La prima seduta della settimana oltre che del mese di giugno non ha riservato particolari emozioni per FinecoBank che si è mosso ad un passo più lento del Fte Mib e degli altri protagonisti del risparmio gestito.

FinecoBank in lieve recupero, ma più lento del Ftse Mib

Il titolo, lasciatasi alle spalle la sessione di venerdì scorso con un calo di quasi un punto percentuale, ha recuperato solo in parte questo ribasso.

FinecoBank infatti si è fermato a 10,56 euro, con un progresso dello 0,52% e oltre 1,7 milioni di azioni scambiate, ben al di sotto della media degli ultimi 30 giorni pari a circa 4,6 milioni di pezzi.

Il titolo oggi è finito sotto la lente del mercato sulla scia delle indicazioni arrivate dalla Lettera al Risparmiatore pubblicata sul Sole 24 Ore.

FinecoBank: spunti da Lettera al Risparmiatore. Focus su NII

Dalle indicazioni di stampa è emerso che per il net interest income di FinecoBank è confermato un calo al massimo di qualche milione nei prossimi anni, a fronte della previsione di Equita SIM di un ribasso del 2% sul 2020.

Negli anni a venire il run-off del portafoglio Unicredit sarà controbilanciato dalle altre voci che compongono i ricavi.

Non vi è alcuna intenzione di aumentare il basso profilo di rischio, ma FinecoBank proseguirà nella graduale espansione e diversificazione del portafoglio obbligazionario.

Finecobank: previsioni sul brokerage

FinecoBank stima che nel 2020 il brokerage rimarrà forte: la stima di Equita SIM è di un rialzo del 43% nell'intero anno.

L’aumento dell’attività non è solo sostenuto dalla volatilità, ma anche da una maggior digitalizzazione del settore e da nuovi prodotti.

Il gruppo ha avviato lo sviluppo del business nel Regno Unito, inizialmente tramite l’attività di brokerage e orogressivamente, durante l’anno, verrà implementata l’offerta dell’investing.

Non è prevista alcuna rete fisica e non si ipotizza alcuna acquisizione né verrà svolta attività di erogazione prestiti.

FinecoBank: indicazioni sui clienti

L'obiettivo sui clienti è quello di raggiungere, in un paio d’anni, 30-35mila unità.
Nel periodo marzo/aprile il costo medio di acquisizione di un cliente è stato di 608 euro e i ricavi annuali medi attesi di 1.115 euro, mentre l'esborso spese marketing è stimato fino a 6,5 milioni di euro nel 2020 (e obiettivo break-even a livello di utile netto già nel 2020 al netto del marketing).

FinecoBank: i vantaggi della piattaforma proprietaria

Dopo aver avviato e consolidato nel Regno Unito, la volontà di FinecoBank è di andare verso altri mercati, in particolare si guarda a Germania e Francia.

In un’intervista su Il Giornale, il vice direttore generale del gruppo, Paolo Di Grazia, sottolinea 3 vantaggi della piattaforma proprietaria FinecoBank.

Può essere disegnata sempre sulla base di quello che vogliono dare ai clienti, risparmiano sui costi fino a 20-30 volte rispetto a chi deve esternalizzare il software e sui tempi per sviluppare un servizio/prodotto.

In alcuni momenti sono arrivati a gestire flussi 5 volte superiori la media, mantenendo un livello di servizio pari al 99,9% dell’operatività complessiva.

Gli analisti di Equita SIM evidenziano che le indicazioni contenute nella Lettera al Risparmiatore sono coerenti con le loro stime.

Gli esperti ritengono che l’espansione internazionale sia un’opzione ancora poco prezzata dal mercato.

La SIM milanese continua a guardare con favore a FinecoBank, tanto da avere una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 11,2 euro.