Non chiamiamole più gaffes

L’ultima, ma solo l’ultima in ordine di tempo è … “Ho parlato col Presidente del Messico Sisi”, probabilmente voleva dire Al Sisi.

L’ultima, ma solo l’ultima in ordine di tempo è … “Ho parlato col Presidente del Messico Sisi”, probabilmente voleva dire Al Sisi, che, tuttavia, è il Presidente dell’Egitto.

Insomma, Messico ed Egitto non mi sembra siano nemmeno confinanti.

Ed allora, l’ho già detto in un altro video, ma è bene ribadirlo, dovremmo anche noi smetterla di chiamarle gaffes, ma interrogarci sui pericoli che potrebbe avere il mondo intero nel far risiedere alla Casa Bianca una persona che, ormai senza alcun dubbio, ha seri problemi di carattere cognitivo.

Ma qualche giorno fa è successo qualcosa di ancor più grave, in un discorso per la campagna elettorale nel Nevada, dove si sarebbe votato per le primarie, Biden riferendosi ad un incontro al G7 del 2021 ha ricordato di aver parlato con Mitterand il Cancelliere della Germania.

Sappiamo tutti che Mitterand è morto nel 1996, Biden confonde Macron con Mitterand ed ovviamente Macron è il Presidente della Francia non il Cancelliere tedesco, oltretutto a rappresentare la Germania in quel G7 come ovvio era la Cancelliera Angela Merkel.

Ebbene tanto per capire a che livello sono negli Stati Uniti, fra coloro che erano presenti al comizio nessuno ha corretto Biden, forse l’americano medio ritiene davvero che attualmente Mitterand è il Cancelliere della Germania.

Lo dico perché dopo questo comizio alle primarie del Partito Democratico in Nevada Biden ha avuto un vero plebiscito vincendo con oltre il 90% dei voti.

Insomma sembra che perlomeno per i democratici avere un Presidente con seri problemi cognitivi non sia un problema, perché, attenzione, non è l’età, certo non è più un ragazzo, ma a ottant’anni la stragrande maggioranza delle persone è decisamente più lucida, in questo caso invece è evidente il deterioramento cognitivo.

E’ evidente anche solo guardando il video in cui parla del Presidente del Messico Sisi, Biden, guardatelo, fa fatica ad esprimersi, biascica le parole.

Ma ne voglio ricordare altre due, la prima, intervenendo ad un convegno sull’obesità chiama una deputata repubblicana Jackie Walorski. “Jackie dove sei?” nessuno risponde, ed allora Biden insiste “Dov’è Jackie” ebbene a quel punto qualcuno gli fa notare pateticamente che Jackie non gli può rispondere perché è morta qualche mese prima.

Ma poi la più famosa, quando intrattenendosi con i giornalisti ha detto che Putin sta perdendo la guerra in Iraq.

Cioè … cosa si può aggiungere …

Ed a proposito dell’Ucraina non dimentichiamo quando, riferendosi al Presidente Zelenskyi lo ha chiamato Vladimir, anziché Volodymyr, effettivamente è lo stesso nome, solo che Vladimir è in russo, mentre Volodymyr in ucraino, lascio intendere a voi il gelo che ne è scaturito.

Ma adesso c’è anche qualcosa di più.

Dunque, come noto non solo Trump, ma anche Biden era accusato di aver detenuto in una sua villa documenti riservati che si era portato a casa al termine del suo mandato da vice-presidente, durante la Presidenza Obama.

Ebbene oggi quindi doveva essere un giorno importante perché il procuratore speciale doveva esprimersi sulla possibile incriminazione del Presidente.

Ebbene il Presidente Biden è stato scagionato, ma forse per lui sarebbe stato meglio fosse stato incriminato.

Perché la motivazione per la quale è stato scagionato è decisamente imbarazzante, va detto che il Procuratore speciale Robert Hur, non può essere accusato di aver fatto un’analisi sbrigativa, visto che ha stilato un rapporto di ben 345 pagine, al termine delle quali giustifica la mancata incriminazione col fatto che il Presidente Biden è un anziano con scarsa memoria.

Pare infatti che non ricordasse di esser stato vicepresidente quando alla Casa Bianca sedeva Barack Obama, ma soprattutto che non ricordasse che un suo figlio era morto di cancro nel 2015.

A questo punto la misura era colma ed i repubblicani sembra ora abbiano intenzione di invocare il 25esimo emendamento chiedendo la rimozione di Biden.

Ricordo che il 25esimo emendamento prevede che il Presidente possa essere destituito per incapacità.

Naturalmente si fa riferimento alla ormai conclamata mancanza di memoria più volte evidenziata dall’attuale Presidente.

Ovviamente si tratta di una mossa politica, ma non si può dire che la richiesta non sia fondata.

Veramente a questo punto non servono più altre prove, ora la mancanza di memoria è stata avallata anche da un Procuratore Speciale che ha avuto con Biden due incontri personali per una durata di oltre cinque ore.

Ma ripeto, per concludere, sembra che tutto ciò non sia un problema per l’elettorato democratico, visto che Biden sta vincendo le primarie del suo partito con percentuali bulgare.

Certo i contendenti sono assolutamente dei Carneadi, ma questo fatto deve risultare ancor più preoccupante.

Riconfermare Biden alla Casa Bianca sarebbe un azzardo che il mondo intero non può permettere.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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