Iran, elezioni 1 marzo 2024: cosa succede? Potrebbe iniziare la rivoluzione

Cosa succede con le elezioni in Iran? I pasdaran, le loro famiglie e i religiosi voteranno Khamenei, tutti gli altri preparano la rivoluzione.

A distanza di due anni delle proteste causate dalla morte di Mahsa Amini, i residenti in Iran tornano alle urne. Le elezioni dell’1 marzo 2024 potrebbero davvero cambiare qualcosa o, come sostengono alcuni, sono solo una “farsa”? Vediamo cosa succede.

Iran, elezioni 2024: ecco cosa succede l’1 marzo 2024

Venerdì 1 marzo è una giornata importante per l’Iran, visto che la popolazione torna alle urne per l’elezione dei membri della 12esima legislatura e dell’Assemblea degli esperti, un’organo incaricato di selezionare il leader supremo del Paese. Nel 2020, nel corso delle ultime elezioni, lo Stato è stato colpito da una serie di sanzioni internazionali che hanno aggravato la situazione economica già precaria. In seguito, specialmente dopo la morte di Mahsa Amini, ci sono state delle proteste che non hanno fatto altro che inasprire le tensioni politiche.

In Iran le elezioni si svolgono ogni 4 anni per il Parlamento, ossia l’Assemblea consultiva islamica, e ogni 8 anni per l’Assemblea degli esperti. Sono 61 milioni su 84 le persone aventi diritto al voto. Il Parlamento iraniano è composto da 290 membri, con una parte dei seggi assegnati alle minoranze. Le candidature sono valutate dal Consiglio dei Guardiani, composto ovviamente da 12 uomini.

Nel 2020 l’affluenza alle urne è stata molto bassa, pari al 49%. Il motivo è presto detto: il Parlamento è composto per lo più dall’elitè e la popolazione si è detta non interessata alle elezioni proprio per questo. Nel 2024 partecipano alle elezioni quattro partiti conservatori o ultra conservatori, che già dominano l’Assemblea consultiva islamica, e alcuni politici riformisti. Questi ultimi hanno più volte criticato il processo elettorale, definendolo poco trasparente o una “farsa”.

Con le elezioni di venerdì 1 marzo 2024 potrebbe essere rieletto come leader supremo l’ayatollah Ali Khamenei, 84 anni, che dal 1981 al 1989 ha ricoperto il ruolo di Presidente. Ricordiamo che gli iraniani tornano al voto dopo due anni di economia al collasso, inflazione e disoccupazione senza precedenti, e di repressione spietata. Stando a quanto sostengono gli esperti, alle urne si recheranno soprattutto i pasdaran, le loro famiglie e i religiosi vicino a Khamenei, “mentre tutti gli altri si preparano alla rivoluzione”.

Come funziona il Governo iraniano?

Le elezioni in Iran servono a stabilire il leader supremo del Paese, ma come funziona il Governo? L’Assemblea degli esperti, che come abbiamo sottolineato ha il compito di scegliere il ‘presidente’, è composto da 88 uomini. Questo team, se così vogliamo chiamarlo, non sceglie solo il capo, ma lo controlla e può anche revocargli il mandato. Ergo: ha l’ultima parola su tutte le questioni di Stato. Pertanto, il leader ha un’importanza che potremmo definire ‘di facciata’.

Il professore iraniano Saeid Golkar ha spiegato: “Si vota tra i giovani e i vecchi fondamentalisti: non c’è vera scelta. L’affluenza sarà ai minimi storici: ci aspettiamo tra il 10 e il 18% nelle grandi città come Teheran, e tra il 20 e il 30% in tutto il resto del Paese“.

Chi comanda attualmente in Iran?

Attualmente, la Guida suprema dell’Iran è l’ayatollah Ali Khamenei, 84 anni. Dal 1981 al 1989 ha ricoperto il ruolo di Presidente ed è il massimo esponente nazionale del clero sciita.

Qual è la religione in Iran?

Dal 1979, l’Iran è ufficialmente una repubblica islamica. La maggior parte della popolazione, tra il 90 e il 95%, è della variante sciita duodecimana dell’Islam. Tra il 4 e l’8% sono sunniti e il rimanente 2% altre minoranze religiose. La Costituzione, all’articolo 13, riconosce la presenza di altre tre religioni minori – cristianesimo, ebraismo e zoroastrismo – che hanno seggi riservati in Parlamento.

Fabrizia Volponi
Fabrizia Volponi
Copywriter, classe 1985. Laureata in Scienze Storiche presso l'Università La Sapienza di Roma, con una seconda laurea in Scienze Religiose alla Pontificia Università Lateranense, ho una passione per la scrittura e la lettura. Ideatrice di un blog dedicato ai libri, il mio motto è πάντα ῥεῖ, tutto scorre.
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