Un’intervista storica

L’intervista di Tucker Carlson a Vladimir Putin non poteva che fare clamore: la reazione letteralmente isterica dei media occidentali.

L’intervista di Tucker Carlson a Vladimir Putin non poteva che fare clamore, e la reazione letteralmente isterica dei media occidentali, quindi, non ha fatto altro che aumentare l’interesse per quel che ha detto il leader russo.

Ebbene io ritengo ci sia un solo termine per definire quell’intervista: storica!

Non sto esagerando, io ritengo che Putin abbia usato l’ultima arma che aveva a disposizione per cercare di scongiurare la catastrofe mondiale, ora non si potrà dire che Putin non abbia provato di tutto pur di far rinsavire il cosiddetto Occidente, o meglio la cupola che lo dirige, quella cupola che ora deve decidere se portare alle estreme conseguenze quella folle politica che ha come obiettivo quello di arrivare ad una dittatura planetaria.

In effetti spesso gli occidentali non ricordano di essere una esigua minoranza, in termini di popolazione, l’Occidente è meno di un decimo della popolazione mondiale.

Certo questo agli Occidentali non interessa, anzi, lo trovano assolutamente normale, nella loro visione il mondo deve essere governato da un’esigua minoranza della popolazione, la stragrande maggioranza deve solo ubbidire.

Allora quali osservazioni si possono fare dopo aver visto quell’intervista durata due ore?

Cominciamo dalla più banale, l’aspetto che maggiormente si evidenzia è l’eccezionale cultura della persona, la straordinaria conoscenza storica del proprio Paese, certo mi direte, sono qualità imprescindibili per un Capo di Stato, sì è vero, ma io userei il condizionale, ossia sono qualità che dovrebbero essere imprescindibili per un Capo di Stato.

Nella realtà questa intervista non ha fatto altro che segnare un enorme solco, ossia una differenza ancor più abissale nei confronti dell’attuale Presidente degli Stati Uniti che il pomeriggio non si ricorda neppure cosa ha mangiato a pranzo.

Insomma da una parte c’è una persona con una cultura enciclopedica, dall’altra … lasciamo perdere.

Ma non solo, ciò che ancora emerge con tutta evidenza da quella intervista è la straordinaria padronanza della comunicazione da parte del Presidente russo, è lui che conduce l’intervista, ma non perché il giornalista si dimostri accondiscendente, ma perché Putin conosce perfettamente i dettami della comunicazione.

L’intervistato, infatti, deve anche avere la capacità di condurre egli stesso l’intervista sui binari a lui più congeniali, e per fare questo non deve solo rispondere alle domande, ma egli stesso deve fare delle domande all’intervistatore, ma non domande generiche, bensì domande che prevedono una risposta scontata cosicché poi l’intervistatore si trova con le armi spuntate.

E questa tecnica Putin la utilizza subito, alla prima domanda di Carlson Putin risponde a sua volta con un’altra domanda.

Tucker Carlson: Il 22 febbraio 2022, quando è iniziato il conflitto in Ucraina, ti sei rivolto al tuo Paese nel tuo discorso nazionale e hai detto che agivi perché eri giunto alla conclusione che gli Stati Uniti attraverso la NATO avrebbero potuto avviare una citazione: “attacco a sorpresa contro i nostri Paese”. E alle orecchie americane questo suona paranoico. Spiegaci perché ritieni che gli Stati Uniti potrebbero colpire la Russia all’improvviso. Come ne sei giunto alla conclusione?

Vladimir Putin: Non è che gli Stati Uniti avrebbero lanciato un attacco a sorpresa contro la Russia, non l’ho detto. Stiamo facendo un talk show o una conversazione seria?

E’ chiaro che ad una domanda del genere non si può che rispondere “una conversazione seria”, ma a quel punto è Putin a decidere quando la conversazione è seria e quando invece l’intervistatore la vuol far scadere a livello di talk show.

E dopo infatti, molto più avanti nell’intervista dopo che Putin si è preso tutto il tempo per fare un excursus storico dalla nascita della Russia ai giorni nostri, e l’intervistatore cerca di interromperlo ed intervenire, Putin gli ricorda che all’inizio dell’intervista era stato lo stesso Carlson a convenire che si trattava di una conversazione seria e quindi doveva lasciare il tempo all’intervistato di completare il ragionamento.

Ma a parte queste cose, ciò che emerge dall’intervista è il tono calmo e pacato tipico della persona che sta sostenendo tesi di assoluto buonsenso.

Ed in effetti, volendo ben guardare, non voglio dire che Putin abbia avallato principi che da tempo io sostengo, ma effettivamente sono principi di buonsenso.

In pratica si è rivolto alla cupola che comanda negli Stati Uniti e l’Occidente intero, facendo loro notare che ormai era giunto il momento di giungere a più miti consigli.

L’operazione militare speciale ormai ha raggiunto i suoi obiettivi, il tentativo di affossare la Russia attraverso le più severe sanzioni che mai siano state applicate ad uno Stato sovrano, è banalmente naufragato, quindi portare avanti la situazione sarebbe solo controproducente da parte dell’Occidente.

In pratica sarebbe assurdo far proseguire il conflitto agli ucraini, per loro sarebbe veramente un inutile sofferenza. I giovani ucraini sono i primi che non vogliono mettere in gioco la propria vita per un territorio che lo sanno per primi, è sotto tutti i punti di vista, russo.

E naturalmente non si può neppure supporre che ci sia qualcuno a Washington che voglia far degenerare la situazione ipotizzando un’escalation a livello nucleare.

Putin ha ricordato di aver avuto buoni rapporti non solo con Trump, ma anche con Bush Jr, a mio avviso lasciando intendere che l’undici settembre non è stata un’idea di George Bush, ma che ha dovuto subire.

Insomma ha fatto capire che certamente preferirebbe fosse eletto Trump anziché Biden, ma ha anche ricordato come il centro del potere negli Stati Uniti non si trova alla Casa Bianca.

Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti
Giancarlo Marcotti è laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all’Università di Padova. Nella sua attività professionale ha collaborato con importanti Istituti Finanziari, ricoprendo diversi ruoli. Giancarlo Marcotti è Direttore Responsabile di Finanza In Chiaro, oltre che curatore della rubrica I Mercati e redattore della sezione portafoglio nella quale, giornalmente, riporterà le scelte di investimento effettuate. Giancarlo Marcotti cura la trasmissione Mondo e Finanza su Youtube di Money.it.
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