Diritto di proprietà, ecco quando si perde e come tutelarlo

Il diritto di proprietà non decade anche se non esercitato ma può essere perso. Ecco tutti i casi in cui si perde il diritto di proprietà e come tutelarlo.

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Il diritto di proprietà è un diritto che non è necessario esercitare al fine della sua conservazione.

Il proprietario di un bene, che sia questo mobile o immobile, potrebbe quindi anche disinteressarsi del bene senza per questo perdere il diritto che vanta sullo stesso.

L’imprescrittibilità del diritto di proprietà, però, non impedisce l’eventualità che questo possa essere perso.

Vediamo, dunque, in questo articolo quando e come si perde il diritto di proprietà e come si può agire per tutelarsi contro questo rischio.

Cos’è il diritto di proprietà

Il diritto di proprietà è un diritto tutelato dalla legge in modo assoluto. Ciò significa che chi non è proprietario di un bene ha l’obbligo giuridico di non interferire con il diritto altrui sullo stesso, di non limitarne la possibile fruizione in alcun modo anche nell’eventualità il proprietario sembri disinteressarsi del bene.

Come anticipato, l’imprescrittibilità del diritto di proprietà non lo rende però inattaccabile.

Ecco quando si perde il diritto di proprietà.

Usucapione

Sia per i beni mobili che per quelli immobili, l’usucapione è probabilmente il modo più conosciuto con cui si può perdere il diritto di proprietà su un bene.

Si ha usucapione quando, a fronte dell’inerzia del proprietario, un altro soggetto utilizzi il bene come se fosse il reale proprietario.

Perché l’usucapione dispieghi i suoi effetti, però, è necessario soddisfare dei requisiti. Da un punto di vista temporale è necessario che il comportamento del terzo sia tenuto per almeno 20 anni in caso di beni immobili e almeno 10 in caso di beni mobili. Fondamentale il fatto che il possesso sia ininterrotto (non più di un anno di pausa) e iniziato in maniera non violenta o fraudolenta.

La semplice detenzione del bene per un certo periodo, però, non basta. Il detentore, infatti, deve comportarsi come se fosse l’effettivo proprietario, deve poter dare in seguito prova di ciò al giudice per il riconoscimento dell’usucapione e nel periodo di riferimento non deve aver ricevuto atto giudiziario dal proprietario che vuole rivendicare il suo diritto sul bene.

Accessione

Si ha accessione quando un soggetto costruisce un immobile su un terreno di cui non è proprietario.

Come stabilito dal Codice civile, in un caso del genere il proprietario del terreno diventa proprietario anche dell’immobile, in quanto per accessione acquista ab origine tutte le opere realizzate sul suo terreno sin dalla loro edificazione.

Ovviamente, alle parti in gioco è data la possibilità di accordarsi contrattualmente, magari con la cessione del diritto di superficie, evitando il caso prospettato all’inizio di questo paragrafo.

Occupazione

L’occupazione è un modo di acquisto a titolo originario della proprietà dei beni mobili che non appartengono a nessuno, cioè delle c.d. res nullius, e si attua con l'apprensione materiale della cosa.

L’occupazione non può riguardare beni immobili, poiché per legge, quelli senza proprietario appartengono allo Stato.

Invenzione

L’occupazione riguarda i beni privi di un proprietario, l’invenzione invece quelli smarriti.

Chi ritrova un oggetto ha l’obbligo di cercare il titolare e, se non lo trova, deve consegnarlo al Comune, diventando proprietario del bene ritrovato solo se entro un anno questo non viene rivendicato.

In caso venga rivendicato, chi aveva trovato il bene ha comunque diritto a una ricompensa.

Tesori

In caso di tesori, ovvero di beni mobili di valore senza un proprietario definibile, la proprietà sarà di chi lo trova sul proprio terreno.

In caso venga ritrovato da un soggetto diverso dal proprietario del terreno, il bene va ripartito tra i due soggetti.