Gli ETF (Exchange traded fund) europei accusano il colpo della volatilità dei mercati causata dall’aumento dell’inflazione e dagli effetti dell’invasione russa in Ucraina.

Nel primo trimestre 2022, il patrimonio è rimasto pressoché invariato rispetto alla fine del 2021, intorno a 1,4 trilioni di euro. Gli investitori, tuttavia, hanno continuato a puntare sugli strumenti indicizzati quotati. I flussi netti nel periodo sono stati di 42,7 miliardi, in aumento del 25% rispetto a dicembre 2021.

Dove si sono diretti gli investitori

La preferenza è andata agli ETF azionari, che hanno raccolto 29,3 miliardi netti, contro i 5,1 miliardi degli obbligazionari. Che siano tempi incerti sui mercati, lo si vede dai flussi verso gli ETC, gli strumenti specializzati sulle materie prime, in particolare l’oro. Nel trimestre, hanno ricevuto sottoscrizioni nette per 6,9 miliardi, contro gli 0,7 del quarto trimestre 2021. “Il patrimonio è salito da 103 a 123 miliardi ed è stata l’unica classe di attività finanziarie ad aver avuto un incremento simile”, commenta Jose Garcia-Zarate, direttore associato per la ricerca sulle strategie passive di Morningstar.

Nel segmento azionario, gli investitori hanno scelto soprattutto gli ETF specializzati sugli indici americani (+8,83 miliardi) ed internazionali (+6,99 miliardi). Per contro, gli azionari Italia sono stati tra i replicanti con i maggiori deflussi (-0,30 miliardi). Alcune scelte sono state dettate dalle dinamiche economiche e politiche. Il caso più evidente è quello dei fondi passivi con focus sul settore energetico, che hanno ricevuto flussi netti per quasi due miliardi sulla scia dell’impennata dei prezzi dopo le sanzioni imposte alla Russia.

Bond, in cerca di porti sicuri

In un contesto di inflazione in rapida crescita e primi interventi di rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve e della Banca d’Inghilterra, il segmento obbligazionario ha sofferto e gli asset si sono ridotti da 310 a 304 miliardi di euro tra gennaio e marzo. Ma le decisioni degli investitori sono state guidate prevalentemente dalla ricerca di porti sicuri, come testimonia il fatto che la maggior parte della raccolta si è diretta verso gli obbligazionari governativi e corporate in dollari. Un fenomeno da monitorare nei prossimi mesi è la fuoriuscita (-1,4 miliardi) dagli ETF sui bond in valuta cinese (renmimbi), che erano stati una tra le asset class favorite nel 2021. “Anche qui vediamo come l'aumento dei tassi d'interesse negli Stati Uniti, con il suo effetto negativo sui prezzi delle obbligazioni, renda meno attraente la ricerca di rendimento lontano dai paesi sviluppati”, commenta Garcia-Zarate.

ETF sostenibili e rally dei titoli energetici

Un’altra tendenza che andrà monitorata nel tempo riguarda gli ETF sostenibili. Nel primo trimestre, gli investitori sembra non abbiano resistito alle opportunità nei settori energetico e delle fonti fossili che sono poco presenti o esclusi dagli indici ESG, ossia quelli basati su criteri ambientali, sociali e di governance. In base ai dati Morningstar, i flussi sono stati di 13 miliardi di euro, contro i 27 miliardi del quarto trimestre 2021, pari al 30,4% del totale (era stato il 79% nel precedente periodo).

Flussi netti negli ETF ESG europei (in miliardi di euro)

Tematici, tecnologia fuori dal radar

Per gli ETF tematici, il primo trimestre 2022 non è stato analogo allo stesso periodo di un anno fa. I flussi, infatti, si sono ridimensionati molto e sono stati pari a 0,6 miliardi di euro contro i 5,5 miliardi dei primi tre mesi 2021. In particolare, il tema tecnologico sembra essere uscito dal radar degli investitori, ma si è ridimensionato anche quello legato al mondo fisico, che comprende trend come la transizione energetica, la gestione delle risorse naturali, l’economia circolare e l’agroalimentare. La fetta più grande del patrimonio dei tematici rimane, comunque, investita in ETF specializzati sull’innovazione tecnologica (20,7 miliardi), seguiti da quelli sul mondo fisico (12,8) e dal tema sociale (1,4).

Flussi netti verso gli ETF tematici (in miliardi di euro)

Ritorno al value

Infine, nel primo trimestre 2022 si è risvegliato l’interesse degli investitori per gli ETF smart beta (o strategic beta). I flussi netti sono stati pari a 7,3 miliardi, in netta crescita rispetto ai 2,6 miliardi di fine 2021. I maggiori destinatari sono stati gli strumenti specializzati sui titoli value e sui dividendi.

Di Sara Silano