Di seguito riportiamo l'intervista a Stefano Sabetta, Analyst cooperator Ortex, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib si è spinto su nuovi massimi del 2021. A cosa prepararsi ora?

Lo scenario che si è attivato nella scorsa ottava di contrattazione è stato in linea con quanto ipotizzato.
Per il future sul Ftse Mib era stata prevista, appunto, la rottura dei 26.300 punti, per poi iniziare a mettere sotto pressione i massimi relativi.

Ora lo scenario è tutto subordinato alla rottura del livello dei 26.680 punti come resistenza da un lato, mentre i livelli supportivi ora sono da ricercare nell’ex-area di resistenza dei 26.300.

La rottura dei massimi relativi apre la strada verso scenari molto più interessanti verso i 28.345 punti.
Nonostante le tensioni ormai note, non mancherebbe molto al nostro indice per andare a mettere sotto una vera pressione i top di periodo. 

A livello inter-market può contare su alcuni fattori importanti quali la forza ancora decisa dell’S&P500, con una contestuale bassa volatilità, oltre ad una spinta delle commodities principali che in qualche modo garantisce il supporto dei nostri petroliferi a più alto peso, oltre alla tonicità dei comparti bancari ed assicurativi interessati a loro volta da possibili operazioni di consolidamento.

Resta sempre un certo ritardo che si registra sul Dax, che sta affrontando ora una resistenza mensile in area 15.595.

Quali indicazioni operative ci può fornire per due temi oil come ENI e Saipem? E’ troppo tardi per comprare?

Differente è la visione sui due titoli petroliferi, alla luce delle attuali quotazioni del Light crude oil Brent che sembra voler andare stabilmente sopra la soglia degli 85 dollari.

ENI è in procinto di rompere i livelli di resistenza posti in area 12,30 circa prima e 12,75 euro poi, chiudendo definitivamente il gap pandemico.

Dopo di ciò sarà necessario tornare a rivalutare la forza del titolo, ma al momento riteniamo che la pressione rialzista sul settore petrolifero sia destinata a perdurare.

La forza del greggio ed il contestuale aumentato valore del dividendo e, non ultimo le possibili attività di spin off di una sua controllata nel settore delle energie alternative, costituiscono attualmente tre volani per il titolo.

Sempre parlano di Eni è bene ricordare che, oltre all’analisi tecnica, il titolo ha un dividend yeld di circa l’8% e quando siamo in presenza di questi valori i titoli scontano nel prezzo anche questo elemento.

Saipem, più adatto al trading, ha rotto una  trend-line ribassista che si è formata da inizio anno.

Il titolo è atteso al test una resistenza posta in area 2,30 euro. Se dovesse riuscire a romperla con forza i successivi livelli di resistenza sono in area 2,40 euro prima e 2,52 euro successivamente, dove serviranno al titolo importanti notizie per riuscire ad oltrepassarlo.

Segnaliamo che Saipem è gravato da 4 fondi che lo vendono allo scoperto, per un totale del 7,12% sul flottante.
Eventuali movimenti al rialzo potrebbero vedere il titolo sostenuto dalla chiusura delle posizioni nette corte di questi fondi e contribuirebbero a sostenere un eventuale rally rialzista. 

Come valuta l’attuale impostazione di Generali e Unipol e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Per quanto riguarda il confronto tra i due titoli del comparto assicurativo, al di la’ delle considerazioni sulla indiscussa valenza della due azioni, si trovano delle differenze.

Su Generali gli equilibri riguardanti gli accordi parasociali e tutte le implicazioni che si potrebbero avere ci fanno desistere da un’operatività sul titolo.

Tuttavia, Generali si trova al test di un’importante area di resistenza, ben visibile prendendo il time frame trimestrale. A partire da questo si può, infatti, vedere come il titolo insista sotto una resistenza pluriennale.

L’area è compresa tra i livelli di 17,66 e di 19,45 euro. Il range complessivo è del 10%, quindi abbastanza contenuto, considerato il fatto che ci troviamo in un time frame molto elevato.

L’ingresso a questi livelli sul titolo è una vera e propria scommessa direzionale.

In attesa di notizie più certe dal mercato preferiamo astenerci dall’operatività, optando per il rischio di dover comprare a prezzi più elevati. Un punto di riferimento è costituito dal gap da dividendo visibile tra i giorni 15 e 18 ottobre scorsi, la cui chiusura confermerebbe la presenza di forza in acquisto sul titolo.

Come detto preferiamo l’operatività sul titolo Unipol: sebbene si trovi anch’esso sotto una resistenza pluriennale, è meno suscettibile di volatilità legata ad eventuali operazioni straordinarie.

Il titolo ha un più netto livello supportivo a 4,603 euro, dove eventualmente tentare un ingresso long con eventuale stop loss a 4,412 euro quindi circa il 4,20%.

Ci sono dei titoli che più di altri sta seguendo con interesse in questa fase di mercato? Ci può fare dei nomi?

Non concluso il deal Unicredit con MPS, riteniamo ora interessante il titolo Banco BPM che sembra voler reclamare lo scettro di protagonista del risiko bancario in corso.

Il titolo proprio nella giornata di ieri ha dimostrato una interessante forza relativa.

Banco BPM si trova ora in una fascia di resistenza trimestrale. Valuteremo possibili ingressi su eventuali ritracciamenti verso area 2,90 euro dal mese prossimo, con eventuale stop loss della posizione a 2,60.

Riteniamo allo stesso tempo interessante il titolo Bper Banca che potrebbe andare a rompere il box laterale in cui si muove da alcuni giorni, a condizione che riesca a mettersi sopra la resistenza posta in area 2,16 euro, andando poi ad affrontare un primo target a 2,30.