Candidarsi, sì o no?

Oramai penso, e spero, che voi tutti abbiate imparato a conoscermi, io ho un solo sogno che vorrei si realizzasse.

Oramai penso, e spero, che voi tutti abbiate imparato a conoscermi, io ho un solo sogno che vorrei si realizzasse, vedere l’Italia al di fuori dall’euro e dall’Unione europea.

Certo è un sogno, e come tutti i sogni è molto difficile che possa realizzarsi, ma questo non è un buon motivo per non continuare a lottare, per non continuare a impegnarsi affinché questo sogno possa un giorno avverarsi.

Ed a coloro che mi chiedono, ma se questo sogno dovesse davvero avverarsi, se davvero uscissimo dall’euro e dall’Unione europea chi dovrebbe poi governare l’Italia?

La mia risposta è sempre stata la stessa, chi governerà l’Italia fuori dall’euro e dall’Unione europea lo decideranno gli italiani con elezioni libere e democratiche, una cosa è sicura, non sarò di certo io, che, ovviamente, raggiunto il mio obiettivo sarei totalmente appagato e mi ritirerei a vita privata.

Ebbene se fino a poche settimane fa, anzi forse fino a pochi giorni fa io avevo solo ed esclusivamente un obiettivo, oggi non posso più limitarmi a questo.

Certo, l’uscita dall’euro e dall’Unione europea rimane un obiettivo che bramo, che desidero ardentemente, ma oggi … oggi c’è anche in gioco la stessa esistenza della mia Italia e più in generale dell’Europa.

Ho sempre ritenuto delittuosa la maniera nella quale è stata gestita l’Unione europea e potete ben immaginare che cosa ne possa pensare io delle persone ai vertici di quella istituzione, ma mai avrei potuto immaginare che potessero arrivare fino a questi punti.

Di loro non ho ancora capito una cosa, e mi chiedo: hanno fallito e non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo, quello degli Stati Uniti d’Europa, ed allora sostengono il “Muoia Sansone con tutti i filistei” oppure pensano di salvarsi in una qualche maniera?

Perché vorrei veramente capire come farebbero a scampare, ad una simile catastrofe, forse rifugiandosi in un bunker?

Personalmente non avrei il minimo dubbio, preferirei assolutamente abbandonare la vita terrena piuttosto di vivere come una talpa in un sotterraneo.

Quella non sarebbe vita, ve la immaginate? Un carcere, al confronto, sembrerebbe un albergo a cinque stelle.

Io, ripeto, faccio fatica a capire ad esempio una persona come Ursula Von Der Leyen, madre di sette figli, sette capite? Non dico che debba pensare al proprio futuro, ma neppure al loro? Non pensa al futuro dei suoi figli?

Quindi cosa fare?

Certo, la prima cosa che può venire alla mente, è dettato dall’istinto di sopravvivenza, ossia pensare, ci sarà pure un posto al mondo nel quale possa tranquillamente trascorrere gli ultimi anni della mia vita.

Se davvero tutta la terra non divenisse un luogo invivibile, se ci fosse un posto ove rifugiarsi … sì questa sarebbe la prima cosa che l’istinto di sopravvivenza porta alla tua mente, ma poi ragionando … gli anni vissuti in più con il rimorso di non aver fatto di tutto per impedire questa follia?

E’ chiaro che singolarmente non avrei potuto fare nulla, ma perlomeno averci provato.

E c’è poi anche un altro aspetto, se ci sono delle persone che credono in te, il fuggire, non può considerarsi quasi un tradimento?

Certo nessuno me lo potrebbe rimproverare, anzi pensandoci bene a rimproverarmelo sarebbe proprio la persona per me più importante, quella alla quale devo sempre riferirmi, la mia coscienza.

Che probabilità ci sono che una persona come me si presenti alle elezioni europee e venga eletta al Parlamento europeo? La risposta più ovvia sarebbe zero.

Ma dato che sono uno statistico, la risposta più corretta è che quella probabilità è pari ad X con X tendente a zero.

Mi sovviene così la vecchissima battuta del tizio che, disperato, si rivolge al Signore chiedendogli “O Signore perché non mi fai vincere alla lotteria” ed il Signore gli risponde, “guarda io vorrei anche aiutarti, ma tu perlomeno compra un biglietto”.

Ecco se comprando un biglietto la probabilità di vincere la lotteria è pari ad X, con X tendente a zero, non comprando il biglietto abbiamo l’assoluta certezza di non poter vincere.

Ma arriviamo a noi, cosa posso rispondere alle persone che mi chiedono insistentemente di candidarmi per le elezioni europee?

Certo potrei semplicemente rispondergli “no grazie”, e sono certo che mi eviterei un sacco di rogne, e soprattutto nessuno mi potrebbe rimproverare nulla, anzi in tanti mi direbbero … hai fatto bene non immischiarti con la politica che è una cosa sporca. E poi cosa vuoi che cambi.

Certo non sono talmente sprovveduto dal ritenere che,candidandomi, possa cambiare qualcosa, ed in ogni caso lo sbarramento al 4% di fatto è totalmente insuperabile.

Ma ripeto poi alla mia coscienza cosa rispondo?

Ed inoltre c’è un altro aspetto quasi unico che hanno le elezioni europee, ed in particolare queste elezioni europee.

Non sono elezioni politiche, o meglio, certo potranno essere considerate elezioni politiche, ma dai partiti che voglio governare l’Unione europea, non da chi, come me, la vuole cancellare.

Quindi queste elezioni, per chi, come me, è contrario all’Unione europea non sono elezioni politiche, sono elezioni personali.

Quindi non serve un “programma politico” o meglio deve essere composto da due soli punti, il primo essere fermamente contrari all’euro ed all’Unione europea, e il secondo, essere fermamente contrari a qualsiasi tipologia di conflitto bellico.

Per chi vuole cancellare l’Unione europea, quindi, il Parlamento di Bruxelles deve risultare solo un palcoscenico dal quale lanciare anatemi, nei confronti di coloro che vogliono annullare le grandi culture costruite nei millenni dai diversi popoli europei.

Ed in particolare annullare la grande cultura della nostra Italia, il Paese che più di ogni altro al mondo ha dato i natali ad assoluti geni che hanno contribuito più di ogni altro a rendere migliore il nostro mondo.

Ed allora in queste ore sto seriamente riflettendo su una mia possibile candidatura per le elezioni europee che mi viene costantemente sollecitata, ciò che comunque mi sento di dire fin d’ora è: non chiedetemi “con chi ti candidi”, con Tizio, con Caio o con Sempronio.

Se alla fine deciderò in tal senso, mi candiderò con Giancarlo Marcotti e con tutti coloro che crederanno in me.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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