Mercati finanziari “impazziti”

So che è un argomento che non riscuote le vostre simpatie, ma devo tornare a parlare di mercati finanziari, sia perché è il mio campo.

So che è un argomento che non riscuote le vostre simpatie, ma devo tornare a parlare di mercati finanziari, sia perché è il mio campo, ma soprattutto perché devo tornare a rimarcare le anomalie che ormai si stanno ripetendo giornalmente.

Ed allora continuo a segnalarvi che quando i mercati finanziari “impazziscono” non è mai un buon segnale.

Come voi tutti sapete i mercati azionari dall’inizio dello scorso anno, stanno salendo praticamente senza soluzione di continuità, hanno avuto una fase di stasi fra agosto settembre ed ottobre, ma, insomma il 2023 si è concluso con performance straordinarie e dallo scorso mese di novembre assistiamo ad un’ulteriore impennata di quasi tutti i listini azionari.

Ho spesso parlato delle performance stellari dell’indice americano dei titoli tecnologici, il Nasdaq, ma la Borsa che negli ultimi tempi ha avuto la maggior impennata è senza dubbio quella giapponese.

Qui occorre fermarsi un attimo e ricordare la storia.

Negli anni ottanta abbiamo assistito forse al maggior fenomeno speculativo di sempre.

L’indice Nikkei della Borsa giapponese che nell’82 valeva meno di 7.000 punti arrivò nell’89 a sfiorare i 39.000 punti con un guadagno del 473%.

Alcuni titoli erano arrivati a guadagnare il 1000%, insomma quotazioni irreali.

Per la precisione nell’ultimo giorno di contrattazione dell’anno 1989 l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo arrivò a toccare un massimo a 38.957 punti.

Il primo giorno di contrattazione del 1990 la Borsa nipponica collassò, scoppiò la bolla e cominciò una discesa senza freni che durò la bellezza di 19 anni, nel marzo del 2009 l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo tornò sulle quotazioni che registrava ventisette anni prima, nel 1982, ossia intorno ai 7.000 punti.

Ebbene tutti gli operatori finanziari ritennero che il Nikkei non sarebbe mai più arrivato a 39.000 punti, che si era arrivati a raggiungere quel livello soltanto perché si era innescata la più gigantesca bolla speculativa della storia.

Da allora, ossia dal 2009, è iniziata la risalita, tutto normale direte, certo dopo 19 anni di discese e dopo che l’indice di riferimento della Borsa giapponese era tornato sui livelli di 27 anni prima, era normale si tornasse un po’ a salire.

Ma questa salita non si è più fermata, infatti state a sentire, nel 2012 l’indice Nikkei recuperava i 10.000 punti, nel 2017 raddoppiava e saliva oltre i 20.000 punti, e poi un altro aumento del 50% per arrivare nel maggio dello scorso anno, ossia soltanto dieci mesi fa a superare addirittura i 30.000 punti.

Ma la cosa straordinaria è accaduta dall’inizio dell’anno in corso, dopo che negli anni scorsi il Nikkei, come abbiamo visto, era aumentato in maniera esponenziale fino a superare i 30.000 punti, in meno di tre mesi, quindi dall’inizio dell’anno in corso il Nikkei ha guadagnato oltre il 22% arrivando a superare anche i 40.000 punti, oggi ha toccato i 40.888 punti polverizzando quindi un record storico che a molti di noi, fino a pochi mesi fa, sarebbe parso insuperabile.

Ma detto questo lasciamo per un attimo il Giappone ed il suo Nikkei per parlare più in generale dei mercati nei Paesi occidentali andiamo a vedere ed a cercare di capire questa indubbia anomalia in cosa consiste.

Certo la crescita che hanno avuto gli indici di Borsa compreso il nostro FtseMib è stata incredibile, ma a preoccupare maggiormente, credetemi, non è semplicemente la crescita, ma le anomalie che si riscontrano.

Prendiamo ad esempio il mercato tedesco, mai la Germania negli ultimi trent’anni si era ritrovata in una situazione economica così problematica e sto usando un eufemismo, ebbene proprio in questi giorni si sta prospettando che la recessione tedesca possa continuare addirittura anche nell’anno in corso ed allora come si spiega che la Borsa tedesca stia continuamente ritoccando quasi giornalmente nuovi record storici, ripeto, record storici.

Ma se parliamo di anomalie come non citare il fatto che il mercato sembra non rispondere più anche alle notizie da sempre considerate più “sensitive”.

Insomma se, ad esempio, arriva una buona notizia di carattere macroeconomico certo ci attendiamo una risalita dei listini, ma perché le Borse continuano a salire anche quando vengono diramate notizie che dovrebbero essere lette dal mercato in maniera negativa.

Questo è l’aspetto più “strano”, i mercati continuano a salire … come dire … “a prescindere”, quindi indipendentemente da quel che sta accadendo nel mondo.

Ed ancora, le rare giornate nelle quali la Borsa scende, è sempre una discesa assolutamente frazionale, insomma non perde più di qualche decimo di punto percentuale.

Ma le anomalie non si fermano qui.

Perché in un momento di euforia sui mercati, come quello che stiamo vivendo, crescono ed in maniera esorbitante anche gli asset che siamo abituati a ritenere difensivi, ossia anticiclici.

L’esempio classico è il prezzo dell’oro che continua a polverizzare record storici ed ha addirittura superato i 1.200 dollari per oncia.

E cresce anche tutto il comparto delle cryptovalute con Bitcoin in testa.

Insomma in un periodo come questo nel quale le Banche Centrali annunciano una riduzione dei loro bilanci, quindi starebbero drenando liquidità, da dove arriva questa incredibile liquidità?

Neppure dal comparto obbligazionario che non solo non dà segni di crisi, ma, in questo caso seguendo la logica, è in crescita visto che le Banche Centrali si apprestano ad una politica economica più espansiva, ossia a ridurre i tassi di interesse.

Insomma io mi sento in dovere di informarvi per tutte queste anomalie, non si tratta quindi di segnalare solo una crescita dei mercati, ma una crescita che porta con sé una serie di anomalie che personalmente trovo inquietanti.

Sembra quasi che i mercati vogliano tranquillizzare “artificialmente” l’opinione pubblica per quanto sta accadendo a livello geopolitico.

Insomma sembra che i mercati finanziari ci stiano dicendo, il mondo è ad un passo dalla catastrofe? Non preoccuparti, guarda come salgono le quotazioni sui mercati finanziari, se non sono preoccupati i grandi investitori istituzionali significa che non siamo in pericolo.

Ed invece io non sono per nulla tranquillo, anzi, queste anomalie sui mercati e questa eccessiva euforia mi sembra sospetta, ed assolutamente fuori luogo, insomma mi pare artefatta per non dire falsa.

Ma naturalmente, come sempre, spero di essere io a preoccuparmi eccessivamente e che invece tutto ciò che sta accadendo abbia delle motivazioni reali.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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