Il discorso sulla regolamentazione delle criptovalute si fa sempre più complesso, dove una parte spinge perché questi asset abbiano il loro contesto legislativo e la SEC (Securities Exchange Commission) che preme perché siano affidati alla sua giurisdizione secondo la regolamentazione vigente per i titoli negoziabili.

Sono mesi che la SEC indaga proprio sulla possibilità di includere moltissime criptovalute tra i titoli, con conseguenze inimmaginabili poiché la vendita di titoli è soggetta ad una regolamentazione specifica e questo porterebbe tutti gli exchange centralizzati nella condizione di violare la legge vendendo titoli non registrati.

Ma non è solo sulle criptovalute che la SEC indaga e anche sugli altri asset crittografici in primis gli NFT (Non Fungible Token).

Soprattutto quello che secondo la SEC potrebbe essere equiparabile alla vendita di titoli non registrati sono i cosiddetti NFT frazionari.

Un NFT frazionario altro non è che un Non Fungible Token diviso e tokenizzato al fine di poter avere più proprietari che possiedono delle quote dello stesso. Sostanzialmente perché un asset crittografico sia un titolo questo deve essere commercializzato allo scopo di reinvestire i soldi provenienti dalla vendita. Secondo la SEC molte piattaforme di NFT frazionari sono equiparabili ad exchange che vendono titoli poiché il fine è quello di raccogliere soldi da reinvestire.

Le autorità USA attaccano gli NFT frazionari

Ad essere state attaccate per prime dalla SEC sono le Initial Coin Offering (ICO) di criptovalute, cioè le prevendite dei token il cui fine è quello di raccogliere la liquidità necessaria proprio per ultimare il lancio del token. Secondo le autorità statunitensi, vendendo in questo modo criptovalute si vendono di fatto titoli, poiché il budget raccolto viene reinvestito e siamo di fronte a qualcosa di simile ad un contratto di investimento.

Escono invece fuori, secondo i rapporti della SEC, dal gruppo dei “titoli non registrati” i due colossi del mondo crittografico, cioè Bitcoin ed Ethereum, questo perché essi rappresentano un semplice sostituto della valuta fiat.

Diversamente quella che potrebbe considerata al pari delle ICO è la vendita di NFT frazionari, cioè divisi in quote e poi tokenizzati.

Tuttavia, c’è da registrare che la SEC nel formulare questa associazione si basa su una sentenza della Corte Suprema del 1946 in cui viene stabilito che cos’è un titolo (test di Howey). Tale decisione però è stata formulata in tempi passati e quindi non può contenere nessun esplicito riferimento e nemmeno includere nel suo ragionamento gli NFT, che sono apparsi sulla scena nel 2014. Quindi che gli NFT siano effettivamente titoli non registrati resta cosa da provare. 

La SEC contro una regolamentazione esterna di criptovalute e NFT

Il mondo crittografico spinge perché criptovalute ed NFT abbiano una propria regolamentazione separata dal mercato azionario.

In effetti la SEC all’opposto sembra stia facendo di tutto per non creare un contesto legislativo apposito per questi asset, facendoli invece ricadere sotto la sua giurisdizione. Alla base di questa volontà vi è il ragionamento opposto, cioè l’organo vede una netta similitudine tra mercato crittografico e mercato azionario e come tale spinge perché non vi sia nessuna scissione.

L’autorità di regolamentazione vorrebbe che tutti gli exchange centralizzati di criptovalute e NFT fossero registrati presso la SEC.

Lo strano caso degli NFT Studios ammoniti dalla SEC

In una situazione analoga sono venuti a trovarsi gli NFT Studios, cioè la società fondata dal noto produttore cinematografico di Hollywood Niels Juul, famoso per aver prodotto molti film conosciuti di Martin Scorsese. 

NFT Studios nasce con il fine raccogliere i finanziamenti utili alla produzione di film indipendenti attraverso il lancio di collezioni di Non Fungible Token.

Tuttavia, appena l’azienda fu fondata la SEC inviò una lettera al Juul chiarendo che la raccolta di budget utili alla produzione di film attraverso questa strategia, dove cioè i fondi sono raccolti al fine di essere reinvestiti nel progetto, corrisponde a tutti gli effetti ad una vendita di titoli non registrati e come tale negli Stati Uniti è una violazione.

NFT Studios ha così fondato "KinoDAO", che ha permesso alla società di cambiare il suo modello di business per garantire che esso sia conforme a tutte le normative pertinenti.

I Non Fungible Token possono essere paragonati di fatto a dei pass che danno diritto a vantaggi sulla piattaforma e al momento il primo film degli NFT Studios dovrebbe già essere in produzione.

Nel campo della produzione cinematografica sta comunque diventanto una prassi sempre più comune quella di finanziare film attraverso collezioni di Non Fungible Token. La Versus Entertainment in collaborazione con il regista Ridley Scott utilizzerà proprio questa nuova strategia per ragccogliere il budget necessario alla realizzazione di un nuovo film che si chiamerà The Infinite Machine e racconterà al mondo la storia della prima blockchain open surce del mondo, Ethereum, e del suo fondatore Vitaliak Buterin.