A giudicare da come sono andati i mercati negli ultimi sei mesi – periodo nel quale abbiamo assistito a un crollo generalizzato di quasi tutti gli investimenti, siano stati essi azionari od obbligazionari – non si direbbe, eppure basta allargare leggermente l’orizzonte temporale (12 mesi) per rivedere una decorrelazione tra le varie classi di attività, cosa che sembrava essersi perduta negli ultimi anni.

La nozione secondo cui un portafoglio composto da azioni e obbligazioni abbassi il grado di rischio fa parte dell’abc della finanza. Un portafoglio finanziario, infatti, non deve essere giudicato solo dalle performance, ma anche dall’equilibrio che riesce a trovare tra rischio e rendimento nel lungo periodo. Un rapporto che, per sua natura, è precario e mutevole e che perciò deve essere periodicamente ricercato tramite l’attività di ribilanciamento degli investimenti.

L’analisi

A livello generale, le categorie azionarie e quelle obbligazionarie hanno abbassato i loro coefficienti di correlazione, ma la tendenza si nota anche all’interno delle varie asset class. La divergenza nelle politiche monetarie di Fed e Bce, ad esempio, ha avuto come effetto quello di scorrelare le categorie obbligazionarie in euro da quelle in dollari. Il rapporto tra i movimenti delle categorie Obbligazionari High Yield EUR e Obbligazionari Flessibili USD, ad esempio, è sceso da 0,13 a tre anni a -0,18 nell’ultimo anno.

Questi ultimi, poi, segnano un rapporto dello 0,25 con gli Obbligazionari Governativi in euro a tre anni, che si riduce praticamente a zero se prendiamo come riferimento gli ultimi 12 mesi.

I mercati emergenti si sono disallineati parecchio da quelli sviluppati. I fondi Azionari America Latina hanno diminuito la loro correlazione con tutte le altre categorie presenti in tabella e la stessa cosa vale per gli Azionari Asia-Pacifico ex-Giappone.

Guardando le tabelle, anche solo visivamente si nota come le categorie Morningstar, azionarie e obbligazionarie, abbiano in generale diminuito la correlazione tra di loro nell’ultimo anno (per interpretarle si possono seguire i colori: più la casella tende al verde, più la correlazione sarà elevata; al contrario, più la casella tende al rosso, più il coefficiente sarà negativo).

Calcolare il coefficiente di correlazione del proprio portafoglio è un esercizio piuttosto complesso. Per avere un’idea generale, che comunque può già essere molto utile a evitare eventuali sovrapposizioni, abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione delle 13 principali categorie Morningstar, a uno, tre e cinque anni, aggiornati al 30 giugno 2022.

Le categorie oggetto dell’analisi sono le seguenti (i numeri corrispondono a quelli che appaiono nelle tabelle):

  1. Obbligazionari Corporate EUR
  2. Obbligazionari Diversificati EUR
  3. Obbligazionari Governativi EUR
  4. Obbligazionari High Yield EUR
  5. Obbligazionari Inflation-Linked EUR
  6. Obbligazionari Flessibili EUR
  7. Obbligazionari Diversificati USD
  8. Obbligazionari Paesi Emergenti
  9. Azionari Europa Large Cap Blend
  10. Azionari Giappone Large Cap
  11. Azionari USA Large Cap Blend
  12. Azionari Asia-Pacifico ex. Giappone
  13. Azionari America Latina

Il coefficiente di correlazione misura in che modo la performance di uno strumento influenza l’andamento di un altro: varia tra -1 e +1. Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna correlazione tra i due fondi. Un coefficiente pari a 1 segnala che c'è una correlazione positiva perfetta, il che significa che i due strumenti si muovono assieme: se uno sale del 10%, lo fa anche l’altro e viceversa. Ovviamente, in caso di perfetta correlazione negativa (uguale -1) il rapporto è inverso: se il primo sale del 10%, il secondo perde il 10%.

Di Valerio Baselli