Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte a Roberto Scudeletti, trader indipendente e titolare del sito www.prtrading.it.

Il Ftse Mib si lascia alle spalle un'altra settimana con un bilancio negativo, scivolando nuovamente sotto quota 17.000. C'è il rischio di ulteriori cali nel breve?

Lo so, parlare o scrivere di medie mobili semplici nel 2020, nell’epoca dei computer, dei trading system automatici e degli ordini ad alta frequenza (HFO, in volgare italico le “macchinette”) sa di retrogrado.

Per un vecchio analista-trader che ha iniziato nei primi anni ’90, proprio nel passaggio tra le grida e il sistema telematico, e che ha fatto in tempo a fare trading passando gli ordini via telefono, spesso questi indicatori antidiluviani sembrano funzionare ancora.

E’ parlando del Ftse Mib, diciamo che è stato respinto dalla media semplice a 12 periodi settimanale, come da grafico, per poi scendere di circa mille punti.

Nel breve, sotto i minimi della scorsa ottava a 16.550 punti, spazio per due supporti statici importanti tra 16.384-16.300 e 16.180 punti.

Da non escludere un'eventuale accelerazione negativa, prima verso zona 15.970-15.780 punti circa e poi in area 15.320-14.894, la cui perdita provocherebbe un ritorno sui minimi dell’anno tra 14.695 e 14.153 punti.

Viceversa, è necessaria una pronta risalita del Ftse Mib sopra la prima resistenza importante della media semplice a 12 periodi giornaliera a 17.290 punti, propedeutica per un nuovo attacco alla sopra citata resistenza settimanale a 17.600 punti e a quella statica a 17.690 punti circa.

Oltre questi livelli potremo assistere ad una nuova gamba rialzista, con ennesimo tentativo di superare i 18mila punti e poi il massimo relativo del recente rimbalzo sopra i 18.302-18.410 punti, verso nuovi approdi positivi tra 18.650 e 19mila-19.174 punti circa.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Unicredit ha concluso un buon trend ascendente di medio termine, riprendendo il crollo verticale tipico del settore bancario, con accelerazione su nuovi minimi e recente ripresa, al momento semplice rimbalzo tecnico, dopo la tenuta di un pericoloso triplo minimo.

Infatti, dopo il doppio top a 14,43-14,44 euro, per Unicredit abbiamo assistito al crollo verticale in area 9,60-9,95 euro prima, proseguito senza paracadute sino sotto i 7 euro, con presente trend laterale tra i minimi poco sopra 6,40 e 7,70-7,47 euro circa, sino alla ennesima discesa poco sopra quota 6 euro.

Solo sopra 6,80 euro si assisterà per Unicredit ad un nuovo timido tentativo rialzista, con supporti a 6,30 e 5,70 euro e resistenze a 7,70 e 8,20 euro.

Intesa Sanpaolo è in caduta libera, in stile quasi noioso e ripetitivo tipico del comparto bancario, dopo un rimbalzo percentualmente interessante, sino alla mancata conferma sopra un livello di prezzo intero, seguita dal presente crollo praticamente verticale, adesso alle prese con un chiaro trend laterale ribassista.

Alla falsa rottura rialzista di quota 2,40 euro e dopo il massimo relativo a 2,63 euro circa, abbiamo assistito per Intesa Sanpaolo alla profonda discesa di circa metà del prezzo poco sopra 1,30 euro, con recente tentativo di ripresa verso zona 1,70-1,55 euro circa, ed attuale movimento erratico tra 1,31 e 1.45 euro.

Un nuovo scenario rialzista si può anticipare per Intesa Sanpaolo sopra 1,415 euro, con supporti a 1,305-1,235 e prossime resistenze a 1,525 e 1,595 euro.

STM è stato colpito dalle vendite venerdì, mentre si è mosso in direzione opposta Telecom Italia. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

STM era in chiara fase rialzista, caratterizzata da minimi e massimi crescenti, però dopo un evidente doppio massimo ha intrapreso la via della correzione, tramutatasi in crollo arricchito da ricchi gap down.

Di recente c'è stato un rimbalzo, peraltro percentualmente interessante, ostacolato dalla trendline discendente e per questo attualmente in fase correttiva.

In concreto sul doppio top intorno a 29…40 euro, per STM è iniziata la valanga delle vendite, con caduta verticale delle quotazioni addirittura più che dimezzate a 13,70 euro.

A ciò ha fatto seguito una ripresa addirittura sopra i 23 euro, verso la resistenza dinamica che unisce i massimi decrescenti poco sopra i 25 euro e presente discesa verso i 21,60-21,50 euro circa.

Per STM sopra i 23,36 euro si assisterà ad un'ulteriore salita dei corsi, con supporti a 22,30 e 21,30 euro e resistenze a 24,95-26,15 euro.

Telecom Italia pareva essere riuscita ad invertire il trend laterale ribassista, caratterizzato da massimi chiaramente decrescenti e da un triplo minimo potenzialmente pericoloso, sulla cui tenuta invece è stata protagonista di un buon rialzo, seguito purtroppo da una fase correttiva tramutatasi in crollo verticale e dalla recente ripresa, per altro caratterizzata da massimi di breve decrescenti e minimi crescenti e quindi in una fase di incertezza.

Infatti, per Teleco Italia possiamo osservare come il supporto statico intorno a 0,4350 euro, già toccato tre volte, dopo un buon rialzo poco sopra 0,59 euro, sia stato fatalmente rotto con la classica figura del gap down, con minimo relativo addirittura a 0,2861 euro, forte rimbalzo, respinto per ora da quota 0,42-0,40 verso 0,36 euro.

Per Telecom talia un nuovo impulso rialzista si avrà solo sopra 0,37 euro, con supporti a 0,35 e 0,332 euro e resistenze a 0,39-0.412 euro.

Fca è salito in controtendenza prima del week-end, ma è riuscito a fare ancora meglio Ferrari. Qual è la sua view su questi due titoli?

FCA, dopo un lungo ed estenuante andamento laterale, aveva rotto al rialzo con due gap up per le note vicende societarie col gruppo PSA, per poi correggere prima correttamente sulla parte alta e recentemente con un ulteriore approfondimento addirittura verso nuovi minimi relativi di periodo.

Da alcuni mesi Fca era sull’ottovolante di un sali e scendi tra 11,60-11 e 13,70 euro circa, col doppio gap up esplosivo prima a 13 euro e poi a 14 euro, con laterale di breve a 14,78-14,37 euro circa, prima dell’attuale correzione e accelerazione verticale verso 5,51 euro e presente ripresa verso 8,49 euro e 7,93 uro, ostacolata dalla media daily a 50 periodi verso 7-7,20 euro circa.

Ulteriori scenari positivi per Fca si avranno sopra 7,62 euro, con supporti a 7,32 e 7,02 euro e resistenze a 8 e 8,42 euro.

Ferrari dopo una corsa furiosa ha toccato nuovi massimi storici, per poi intraprendere la recente strada correttiva, caratterizzata, come da manuale della perfetta analisi tecnica, da massimi e minimi decrescenti e da un prezzo che ha accelerato in maniera verticale.

Il ribasso è stato seguito dalla presente forte ripresa in tipica formazione a V, con il prezzo intorno ad importanti resistenze giornaliere.

Infatti, dopo il top di tutti i tempi a 169,05 euro, per Ferrari abbiamo assistito ad un decremento delle quotazioni, con crollo a 114 euro e attuale veloce rialzo respinto al momento dai 150 euro e intorno alle medie giornaliere a 100 e 200 periodi.

Per Ferrari nuovi tentativi di recupero si avranno sopra 150,50 euro, con supporti a 142,50 e 136,50 euro e resistenze in area 161-167,50 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di  guardare ora?

Monitoriamo con attenzione al ribasso Amplifon e al rialzo ENI, Italgas, Nexi, Moncler e Snam.