Le conseguenze per l’umanità

Ormai dovremmo tutti aver imparato come si muove l’establishment che governa di fatto il mondo occidentale.

Ormai dovremmo tutti aver imparato come si muove l’establishment che governa di fatto il mondo occidentale, la strategia usata, infatti, non cambia mai ed era stata raccontata con sincerità dall’ex Presidente del Consiglio europeo il belga Van Rompuy.

La classe dirigente si pone un obiettivo che si sa non essere popolare, quindi si fa trapelare una notizia piuttosto forte, per saggiare la risposta dell’opinione pubblica, qualora la reazione fosse estremamente negativa si smentisce la notizia, si cambia strategia, ma l’obiettivo resta sempre quello, semplicemente viene riproposto, ma in maniera più graduale, ossia si dà il tempo alle persone di adattarsi con gradualità ad un cambiamento che poco alla volta sarà metabolizzato fino ad essere accettato completamente.

Tutto ciò lo possiamo riscontrare anche nell’imporre ad esempio quella che potremmo definire una sub cultura che soltanto alcuni anni fa non avremmo mai accettato.

Sia chiaro che le menti più illuminate del secolo scorso ci avevano avvisato per tempo descrivendo anche nei dettagli quel che sarebbe successo, soprattutto riguardo ai cambiamenti sociali.

Al punto che fino a poco tempo fa potevamo, non dico ridere, ma ritenere fantascienza un termine come transumanesimo, oggi, perlomeno, non fa più ridere.

Ma non voglio spingermi troppo in là, voglio fermarmi e cercare di capire quale possa essere il limite di questa escalation, tutt’ora in atto, ed allora ecco, mi riferisco a Marco Travaglio.

La mia attenzione, infatti, veniva attratta dal titolo di un articolo, sentite: Travaglio “Macron sull’invio di truppe? In questa follia è il più razionale perché è anche il meno ipocrita”.

Quelle parole mi sembravano quasi più di una giustificazione, parevano una approvazione all’annunciato invio di truppe francesi in Ucraina, ho pensato così che il direttore de Il Fatto Quotidiano fosse totalmente andato fuori di senno e mi sono messo a leggere l’articolo.

Scoprivo subito che si trattava del resoconto di un intervento che Travaglio aveva avuto in una trasmissione televisiva, ma attenzione sentite nella realtà cosa egli ha detto:

Noi siamo partiti dalle armi difensive, poi le armi leggere, poi le armi pesanti, poi i tank leggeri. Poi i carri armati pesanti, poi i missili a medio raggio a breve raggio e poi addirittura lungo raggio. Adesso i cacciabombardieri. E poi che cosa rimane? Rimangono i soldati e poi le atomiche”.

Dette così non sono parole irresponsabili quelle pronunciate da Travaglio, ma una lucida e purtroppo terribile constatazioni di ciò che è e ciò che comporta una escalation portata alle estreme conseguenze.

E’ chiaro che anche la nostra generazione, non più giovane, ha visto le conseguenze di esplosioni atomiche solo su qualche isoletta sperduta in atolli del Pacifico.

La nostra generazione, e tutte quelle a seguire, hanno sempre ritenuto che l’uomo, proprio sapendo le terribili conseguenze dell’utilizzo di armamenti atomici, si sarebbe sempre fermato prima di arrivare a quel punto senza ritorno.

Ma non solo, non abbiamo nemmeno mai pensato che si potesse arrivare a trattare sui media l’argomento guerra nucleare, doveva semplicemente essere un argomento off limits, che non aveva senso neppure poterlo accennare.

Oggi rimango esterrefatto non solo perché se ne sente parlare sui mezzi di comunicazione di massa, ma soprattutto perché se ne parla come se l’argomento fosse lecito e abituale.

E le persone non reagiscono, certo, da un certo lato posso capire il rifiuto a livello inconscio, è un po’ come per quelle malattie che non lasciano scampo, l’argomento è di una tale gravità che si preferisce non venga neppure trattato, ma certamente questo comportamento, questa assoluta mancanza di una naturale reazione da parte di quella che un tempo veniva chiamata “società civile”, è il risultato di una narcosi delle menti, una narcosi già sperimentata con successo sull’intera popolazione mondiale negli anni scorsi.

E’ come se fosse soppressa, annullata, la volontà del popolo. Non penso infatti esista su questa terra una sola persona, mentalmente sana, che non sia contraria ad un conflitto nucleare, ma nonostante ciò, pur sentendone parlare sui mezzi di comunicazione di massa, si continua la propria vita eludendo l’argomento.

Attenzione poi, cari ascoltatori, perché non devono assolutamente tranquillizzarci neppure le dichiarazioni di apparente totale disaccordo nei confronti delle affermazioni di Macron da parte delle nostre massime cariche istituzionali, la riprovazione da parte del Colle e di Palazzo Chigi non hanno alcun valore.

Ci metteranno cinque minuti a cambiare opinione perché quel che conta non sono le nostre Istituzioni, è l’Unione europea e la bozza del Consiglio europeo è raggelante, letteralmente raggelante.

Visto che chiama al riarmo il Continente e nel programma vengono coinvolti anche i civili.

Naturalmente viene specificato che tutto ciò avverrebbe in caso di attacco militare, ma sappiamo che l’attacco militare è molto più probabile che possa partire proprio da noi.

Poi una volta partito le conseguenze sarebbero inimmaginabili.

Ma d’altronde analizzate per un attimo le parole di Macron, che significato ha l’affermazione “La Russia non può vincere la guerra”?

Quell’affermazione non può essere letta in modi diversi, significa semplicemente che non solo la Francia, ma l’Europa e l’Occidente intero deve intervenire per impedire che la Russia vinca la guerra, evento oltretutto che si è già verificato.

Quindi, cari ascoltatori, lascio a voi ogni considerazione.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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