Anticipo TFR dipendenti pubblici, l’INPS paga subito la liquidazione: ecco come funziona

Dal 1° febbraio 2023 cambia l’anticipo del TFR passa tutto dall’INPS. Una bella notizia per i dipendenti pubblici che potranno ricevere la liquidazione subito.

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L’anticipo TFR per i dipendenti pubblici cambia faccia diventando molto più accessibile rispetto al passato. L'INPS procede all'erogazione della liquidazione attraverso un prestito molto vantaggioso. È, questa, una delle novità che potrebbe essere introdotte nel 2023. I dipendenti pubblici con decorrenza dal mese il febbraio potranno ricevere nell’immediato la liquidazione loro spettante. 

L’INPS in una delibera ufficializzata lo scorso 9 novembre ha previsto una nuova modalità per il rilascio immediato dell’anticipo TFR per i dipendenti pubblici. Una procedura snella, veloce e particolarmente conveniente. 

Tuttavia, si tratta di anticipazione sulle nuove disposizioni previste nel 2023. 

Una breve guida sulle possibili novità previste per il 2023 sull’anticipo TFR dipendenti pubblici. Ti spiegheremo, quali sono le nuove modalità della liquidazione per i dipendenti pubblici. 

Anticipo TFR dipendenti pubblici: ecco come funziona

In linea generale, la ripartizione della liquidazione per i dipendenti pubblici è subordinata all’attuazione di regole diverse rispetto ai lavoratori dipendenti. In particolare, come anticipo TFR i dipendenti pubblici possono ricevere una somma di denaro pari a 50 mila euro. La restante parte della liquidazione viene rilasciata dopo un periodo temporale di 24 mesi. 

 Una condizione che porta i dipendenti pubblici ad attendere un lasso di tempo abnorme prima di ricevere l’anticipo TFR e complessivamente l’intera liquidazione spettane. In molti casi, il periodo di attesa dura per un intero quinquennio. 

Il vero problema, che i dipendenti pubblici che hanno presentato un piano di prepensionamento a 62 anni con l’opzione di pensionamento Quota 100 devo attendere di aver raggiunto 67 anni di età per ricevere la restante parte di liquidazione TFR. Il discorso non cambia per i lavoratori che hanno o stanno utilizzando l’uscita anticipata Quota 102 per collocarsi in quiescenza. 

Peraltro, a questi ritardi si aggiungono anche gli ostacoli burocratici dell’INPS, che impiega del tempo abnorme per la sola lavorazione dell’istanza di anticipo TFR. 

Anticipo TFR dipendenti pubblici: ecco le stime per dell’operazione bancaria 

Per questo motivo, le anticipazioni di una nuova modalità di erogazione della liquidazione per i dipendenti pubblici rappresenta una vera rivoluzione, una normativa che impatta in modo decisivo nelle casse dello Stato.

D’altra parte, non vi sono grosse alternative per i dipendenti pubblici, se non ricorrere alla stipula bancaria messa a regime dal governo Conte. Una misura che prevede la possibilità per le banche di procedere al rilascio di un anticipo TFR fino alla somma massima di 45mila. Un’operazione che prevede l’applicazione d'interessi. 

Ciò che va detto però, per ciò che riguarda gli interessi sull’operazione bancaria della liquidazione per i dipendenti pubblici è lo stretto legame tra i prestiti e i rendimenti dei titoli di Stato. Le oscillazioni in rialzo dei titoli di Stato porta le banche ad applicare un aumento sui tassi d'interesse, facendo lievitare i costi per i cittadini. 

Basti pensare, che per la scadenza breve riferita a un anno o un anno e sei mesi il tasso d’interessi sfora il 2,6%, mentre per le medie scadenze si attesta intorno al 4,5%

Ciò significa che l’anticipo TFR per i dipendenti pubblici in banca costa un valore di circa il 3%. 

Anticipo TFR dipendenti pubblici: l’INPS eroga la liquidazione nella pensione

L’INPS promuove un nuovo metodo di liquidazione del TFR per i dipendenti pubblici. Se, tutto procede per il verso giusto e la strada non viene intralciata da altre “cause”. L’Istituto procederà all’anticipo TFR direttamente nel trattamento economico previdenziale richiesto dal dipendente pubblico.  

I dipendenti pubblici che intendono avvalersi della procedura dell’INPS devono presentare un’apposita domanda. In questo caso, l’anticipo TFR viene agganciato a un tasso agevolato nella misura dell’1%, attaccato alle spese nella misura dello 0,5%. 

L’INPS per gestire tale operazione intende avvalersi del Fondo Welfare rimpinguato dello 0,35% dalle paghe dei lavoratori pubblici. Si tratta di un fondo utilizzato per il rilascio di borse di studio (figli dipendenti), iniziative sanitarie, vacanze studio e così via. 

I dipendenti pubblici che richiedono l’anticipo TFR con finanziamento INPS, ricevono l’esito dopo un periodo temporale massimo di 75 giorni, a cui si aggiungono i tempi tecnici della pratica istruttoria. 

La richiesta del finanziamento potrà partire con decorrenza dal 1° febbraio 2023. Va detto, però, che la richiesta avviene in modalità telematica e viene considerato l’ordine di arrivo. L’accoglimento delle stesse è subordinato dalla presenza delle risorse disponibili

Restano esclusi dall’anticipo TFR i dipendenti pubblici con debiti contributivi o con una posizione debitoria nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Concludendo, l’intero snellimento della procedura per il rilascio dell’anticipo TFR per i dipendenti pubblici consentirà di ottenere un maggior poter di acquisto promuovendo l’economia nazionale.