Essere vittima di uno scippo non è bello. Ti portano via i documenti e ti rubano il bancomat. Come se non bastasse hanno rubato anche il codice Pin. Sì, certo lo avevi salvato sullo smartphone e su un qualsiasi biglietto contenuto nella borsetta: purtroppo il ladro è stato fortunato e, oltre al bancomat, è riuscito a mettere mano sul Pin che permette di prelevare in qualsiasi momento.

Non sempre la vittima di un furto si accorge immediatamente che gli hanno alleggerito la borsetta. Nel frattempo il ladro ha il tempo di recarsi al primo sportello bancomat e prelevare una bella somma. Appena la vittima si accorge di non avere le proprie carte si precipita a bloccarle. A questo punto una domanda lecita è la seguente: è possibile chiedere alla banca di rimborsare il prelievo abusivo? Quali possono essere le risposte che arrivano dall'istituto di credito? Sostanzialmente, nel caso in cui sia stato rubato ed usato abusivamente il bancomat, quando paga la banca?

Come scopriremo in seguito, non c'è una risposta univoca a questa domanda. Sono i comportamenti e la condotta del proprietario della carta in questione a far sì che possa avere diritto ad ottenere il rimborso. Su questo argomento, comunque, è intervenuto, proprio di recente, un Giudice di Pace, che ha ricordato nuovamente quali siano obblighi e doveri delle banche, quando si presentano queste situazioni.

Bancomat, quali sono le responsabilità del titolare

In alcuni casi il titolare di un bancomat non ha alcun diritto a chiedere alla banca il rimborso di una qualsiasi somma prelevata, senza la sua autorizzazione. Questo avviene, ad esempio, quando la carta viene conservata senza la dovuta attenzione e la diligenza necessaria per prevenire un qualsiasi furto. Il comportamento del titolare della carta, che può essere dettato da una smisurata ingenuità o da uno scarso interesse nel custodire il bancomat in un posto sicuro, è uno dei motivi per i quali la banca non è tenuta a rimborsare un bel niente. Il caso più emblematico, in questo senso, è la persona che lascia la carta all'interno del portafoglio con un bigliettino sul quale riporta il codice Pin.

Tra i doveri, che sono in capo al titolare del bancomat, c'è anche quello di comunicare immediatamente alla banca il furto del bancomat. La segnalazione può avvenire anche attraverso l'apposito numero verde, nel caso in cui il furto o lo smarrimento dovesse avvenire durante l'orario di chiusura della stessa. Dopo questa prima segnalazione dovrà recarsi dai Carabinieri o alla Polizia per fare la relativa denuncia. Questo serve perché nel caso in cui il bancomat venga ritrovato, possa essere restituito al legittimo proprietario. Ma anche perché, con una copia della denuncia, il diretto interessato potrà eventualmente chiedere il dovuto rimborso alla banca. Questa, comunque vada, dovrà essere consegna una copia della denuncia.

La comunicazione del furto del bancomat all'istituto di credito e la denuncia sono due mosse indispensabili per riuscire ad ottenere il rimborso. Non solo: è necessario attivarsi immediatamente. Nel caso in cui il titolare del bancomat non si faccia parte attiva nelle comunicazioni, può avere una conseguenza molto pesante: gli verrà attribuita la paternità di qualsiasi prelievo non autorizzato. Lo stesso ragionamento vale nel momento in cui il correntista non abbia prestato la dovuta attenzione nel conservare la carta. L'Arbitro Bancario e Finanziario ritiene che, se passa molto tempo dalla data del furto ed il primo prelievo non autorizzato, è da ritenersi che insieme alla tessera di plastica fosse custodito anche un biglietto con il codice del Pin. Questo violerebbe l'obbligo di conservazione da parte del titolare.

Bancomat, le responsabilità della banca

Fatte queste doverose premesse, non è detto che ogni volta che un bancomat sparisca all'interno del portafoglio e venga utilizzato indebitamente, sia sempre colpa del titolare. Può anche capitare di poter chiedere alla banca il rimborso della somma che è stata prelevata senza autorizzazione.

Con la sentenza del 10 febbraio 2022, il Giudice di Pace di Ferentino (provincia di Frosinone) ha ricordato che, nel caso in cui la banca non volesse riconoscere la grave colpa del cliente, è tenuta a dimostrare che questo non è stato diligente. Il Giudice di Pace ha preso questa decisione a seguito di una denuncia presentata da una donna, titolare di un conto corrente, che ha subìto il furto del bancomat mentre stava prelevando allo sportello. La donna aveva spiegato che le telecamere di sorveglianza della filiale, dove era stato effettuato l'uso indebito del bancomat, non avevano rilevato alcun accesso allo sportello. A questo punto il codice di accesso alla carta era stato acquisito per colpa di una falla del sistema informatico dell'istituto.

Il Giudice di Pace ha ritenuto che la banca non avesse adottato le misure di sicurezza necessarie. Ma non solo: non era nemmeno riuscita a dimostrare che il prelievo contestato fosse riconducibile alla volontà della cliente o ad una sua eventuale negligenza.

Cosa prevede la legge

Il D. Lgs. n. 11/2010 prevede che spetti alla banca dimostrare che l'operazione effettuata illecitamente da una terza persona sia stata fatta in modo corretto. Questo comporta che non ci debba essere alcuna anomalia che di adito a far supporre che l'operazione sia fraudolenta.

A conferma di ciò arriva anche la sentenza n. 9721/2020 della Corte di Cassazione, secondo cui non sarebbe onere del cliente provare che si sia comportato diligentemente nel custodire il bancomat, perché 

è del tutto ragionevole ricondurre nell’area del rischio professionale del prestatore dei servizi di pagamento la possibilità di una utilizzazione del codice di accesso al sistema da parte dei terzi, non attribuibile a dolo o a grave negligenza del titolare.

Questo significa che quanto un bancomat viene rubato e successivamente viene effettuato un prelievo non autorizzato, la banca sarà tenuta a rimborsare la somma che è stata prelevata illecitamente. Sempre che l'istituto di credito non sia in grado di dimostrare la colpa grave del correntista.