ostacolo. In una società sempre più gestita dalle macchine e dalle AI, infatti, il sistema economico attuale, e non solo, potrebbe non essere più in grado di garantire un equilibrio nel lungo periodo.

C’è, poi, un altro scenario, decisamente più positivo. Al culmine del loro sviluppo, infatti, potrebbe avvenire che le macchine gestite dall’AI non andranno a sostituire gli individui ma ad esso affiancarsi. Ogni persona potrebbe avere un’assistente personale a base di AI, con tutti i vantaggi che ne derivano nella gestione delle attività quotidiane, sia in ambito privato che nella sfera lavorativa.

Per raggiungere quest’obiettivo sarà necessario non solo investire nello sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale e apprendimento automatico. Lo sviluppo della tecnologia dovrà andare di pari passo ad una sua applicazione etica e regolamentata, nei minimi dettagli, in modo da indirizzare le risorse nella giusta direzione.

Interventi e piani regolatori a tutela dei cittadini e delle imprese nelle realtà digitali dominate dall’AI

La rapida crescita della diffusione dei sistemi a base di intelligenza artificiale, come ChatGPT, divenuto in pochi mesi una vera e propria innovazione accompagnata da forti perplessità di natura etica e regolatoria, ha confermato la necessità di definire un quadro normativo per una tecnologia che, fino a pochi anni fa, semplicemente non esisteva.

Negli ultimi mesi, in relazione a questa necessità, sono nate diverse iniziative per regolamentare le piattaforme basate su AI a partire dai sistemi generativi, potenzialmente molto pericolosi, fino ad arrivare ai meccanismi utilizzati per “allenare” le applicazioni su AI.

Su questo tema, estremamente attuale e sensibile, l’UE è un’apripista grazie alla definizione di una prima bozza di quello che è stato denominato l’AI Act, documento che punta a definire un quadro normativo ben preciso, limitando, di fatto, il raggio d’azione delle aziende che scelgono di operare e investire nel settore delle intelligenze artificiali. L’AI Act, infatti, prevede la definizione di vari livelli di rischio legati a questa tecnologia, andando a fissare degli obblighi ben precisi per gli operatori del settore e per i fornitori di servizi.

La prima bozza del provvedimento fissa anche dei divieti d’uso in alcuni settori come l’identificazione biometrica da remoto, la categorizzazione biometrica e la polizia predittiva. C’è poi la questione trasparenza. I sistemi di AI generativa saranno chiamati a rispettare requisiti ben precisi, per evitare i deepfake e tutelare il diritto d’autore, rendendo riconoscibili i contenuti creati artificialmente.

Il testo definitivo dell’AI Act arriverà solo al termine di un lungo iter normativo. Nel frattempo, anche altri enti regolatori, ad esempio negli USA, si stanno muovendo per definire un quadro normativo in grado di garantire la massima tutela dei cittadini. È oramai evidente che lo sviluppo delle AI non può essere fermato, c’è, però, la necessità di indirizzare gli sforzi per creare una tecnologia in grado di avere un effetto positivo sulla società, minimizzando i rischi che, considerando il tema specifico, sono ben presenti e possono determinare criticità importanti se non opportunamente arginati