Le punture d'insetto di questa estate potrebbero non essere semplicemente fastidiose: tornano in Italia le zanzare del Nilo, portatrici del West Nile Virus. Non bastava il rialzo dei contagi per la Covid-19 e un caso certificato di vaiolo delle scimmie. Un uomo anziano è ospedalizzato da qualche giorno al centro medico di Baggianavara con gravi sintomi neurologici, tipici degli stadi più avanzati dell’’influenza causata dal West Nile Virus. Tuttavia, questo virus è già endemico e difficilmente porta a gravi complicazioni e al decesso. Per fortuna.

Le origini del West Nile Virus

Il West Nile Virus appartiene alla famiglia dei Flaviviridae. Questo particolare tipo di virus vive e prolifera in Uganda, dove il Nilo inizia il suo corso dal lago Vittorio, da cui deriva il nome. A metà degli anni ‘30, medici europei fecero un prelievo di sangue a una donna in preda a sintomi febbrili e così isolarono il virus.

Quali Regioni d’Italia sono a rischio infezione da West Nile Virus

L’Europa, insieme all’Africa e al Medio Oriente, è una delle Regioni in cui questa infezione si è diffusa maggiormente. Secondo le linee guida del Piano regionale Arbovirosi 2022 c’era da aspettarsi la presenza del West Nile nelle province della Pianura Padana a partire dall'inzio di luglio, e invece è avvenuta con 10 giorni di anticipo. Attualmente le città più a rischio sono: 

  • Piacenza
  • Parma
  • Reggio Emilia
  • Modena 

Gli effetti del cambiamento climatico renderanno sempre più probabili eventi di questo genere. La tropicalizzazione del clima nel Mediterraneo modifica l'ecosistema trasformandolo in uno più confortevole per virus che a temperature più basse non potrebbero sopravvivere.

Quali sono i sintomi del West Nile Virus

Il periodo di incubazione del virus può variare dai 2 ai 21 giorni. Il tempo di latenza aumenta soprattutto negli individui con sistema immunitario già compromesso. Non ha una sintomatologia importante, ma il 20% dei contagiati presenta sintomi tipici di ogni influenza:

  • febbre;
  • mal di testa;
  • nausea;
  • vomito;
  • linfonodi ingrossati;
  • sfoghi cutanei.

Nei bambini si manifesta più frequentemente con una leggera alterazione di temperatura. Invece, negli anziani e nelle persone fragili i sintomi possono essere più severi. 1 persona su 150 presenta una gamma di sintomi più gravi che vanno dalla febbre alta fino alle convulsioni. Fortunatamente, solo una persona su 1000 rischia di morire di encefalite.

Come avviene il contagio del West Nile Virus

Sono zanzare e uccelli a trasmettere il West Nile Virus. Per fortuna la febbre del Nilo Occidentale è diventata endemica nelle nostre Regioni. È infatti sempre più simile a un’influenza stagionale. Il salto extra-specie avviene esclusivamente attraverso le punture di zanzare. Sono contagiati maggiormente uomini e cavalli, ma a volte ne restano vittime anche gatti e cani. A differenza del Covid-19, non si trasmette mai da persona a persona. È necessaria una puntura di una zanzara infetta perché avvenga l'infezione. 

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