Ecco cosa rischia chi usa il pezzotto: previste multe salatissime per gli utenti

In Italia si stima che oltre 5 milioni di utenti utilizzino il pezzotto: ma cos'è e che multe rischia chi lo usa?

Il commissario dell’AGCOM – acronimo di Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – Massimiliano Capitanio ha deciso: sono in arrivo multe salatissime per gli utenti che continueranno a utilizzare il pezzotto. Ma che cosa si rischia esattamente?

In questo articolo riportiamo le domande e risposte più chieste dalla nostra comunità

Sommario:

  1. 1.

    Cosa rischia chi vede il pezzotto? Multe salatissime in arrivo per gli utenti

  2. 2.

    Come funziona la legge anti-pezzotto?

  3. 3.

    Cosa vuol dire pezzotto?

Cosa rischia chi vede il pezzotto? Multe salatissime in arrivo per gli utenti

Anche l’Italia, così come sta facendo la Spagna, vuole porre fine una volta per tutte al cosiddetto pezzotto. Guardare le partite su siti illegali non sarà più tollerato. Questo in sintesi l’intervento del commissario di AGCOM:

Purtroppo una tappa necessaria, anche se probabilmente impopolare, sarà quella di multare gli utenti del pezzotto, gli utenti delle applicazioni facilmente scaricabili dagli store Android e Apple ma anche dai portali Amazon, gli utenti dei tanti siti facilmente raggiungibili dai motori di ricerca.

Lo ha scritto su Linkedin Massimiliano Capitanio, il quale aggiunge:

È un passaggio che si vorrebbe evitare, ma che si è reso necessario, anche perché chi fa business illegalmente sta facendo credere agli ignari utenti che non succederà nulla.

Le multe variano da un minimo di 150 a un massimo di 5000 euro: gli utenti sono avvisati. La pirateria ha raggiunto il proprio picco personale negli scorsi anni, ma grazie a interventi come quello che l’AGCOM ha provveduto a realizzare negli ultimi tempi, è probabile che i giorni del pezzotto siano giunti al termine.

Sullo sfondo resta la questione di Piracy Shield: la piattaforma, attiva dal febbraio 2024 con lo scopo di segnalare gli utenti che usufruiscono del pezzotto, è finita nell’occhio del ciclone. Pare infatti che Piracy Shield blocchi sia i siti legali sia i siti che trasmettono contenuti in modo illecito: la vicenda non è ancora del tutto chiara, ma alcune piattaforme hanno lamentato l’accaduto. I bersagli sono vari e tra i più disparati: sembra che al centro dei blocchi ci siano stati anche portali di piccoli comuni che non hanno nulla da spartire con la trasmissione di contenuti illeciti.

Come funziona la legge anti-pezzotto?

Privacy Shield riesce a bloccare gli streaming illegali grazie alle segnalazioni di chi detiene i diritti tv, come Dazn e Sky. Queste segnalazioni vengono passate direttamente agli Internet Service Provider, che poi provvedono a oscurare la trasmissione del contenuto illecito, il tutto in meno di trenta minuti dall’inizio dello streaming. Chi sta guardando quel contenuto in quel momento verrà reindirizzato sul sito dell’AGCOM.

La legge anti-pezzotto è passata in Spagna: gli operatori iberici devono fornire, su richiesta, gli indirizzi IP associati a nome, cognome e numero identificativo della persona che in un determinato momento risultava connessa a un sito che trasmetteva contenuti in modo illecito. E la legge potrebbe presto essere replicata per filo e per segno anche qui in Italia: si parla di una “pioggia di multe” che potrebbero arrivare nel corso del 2024.

Cosa vuol dire pezzotto?

Pezzotto è un termine in italiano che riprende il gergo napoletanoapp’zzottato“, che letteralmente significa “falsificato“. Da qui il significato si è esteso alla visione di contenuti illegali – “falsificati” perché illeciti – sui siti di streaming.

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