Il Ddl sul salario minimo è stato bocciato: ecco che succede ora per molti lavoratori

Il salario minimo è stato bocciato prima in commissione Lavoro, poi alla Camera. Che succede ora per oltre 3 milioni di lavoratori.

L'opposizione protesta per la bocciatura del Ddl sul salario minimo

Che succede ora che il Ddl sul salario minimo è stato bocciato? La Camera dei Deputati ha affossato, come previsto, l'ambizioso disegno di legge che avrebbe introdotto un salario minimo di 9 euro all'ora che avrebbe garantito delle paghe eque per molti lavoratori.

Il Ddl sul salario minimo è stato bocciato: ecco che succede ora per molti lavoratori

La risposta al quesito è: non cambierà nulla. Ebbene, non si tratta di una norma che è stata modifica o di una norma abrogata, ma semplicemente di una norma mai esistita e mai entrata in vigore. Semplicemente non vi sarà un salario minimo per tutti i lavoratori e chi guadagna meno della cifra proposta dal Ddl, dunque, 9 euro all'ora, continuerà a guadagnare quanto stabilito dal proprio contratti.

Coloro che attendevano con ansia l'esito delle votazioni alla Camera erano soprattutto lavoratori di settori in cui la paga oraria oscilla dai 5 ai 7 euro lordi all'ora. Stiamo parlando di oltre 3 milioni di italiani che lavorano in vari settori come quello domestico, delle pulizie, agricolo, turistico, tessile e della vigilanza; all'appello sono presenti anche i rider.

Perché in Italia non si riesce ad ottenere una legge sul salario minimo: la posizione del centrosinistra

Il salario minimo è ormai una vera e propria battaglia ideologica tra il centrodestra e il centrosinistra. L'opposizione, rappresentata oggi dal centrosinistra, aveva presentato un Ddl con testo unitario che avrebbe garantito un salario minimo a 9 euro all'ora per tutti i lavoratori. Questo testo però era stato già affossato in commissione Lavoro e sostituito da un maxi emendamento con delega al governo.

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, dopo la bocciatura del testo unitario con 149 voti contrari e 111 voti favorevoli, ha dichiarato:

Dopo balletti e teatrini e rinvii, il governo e Meloni hanno gettato la maschera, votando no al salario minimo legale e hanno voltato le spalle a 3,6 milioni di lavoratori. Con la stessa arroganza hanno fermato la speranza di tutti questi lavoratori sottopagati, la maggior parte sono giovani. Chi in quest'aula ha votato no si deve vergognare.

Allo stesso modo, Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha dichiarato:

Tolgo la mia firma, questa non è più la nostra proposta, la maggioranza arrogante ha svuotato la proposta. Abbiamo raccolto 500mila firme degli italiani, ve ne siete fregati.

La posizione del centrodestra

Tra le fila della maggioranza rappresentata dal centrodestra si è espressa Chiara Tenerini, capogruppo di Forza Italia in Commissione Lavoro, che ha dichiarato:

Anche dall'Ue arriva la sonora smentita delle tesi propagandistiche di PD e M5S: il Commissario per il Lavoro Schmit ha chiarito nuovamente che la direttiva europea non impone un salario minimo negli Stati membri.

Poi ha aggiunto:

Serve invece estendere la contrattazione collettiva ai lavoratori che ne sono sprovvisti, aumentare le tutele e contrastare i contratti pirata. Sono le proposte di Forza Italia che vogliamo portare avanti per rilanciare concretamente l'economia e il mercato del lavoro.

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