Chi sono quelli dell’ISIS-K e perché hanno attaccato la Russia?

L'ISIS ha rivendicato l'attacco di ieri, 22 marzo, a Mosca. Ecco chi sono quelli dell'ISIS-K e perché hanno attaccato la Russia.

La conferma della responsabilità di questa orribile azione è stata data dai servizi segreti degli Stati Uniti, i quali hanno individuato l’ISIS-K come i perpetratori dell’attacco. Ma chi sono questi membri dell’ISIS-K e perché hanno preso di mira la Russia?

L’ISIS-K e la rivendicazione dell’attentato

ISIS-K, o Stato Islamico Khorasan, è un ramo dell’ISIS che opera principalmente in Afghanistan, conosciuto per la sua estrema violenza e per aver rivendicato numerosi attentati terroristici nella regione. Questa fazione ha dichiarato di aver attaccato “alla periferia di Mosca, uccidendo e ferendo centinaia di persone e distruggendo il luogo dell’attentato prima di ritirarsi sani e salvi nei loro covi”.

L’attacco, avvenuto poco prima di un concerto della rock band Picnic, ha visto almeno cinque uomini armati aprire il fuoco sulla folla, in un teatro da 6.200 posti esauriti. Tra le armi ritrovate vi era un kalashnikov personalizzato e una cintura piena di caricatori, suggerendo un’azione meticolosamente pianificata e brutalmente eseguita.

Le ragioni dietro l’attacco

L’attacco dell’ISIS-K contro la Russia può essere interpretato come un atto di sfida e una dichiarazione di ostilità nei confronti di uno stato che ha attivamente combattuto l’ISIS e altri gruppi jihadisti in Siria, al fianco del presidente Bashar al-Assad. L’intervento russo in Siria, iniziato nel 2015, ha notevolmente influenzato l’esito della guerra civile siriana, ridimensionando la presenza e il potere dell’ISIS nella regione.

La reazione della Russia e della Comunità Internazionale

In seguito all’attacco, la Russia ha immediatamente rafforzato le misure di sicurezza, aumentando i controlli negli aeroporti, negli snodi dei trasporti e in tutta l’area metropolitana di Mosca. Il presidente Vladimir Putin, pur esprimendo vicinanza alle vittime, ha sottolineato come l’Occidente abbia in passato utilizzato gruppi terroristici contro la Russia, definendo le precedenti avvertenze di attacchi come un tentativo di “ricatto” e “intimidazione”.

La minaccia continua dell’ISIS-K

L’ISIS-K rappresenta una costante minaccia per la sicurezza regionale e globale, operando con l’intento di destabilizzare i governi e di infliggere il massimo danno alle popolazioni civili. Gli attacchi come quello di Krasnogorsk evidenziano non solo la portata del terrorismo jihadista ma anche la sua capacità di colpire al di fuori dei confini tradizionali del Medio Oriente e dell’Asia Centrale.

La comunità internazionale, mentre esprime solidarietà alla Russia per le perdite subite, rimane vigile di fronte alla minaccia globale rappresentata dall’ISIS e dalle sue varie diramazioni, impegnandosi in una lotta senza tregua contro il terrorismo.

Il video dell’ISIS-K sulla strage

Nell’ultimo video rilasciato dall’agenzia di stampa Amaq, affiliata allo Stato Islamico, vengono mostrate immagini agghiaccianti dell’attacco avvenuto alla sala concerti Crocus City di Mosca. Gli assalitori, armati e mascherati, sono stati filmati mentre inseguivano e attaccavano brutalmente gli spettatori presenti, sparando a bruciapelo e compiendo atti di violenza estrema.

Uno degli assalitori ha esortato i suoi complici a non mostrare pietà, incitando all’uccisione senza esitazione. In una parte del video, un terrorista pronuncia la frase “Allahu akbar”, una dichiarazione che, sebbene non urlata come in altri attacchi attribuiti allo Stato Islamico, risuona in modo sinistro data la situazione.

Il presidente del Tagikistan, Emomali Rahmon, ha contattato il presidente russo Vladimir Putin per offrire le sue condoglianze, evidenziando la presenza di cittadini tagiki tra gli arrestati sospettati di partecipazione all’attentato. Durante la conversazione, è stata sottolineata l’importanza della collaborazione tra i servizi di sicurezza di Russia e Tagikistan nel combattere il terrorismo.

Il bilancio delle vittime dell’attacco è salito a 137 morti, con ulteriori 180 feriti, secondo quanto riportato dalle autorità investigative russe e dall’agenzia di stampa Tass. Nella scena dell’attacco sono stati ritrovati armamenti, inclusi due fucili mitragliatori Kalashnikov e numerose munizioni.

In risposta a questa tragedia, la Russia ha dichiarato una giornata di lutto nazionale su ordine del presidente Putin, con le bandiere issate a mezz’asta e l’annullamento di numerosi eventi pubblici. I media hanno modificato i loro palinsesti e in tutto il paese sono stati esposti messaggi di cordoglio. A Mosca, davanti alla sala concerti, è stato allestito un memoriale improvvisato dove i cittadini hanno portato fiori e acceso candele in memoria delle vittime.

Vincenzo Stella
Vincenzo Stella
Vincenzo, 29 anni e sono un copywriter e web editor con una passione per la scrittura fin da giovane. Laureato in giurisprudenza ed avvocato, ho cambiato rotta nel corso degli studi, occupandomi dapprima di web-radio e poi di editoria. Sono appassionato di tech, economia e geopolitica. E adoro le chiacchiere da bar, specialmente se si parla di attualità. La mia passione imperitura per l'arte scritta mi spinge costantemente a migliorare e le mie abilità a tutte le esigenze. Sono sempre alla ricerca di nuove sfide e opportunità per ampliare il mio bagaglio culturale e professionale. Mi occupo di cultura nella vita, anche al di fuori del lavoro. Il teatro ed il volontariato sono il mio carburante nel tempo libero.
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