Tari più alta in Italia: la classifica delle città metropolitane più care in Italia

Quali sono le città più care in Italia per quanto riguarda l’imposta sui rifiuti della Tari? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

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Tra le imposte e le tasse da pagare in Italia dalle famiglie e dai contribuenti italiani c’è sicuramente quella della Tari. Stiamo parlando della tassa sui rifiuti che nel 2023 ha una media pari a 320 euro per famiglia, con un lieve aumento del 2% rispetto a quanto pagato nel 2022.

Ora che l’anno si è concluso, vediamo la classifica delle 10 città metropolitane e capoluoghi in cui la Tari risulta essere più alta in tutta Italia.

Tari più alta in Italia: ecco le 3 città più care

Per scoprire quali sono le città più care in Italia per quanto riguarda l’imposta della Tari, è possibile fare riferimento alle statistiche e alle rilevazioni fornite dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, giunta alla 16° edizione.

Tali dati offrono un quadro completo delle città in cui la Tari è più alta, oltre che una riflessione sulle variazioni dell’imposta registrate tra il 2022 e il 2023.

Iniziamo la classifica delle città in cui la Tari, l’imposta sullo smaltimento dei rifiuti, risulta essere più alta, con una prima città in Italia, quella di Catania.

Si tratta della città dove la Tari è più alta. Nel 2023, infatti, a Catania, l’importo medio della spesa delle famiglie italiane per la Tari 2023 si aggira sui 594 euro all’anno.

Passiamo poi alla seconda città italiana più cara quando si parla della spesa media degli italiani per la Tari 2023.

A questo proposito, al secondo posto della classifica fornita dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, c’è la città di Genova. In questo caso, l’importo della spesa annuale per la Tari 2023, delle famiglie genovesi si aggira sui 492 euro, con un aumento medio di 12 euro rispetto alla spesa relativa all’anno precedente del 2022.

Al terzo posto della classifica sulle città italiani dove la Tari 2023 è stata più alta c’è la città di Napoli. In questo caso, la spesa sostenuta in media dalle famiglie napoletane per la Tari 2023, è pari a 491 euro.

Si tratta di un importo piuttosto elevato, se si considera che soltanto nel 2022, l’importo medio della spesa destinata alla Tari nella città di Napoli era di 455 euro. Un aumento, dunque, di 36 euro in media per ogni famiglia.

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La classifica delle città più care sulla Tari 2023

Dunque, ai primi posti della classifica, secondo quanto riportato dai dati raccolti dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, in merito alla spesa media delle famiglie italiane sulla Tari 2023, abbiamo le città italiane di Catania, Genova e Napoli.

Continuando la classifica, al quarto posto c’è Pisa, con una spesa di Tari 2023 media pari a 481 euro, e un aumento di 18 euro rispetto all’anno precedente, dove la spesa media si aggirava intorno ai 463 euro.

Resta pressoché invariata la posizione della città di Brindisi, al quinto posto delle città più care in Italia per la Tari, con un importo di spesa media annuale pari a 464 euro, sia per il 2023 che per il 2022.

Un aumento sostanziale della Tari nel 2023, invece, ha visto coinvolte le famiglie italiane di Latina, che si sono ritrovate a dover fare i conti con una spesa media della Tari 2023 pari a 460 euro, contro la spesa media di 351 euro rilevata l’anno precedente.

Al settimo posto della classifica delle città più care in Italia per la Tari 2023, c’è Messina, dove la spesa nel 2023 si è aggirata in media sui 453 euro, con una lieve diminuzione degli importi rispetto all’anno precedente, in cui la media era di circa 459 euro.

Lo stesso andamento in lieve diminuzione degli importi medi della Tari 2023 rispetto al 2022, è stato registrato per la città di Salerno, all’ottavo posto della classifica, con una spesa media di 451 euro nel 2023 rispetto ai 456 euro precedenti.

Passiamo ora alle ultime due città più care della classifica sulla Tari 2023 con Reggio Calabria e Benevento. In questo caso, la spesa media registrata è stata pari rispettivamente a 443 euro e 442 euro nel 2023, contro i precedenti 443 euro e 445 nel 2022.

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