Cambiamento climatico, 4 bufale che tutti dovremmo conoscere

Diverse sono le bufale sul cambiamento climatico, ma che possono essere facilmente smontate. Ecco le 4 più comuni.

Il cambiamento climatico è un dato di fatto. O, almeno, dovrebbe esserlo. Eppure quando si parla di politiche ecologiche, riscaldamento globale e responsabilità dell’uomo, in molti provano a voltarsi dall’altra parte. C’è anche chi asserisce che il climate change non esista affatto.

Diventa difficile, per il cittadino, capire quanto siano fondamentali gli sforzi che – finalmente – gli Stati stanno facendo per ridurre le emissioni di CO2. Ma ci sono alcune bufale sul cambiamento climatico che possono essere smontate senza troppi problemi.

Quante persone non credono al cambiamento climatico

Prima di toccare, uno per uno, tutti i falsi miti sul cambiamento climatico, cerchiamo di farci un’idea di quante siano le persone che ne negano l’esistenza e perché potrebbero rappresentare un problema.

Per prima cosa, va detto che le discussioni e l’impegno dei governi verso il riscaldamento globale sono ormai tematiche con cui il cittadino si scontra praticamente tutti i giorni.

Questo, fa sorgere un dato interessante. Secondo il Rapporto Ital Communications-Censis “Disinformazione e fake news in Italia, il 34,7% degli italiani pensa che vi sia un allarmismo sproporzionato ed eccessivo sul cambiamento climatico.  

I negazionisti veri e propri, invece, rappresentano il 16,2% della popolazione. Coloro che, invece, pensano che la transizione ecologica richieda ingenti risorse, con una preoccupazione per la sostenibilità economica di questi sforzi, sono il 33,4% della popolazione.

Cambiamento climatico: 4 bufale che possono essere smontate facilmente

Tra chi non crede minimamente che il cambiamento climatico esista, chi pensa che le energie rinnovabili siano troppo costose e chi crede che si faccia troppo allarmismo sul riscaldamento globale, appare chiaro che sia fondamentale entrare più nel profondo dell’argomento.

Possiamo farlo analizzando alcune delle bufale o dei falsi miti attorno al climate change che, però, sono già state smontate dagli esperti.

1. Ci sono stati tantissimi cambiamenti climatici nella storia del pianeta

Parliamo di un tipico esempio di falso mito che cerca di minimizzare la gravità del cambiamento climatico.

Che la Terra abbia sperimentato fluttuazioni climatiche nel corso del tempo non è una bufala di per sé. Ciò che, però, sfugge alle motivazioni di chi asserisce che, per questo motivo, il riscaldamento globale non sia un problema, è che il cambiamento climatico attuale è senza precedenti nella sua rapidità e intensità, causato principalmente dall’eccessiva emissione di gas serra, dall’uso dei combustibili fossili e dalla deforestazione.

2. Il cambiamento climatico non è causato dall’uomo

Questo ulteriore falso mito è legato a stretto filo con il primo. Non solo si pensa che, poiché la Terra abbia già attraversato cambiamenti climatici in passato, oggi non ci sia nulla da temere, ma anche che l’uomo non abbia alcuna responsabilità in merito.

Numerose ricerche condotte da scienziati di tutto il mondo hanno stabilito in modo inequivocabile che l’attività umana è il principale driver del cambiamento climatico osservato. Le emissioni di gas serra prodotte, come la combustione dei combustibili fossili per la produzione di energia e il trasporto, hanno portato a un aumento senza precedenti della concentrazione di CO2 nell’atmosfera.

Sebbene faccia male saperlo, è proprio l’attività umana ad aver scaturito impatti devastanti, dalla perdita di biodiversità alla crescente frequenza di eventi meteorologici estremi.

3. Le energie rinnovabili sono troppo costose

In realtà, la transizione verso fonti di energia rinnovabile e sostenibile è non solo fattibile, ma anche vantaggiosa sia economicamente che dal punto di vista ambientale.

Anzi, investire nelle energie rinnovabili è più conveniente rispetto al mantenere un’economia basata sui combustibili fossili. Senza contare che la transizione energetica porta con sé una serie di benefici collaterali, tra cui la creazione di nuovi posti di lavoro e una maggiore sicurezza energetica riducendo la dipendenza dalle fonti di energia importate.

4. Gli scienziati creano allarmismi sul cambiamento climatico

Come abbiamo visto, almeno il 34% della popolazione crede che si stia creando allarmismo sui cambiamenti climatici e che gli scienziati presentino solo previsioni apocalittiche o catastrofiche per il futuro.

In realtà, gli scienziati non stanno prevedendo date certe per la fine del mondo, quanto piuttosto evidenziando la necessità di azioni urgenti e significative per mitigare gli impatti del cambiamento climatico e limitare l’aumento delle temperature globali a 1,5 gradi sopra i livelli preindustriali.

Sottolineare l’urgenza dell’azione non significa suggerire che sia troppo tardi per agire o che il pianeta sia destinato a una fine imminente. Al contrario, gli scienziati sottolineano che con gli sforzi appropriati e coordinati, è ancora possibile limitare gli impatti del cambiamento climatico.

Perché i falsi miti sul cambiamento climatico sono pericolosi

Ma perché dovrebbe interessarci sfatare questi miti sul cambiamento climatico? Non certo per il desiderio di avere l’ultima parola.

Piuttosto, è bene riflettere su quanto queste bufale possano influenzare l’opinione pubblica e i decisori politici, ostacolando l’adozione di misure efficaci per affrontare la crisi climatica. Che è una cosa che, oggi come oggi, non possiamo proprio permetterci.

 

 

 

Federica Antignano
Federica Antignano
Aspirante copywriter, classe 1993. Curiosa di SEO, trascorro la maggior parte del mio tempo a scrivere, in ogni sua declinazione. Mi sono diplomata in lingue presso il liceo statale Pasquale Villari di Napoli. Ho inizialmente lavorato in una start up, cominciando a scrivere per vendere e ora continuo ad affinare le mie capacità attraverso corsi e tanti tanti libri sulla pubblicità e sul digital marketing. Con il tempo ho scoperto anche l'interesse verso lo scrivere per informare e questo è il motivo per cui oggi sono felice di far parte del team di redattori di Trend-online.
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