Fino a quando è necessario tenere in casa le varie bollette? Un problema ed un dramma per in consumatori, che devono lottare contro lo spazio. Tra le rate del muto pagate, la fattura del telefono e le varie utenze che arrivano un mese sì e l'altro anche, le bollette da tenere sono sempre molte. Gestire la loro conservazione, se viene fatta con il sistema cartaceo, richiede molto spazio. E soprattutto, se non si ha un buon metodo di archiviazione, si rischia di non trovare quello che serve.

Conservare le bollette delle varie utenze è una buona abitudine. In caso di un'eventuale contestazione ci diventa facile dimostrare che quel determinato servizio, per quel particolare periodo, è stato pagato. E questo lo possiamo fare anche a distanza di un bel po' di anni. La legge, poi, ci viene incontro, mettendo nero su bianco dopo quanto tempo si possono buttare via le bollette. Ma vediamo come ci dobbiamo comportare correttamente.

Bollette: per quanti anni bisogna conservarle

La normativa prevede un comportamento diverso per ogni tipo di utenza. Quindi per sapere per quanti anni dobbiamo conservare le bollette, prima dobbiamo capire quale documento abbiamo in mano. Mediamente si passa da un minimo di due ad un massimo di dieci anni. In tempi recenti, però le disposizioni sono cambiate: quindi è necessario fare il punto della situazione e comprendere per quanti anni sia necessario conservare le bollette.

Dal 2 marzo 2018, quando ci troviamo tra le mani una bolletta dell'elettricità, dobbiamo ricordarci che è necessario conservarle per due anni. Per quelle più vecchie, invece, è necessario tenerle per cinque anni. È bene ricordare, però, che dal 2016 sulle bollette della luce viene anche addebitato il canone Rai: la legge indica che è necessario tenere le ricevute di pagamento per dieci anni. Questo, ai fini pratici, ci fa allungare i tempi di conservazione delle bollette dell'elettricità, che a questo punto diventano dieci anni. Dobbiamo, però, scindere i contenuti: per la quota dei consumi dell'energia elettrica, le contestazioni possono arrivare al massimo entro due anni; per la quota relativa al Canone Rai, la contestazione può arrivare a 10 anni.

Dal 2 gennaio 2019, anche per le bollette del gas la conservazione è stata ridotta a due anni. Per quelle che abbiamo ricevuto e pagato prima di questa data, è necessario conservarle per cinque anni. Stesso discorso vale per le fatture dell'acqua, il cui obbligo di conservazione a due anni è scattato il 2 gennaio 2020, mentre quelle ricevute precedentemente devono essere conservate per cinque anni.

Ricordiamo che dovranno essere custodite gelosamente anche i documenti che provano l'avvenuto pagamento dell'abbonamento del telefono, che devono essere conservati per cinque anni. Per il momento, per queste bollette, non è stata prevista alcuna riduzione. Se invece parliamo di altri tipi di ricevute, come quelle del condominio, le rate del mutuo o dell'affitto, la norma prevede che le ricevute di pagamento debbano essere conservate per due anni. Ma proviamo a fare un riepilogo veloce.

  • Bolletta della luce: cinque anni fino al 1° marzo 2018. Dopo due anni;
  • Bolletta del gas: cinque anni fino a 1° gennaio 2019. Dopo 2 anni;
  • Bolletta dell’acqua: cinque anni fino a 1° gennaio 2020. Dopo 2 anni;
  • Bolletta del telefono: cinque anni;
  • Canone Rai: dieci anni;
  • Mutuo, finanziamenti, condominio, affitto: due anni.

Bollette, perché devono essere conservate

In molti potranno ritenere che sia una seccatura continuare a conservare le bollette. Soprattutto quando gli anni passano ed i documenti, che si iniziano ad accumulare, sono molti. È comunque molto importante continuare a mantenere le ricevute, i quai attestino i pagamenti che abbiamo effettuato nel tempo: questo ci servirà, quando un qualsiasi gestore ci dovesse invitare a pagare una bolletta datata, a dimostrare che noi l'abbiamo pagata a tempo debito.

Nel caso in cui ci dovesse essere una contestazione, se non si è in possesso della ricevuta, si rischia di diventare morosi, anche quando si ha la totale e completa certezza di aver pagato. Ovviamente non sarà necessario continuare a conservare le bollette pagate in eterno, basta conservarle ben archiviate fino alla data di prescrizione, poi si potranno anche mandare al macero.

È bene, poi, ricordare una cosa. Nel caso in cui una compagnia dovesse mandare un sollecito di pagamento o una richiesta di accertamento di una bolletta dell'elettricità di un anno fa, la durata della prescrizione sarà azzerata e tutti i conteggi ripartono dall'inizio. Questa ricevuta dovrà, quindi, essere conservata per altri due anni.

Bollette: quali documenti è necessario conservare

Senza dubbio, in caso di un qualsiasi contenzioso, il documento più importante da conservare è la ricevuta del pagamento, non la bolletta vera e propria. La soluzione migliore, comunque, sarebbe quella di conservare entrambi i documenti, tenendo insieme sia la fattura che la ricevuta di pagamento.

Senza dubbio conservare due anni di bollette, che diventano dieci per quelle dell'elettricità che contengono anche il canone Rai, può diventare problematico. Prima di tutto è necessario conservare ed organizzare i faldoni con tutti i documenti da custodire. Poi si è costretti a sprecare tanta carta con il conseguente impatto sull'ambiente. La soluzione migliore sarebbe la gestione green delle utenze sarebbe quella di gestirle digitalmente. Una volta ricevuta la bolletta, la possiamo salvare sul computer (stando attenti a non perdere tutto) o si può scegliere un buon servizio di cloud, nel quale archiviare tutta la nostra documentazione digitale.