Frana a Ischia: cos’è il decreto Genova e perché non si tratta di un semplice condono

La politica accusa Conte del condono sull’abusivismo delle abitazioni travolte nelle frane sull’Isola di Ischia. Perché si parla tanto del decreto Genova e cosa prevede l’articolo 25.

villa abusiva

In seguito alla frana di Casamicciola, il comune di Ischia più colpito dall’ondata di maltempo di sabato 27 novembre, si è aperto il dibattito sull’art. 25 del decreto ‘Genova’.

L’attacco mediatico è rivolto a Giuseppe Conte, il leader del Movimento 5 Stelle che nel 2018, anno in cui il decreto è stato emanato, era a capo del governo.

Secondo molte voci del mondo della politica e dell’ambientalismo, Conte avrebbe previsto un condono straordinario per permettere la ricostruzione di Ischia dopo il terremoto del 2017.

Vediamo quindi qual è il contenuto dell’art. 25 del decreto ‘Genova’ e per quale motivo non costituisce una forma di condono speciale.

Tragedia di Ischia: cos’è il decreto Genova e perché se ne parla tanto

È stato firmato anche dai ministri delle Infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico e del lavoro, ed è stato emanato qualche settimana dopo il crollo del ponte Morandi.

Il decreto Genova reca disposizioni urgenti sia per la città di Genova, sia per la sicurezza delle infrastrutture e dei trasporti. All’interno del provvedimento sono inoltre confluite alcune norme volte a regolare gli interventi di ripristino dopo gli eventi sismici del 2016 e del 2017 ma anche sul lavoro e altre emergenze.

Per quello che ci riguarda, viene in rilievo l’art. 25 del decreto Genova. Questo articolo è rubricato “Definizione delle procedure di condono”, e il fine che andava a perseguire era quello di velocizzare le pratiche di condono che erano in sospeso.

Secondo molti, invece, questo articolo avrebbe favorito chi aveva costruito in maniera abusiva, incrementando il rischio per gli abitanti delle zone coinvolte dalla frana.

L’effetto dell’accusa prodotta da alcune forze politiche, è stato quello di cercare un capro espiatorio di fronte ai rischi idrogeologici che determinati territori continuano ad avere.

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Cosa prevede l'articolo 25 del decreto Genova

L’articolo 25 prende in considerazione tutti i territori di Ischia che hanno subito l’evento sismico del 21 Agosto 2017

Secondo Bruno Molinaro, un avvocato dell’isola di Ischia che difende chi si è reso colpevole della costruzione degli immobili abusivi coinvolti, l’articolo avrebbe introdotto la facilitazione dell’esame relativo alle domande di sanatoria per le case distrutte o danneggiate dal terremoto del 2017.

Tuttavia, anche l’avvocato precisa che le domande presentate sono state esaminate sulla base dei condoni del 1985, stabilito dal governo Craxi-Nicolazzi, e del 1994, in riferimento al primo governo Berlusconi, sebbene gli abusi siano stati operati successivamente, fino al 31 marzo 2003.

Giuseppe Conte spiega: si voleva semplificare l’accertamento e non sanare gli abusi

Secondo Giuseppe Conte, nell’accusa rivolta all’operato suo e dei suoi ministri, la politica ha compiuto un’opera di sciacallaggio. Lo dice apertamente, e durante un video pubblicato sui social spiega tutte le sue ragioni in maniera chiara.

L’equivoco che è stato sfruttato dai politici che gli remano contro, si riferisce al titolo dell’articolo 25.

Come si è già anticipato, lì si parla di condono, ma un immobile abusivo rimane tale anche dopo l’emanazione del decreto. In quanto abusivo, anche seguendo una procedura semplificata, le amministrazioni non dovrebbero concedere alcun condono.

La ragione dell’articolo, infatti, era quella di semplificare la procedura di condono sugli immobili coinvolti dal sisma, e lo scopo di questo percorso avrebbe dovuto dare risposte certe su domande poste in riferimento a condoni già decisi da precedenti governi.

Dunque, i condoni sull’isola di Ischia erano già stati concessi dai governi Berlusconi e Craxi.

Nel 2018, il governo gialloverde con a capo Giuseppe Conte dovette far fronte all’emergenza derivante dal terremoto, e dalla conseguente ricostruzione delle case danneggiate o distrutte.

Con l’articolo 25 del Decreto Genova, il governo Conte I volle stabilire che le amministrazioni locali dessero una risposta certa, in un tempo più breve: sì o no, nel rispetto dei vincoli normativi presenti, ed entro 6 mesi.

L’esigenza era velocizzare le risposte e le procedure legate ai condoni. Se le amministrazioni avessero riscontrato la violazione dei vincoli previsti dalla legge, allora avrebbero senz’altro potuto, anzi, dovuto, negare le istanze di sanatoria presentate

Secondo il ministro per la protezione civile Musumeci, bisogna modificare la normativa sui condoni, perché gli abusi non sono tutti identici.

Inoltre, continua il ministro, i comuni che vogliono abbattere edifici abusivi devono essere dotati di maggiori finanziamenti.

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