Si può uscire dall’Euro

Che si possa uscire dall’Unione europea è certo, lo abbiamo visto, con la Brexit, ossia l’uscita del Regno Unito.

Che si possa uscire dall’Unione europea è certo, lo abbiamo visto, con la Brexit, ossia l’uscita del Regno Unito, quindi su questo non si possono avere dubbi.

Ma come sappiamo il Regno Unito non aveva adottato l’euro come moneta, si era tenuto stretta la sterlina, quindi sembra lecita la domanda, si può uscire dall’euro?

Ma sembra proprio una domanda banale, la cui risposta dovrebbe essere ovvia.

Dato che non si può adottare l’euro se non si fa parte dell’Unione europea, e, come abbiamo visto uscire dall’Unione europea si può, ne deriva che si possa anche uscire dall’euro.

Perlomeno certamente se uno Stato appartenente all’eurozona dovesse uscire dall’Unione europea, automaticamente uscirebbe anche dall’euro.

Ma ora chiediamoci se si può uscire dall’euro rimanendo all’interno dell’Unione europea.

Anche in questo caso la risposta deve essere scontata.

Beh, sappiamo che ci sono diversi Paesi che sono all’interno dell’Unione europea ed hanno mantenuto la loro moneta nazionale, quindi non dovrebbero esserci problemi in tal senso.

Ma poi scusate, voi potete pensare che possa esistere un’organizzazione alla quale se si entra a farne parte non si possa poi mai più uscirne? Dai, un po’ di logica!

Nemmeno fosse un ergastolo. E’ ovvio che deve esser previsto che se uno Stato non vuole più far parte dell’eurozona sia libero di tornare ad avere una propria moneta nazionale.

E come si fa?

Occorre far ricorso sempre all’art. 50 dei trattati, quello che prevede l’uscita dall’Unione europea, sentiamo:

Il paragrafo 1 “ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione”. Il paragrafo 2 precisa quali vie deve seguire il procedimento di recesso. Ed ecco la procedura da seguire

Lo Stato che decide di recedere notifica l’intenzione al Consiglio europeo. L’Unione negozia e conclude un accordo sulle modalità del recesso. L’accordo è concluso dal Consiglio a nome dell’Unione”.

Semplice, dopotutto, è chiaro e l’abbiamo visto con la Brexit che

a) la recessione avviene dopo un negoziato;

b) il negoziato è condotto sotto l’autorità del Consiglio europeo, organo politico;

c) è dato presumere che quando uno Stato notifica l’intenzione di recedere, determinate misure tecniche, tipo un blocco temporaneo all’esportazione di capitali dallo Stato recedente, siano già state predisposte in modo riservato”.

Poiché il trattato sulla Uem [Unione Economica e Monetaria] è soltanto una parte della struttura giuridica della Ue, e sappiamo come detto che esistono Stati membri della Ue ma non facenti parte dell’eurozona, ne deriva che il negoziato per l’uscita solo dall’euro dovrebbe aprirsi con la dichiarazione di voler restare nella Ue.

Chiaro quindi? Si fa sempre riferimento all’art. 50, ossia quello che regola l’uscita dall’Unione europea e si specifica che si intende restare nell’Ue e non utilizzare più la moneta unica.

Torniamo ora all’8 maggio del 2015, quindi prima del referendum che originerà la Brexit, il giorno prima, il 7 maggio alcuni parlamentari europei avevano inviato una lettera all’allora Presidente della Bce Mario Draghi.

Nella lettera si chiedeva se fosse stata possibile la fuoriuscita della Grecia, o di altri Paesi, dall’euro, ricordiamo che alcuni anni prima la Grecia aveva dichiarato default ed aveva perso praticamente qualsiasi tipo di sovranità essendo governata dalla Troika contro il volere della popolazione.

Il Presidente Draghi, davanti al Parlamento europeo, quindi in un luogo ufficiale, non al bar con gli amici, ha risposto così al quesito posto in quella lettere da Parlamentari europei. Sentite:

«Non intendo prestarmi a speculazioni sugli scenari descritti nella vostra lettera. Lasciatemi sottolineare che l’irreversibilità dell’euro ha fatto parte dell’architettura dell’Unione europea fin dal Trattato di Maastricht».
E «come ho affermato ripetutamente anche di fronte al parlamento europeo, il ritiro di uno Stato membro dall’euro non è previsto dai trattati».

Capite, il Presidente della Bce, nel luogo più solenne che ci sia, il Parlamento europeo, dice il falso.

Ora chiedo a voi: “Dice il falso, sapendo di mentire, o dice il falso perché ignora i trattati?”

Personalmente vi ho sempre messo in guardia nei confronti del personaggio Draghi, non si sarebbe espresso in quel modo il compianto Presidente Cossiga se non fosse stato certo di quel che diceva.

Poi Draghi lo avete visto anche in veste di Presidente del Consiglio, quante bugie ha raccontato agli italiani.

Certamente per uscire dall’euro, ma io direi dall’Unione europea, che, con le sue politiche folli, è pericolosa quanto l’euro, ebbene per uscire dall’euro occorre avere all’interno del Paese una grande compattezza.

Come ho detto, infatti, l’uscita, come è normale che sia, prevede un negoziato, quindi ci si deve presentare a questo negoziato forti del consenso unanime del Paese.

Al momento con i Governi che abbiamo, sono il primo a ritenere l’uscita dall’euro e dall’Unione europea del nostro Paese un’utopia, quindi mi auguro che l’Unione europea e l’euro si disgreghino per volontà di altri Paesi.

La disgregazione dell’Unione europea, forse, non è più un tabù, da qualche parte se ne parla, certo sono bisbigli, ma sappiamo tutti che a volte le cose che sembrano impossibili poi in un attimo si manifestano, ricordiamo tutti il muro di Berlino.

Un giorno anche noi saliremo metaforicamente sul muro dell’Unione europea che oggi ci tiene prigionieri e torneremo ad assaporare la libertà.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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