Dollaro

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Il dollaro, la valuta americana

Il dollaro americano è l'unità unitaria ufficiale che viene utilizzata negli Stati Uniti d'America dal lontano 1785. Esso, viene utilizzato sui mercati internazionali come valuta convenzionale, per le quotazioni ufficiali di oro e petrolio.
Il dollaro americano si divide in 100 centesimi ed è rappresentato dal simbolo $.

Nel sistema bancario ed economico, il dollaro (meglio detto USD in riferimento alle contrattazioni sul mercato del Forex) viene identificato dal codice ISO 4217 (Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni).
Dal 1927 la Federal Reserve stampa le banconote, che dal 1946 non compaiono più in tagli di banconote superiori ai 100 dollari), mentre le monete, che originariamente dividevano il dollaro in 1000 "mill" (in uso fino alla Seconda Guerra mondiale, quando il costo dell'alluminio divenne troppo elevato), compongono ora 1 dollaro di 100 centesimi.

Le origini

Le origini del dollaro riportano all'antica Sassonia (Germania) del 1519, quando venne coniata la moneta d'argento "taler" (o tallero), che ancor oggi rappresenta il valore monetario di riferimento per diverse Nazioni, quali il Canada, la Nuova Zelanda, Singapore.

Il dollaro americano vero e proprio deve invece le sue origini alla regione spagnola e precisamente alla moneta "doleras", che veniva utilizzata principalmente nelle Colonie catalane. Durante la Guerra Civile, il 6 luglio 1785, il Governo federale americano fu il primo ad emettere le banconote del dollaro (denominate "greenbacks", a causa del colore verde) usate come valuta con sistema decimale.

La convertibilità e la forza del dollaro

Durante il periodo post bellico, nel luglio del 1944, a New Hampshire, a seguito del convegno finanziario e monetario delle Nazioni Unite Bretton Woods (composto da 44 Nazioni), vennero create la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, con lo scopo di garantire la convertibilità delle monete di ogni nazione in oro o in dollari americani, attività che vennero definite "a riserva di valore" (con una fluttuazione max del 1%).

Con tale operazione il valore del dollaro americano venne rafforzato, ma la crisi verificatasi negli anni sessanta, dovuta in parte alla crescita economica di Paesi quali Giappone e Germania, e in parte alla Guerra del Vietnam, lo Stato americano si trovò costretto a contrattare con le Banche Centrali al fine di fissare il prezzo di cambio tra oro e dollaro, in un rapporto pari a 35 dollari per 1 oncia oz (28,35 grammi d'oro): nacque così il Gold Standard.
In quegli anni si sviluppa inoltre il concetto sempre più assodato di oro come "bene rifugio", acquistato in caso di perdita del valore monetario (e dunque della mancanza di stabilità economica esterna) e venduto in situazione di crescita economica.

Soltanto con la decisione presa dall'allora Presidente in carica degli Stati Uniti, Richard Nixon, venne abolita, nel 1971, la commutabilità del dollaro americano in oro, rafforzando così il sistema fluttuante degli Stati Uniti.

Il periodo del petroldollaro

Nel 1974 le Nazioni appartenenti all'OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries) ridussero la produzione del petrolio, limitando gli scambi di materia prima soltanto con il pagamento in dollari: nacque in tal senso il concetto di "petroldollaro" come valuta e misura di valore a se stante, che causò una crisi energetica globale. Nel contempo, tuttavia, la valuta del dollaro assistì ad un rafforzamento dato dal sostegno derivante dagli investimenti dei produttori arabi in Treasury bond ed attività statali americane.

Per ridurre lo scostamento del prezzo tra le valute interne ai Paesi d'Europa, venne creato, nel 1979, il Sistema Monetario Europeo, negli stessi anni in cui negli Stati Uniti la Federal Reserve decise di aumentare i tassi d'interesse, rafforzando radicalmente il valore del dollaro.

L'euro ed il dollaro

Con l'ingresso dell'Euro, avvenuto nel gennaio del 1999, il dollaro si trova a fronteggiare una nuova divisa forte, pronta a divenire in ben poco tempo la valuta che determinerà l'effettivo indebolimento del dollaro statunitense (nel cambio EUR/USD).
Nel corso degli anni 2000, e in particolare da dopo i due fattori emblematici per gli USA (il crollo delle Torri Gemelle nel 2001 ed il fallimento Lehman Brothers nel 2007), alcuni tra i più importanti Paesi in crescita (tra i quali Cina, India, Turchia, Russia, Brasile, Argentina e Corea) aumentarono le proprie riserve Nazionali a favore di divise anti-dollaro (e indirettamente pro Euro) e materie prime, abbassando in modo definitivo il valore del biglietto verde, che ha continuato a svalutarsi nel tempo.

Per maggiori informazioni: DOLLARO










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