Diritti della moglie dopo divorzio: ecco cosa spetta all'ex coniuge

I diritti dell’ex moglie o dell’ex marito dopo il divorzio sono per lo più di natura economica. Il legame tra marito e moglie, infatti, non si scioglie del tutto.

diritti moglie divorziata

Quando un matrimonio finisce, il rapporto tra i coniugi non viene definitivamente cancellato. Tra la moglie divorziata e il marito divorziato, senza distinzione di genere, persiste, infatti, un dovere reciproco di solidarietà.

Anche se sciogliere il matrimonio significa tornare liberi, avendo la possibilità di frequentare altre persone o risposarsi, dunque, è bene sapere che ci sono richieste che possono essere avanzate.

Non vige più l’obbligo di assistenza morale e materiale, così come la reciproca collaborazione. Inoltre, la moglie divorziata perde il diritto di utilizzare il cognome dell’ex marito. Tuttavia, persistono alcuni diritti.

Diritti della moglie divorziata o del marito divorziato: cosa spetta e cosa no

Con la fine del matrimonio, ex moglie ed ex marito hanno la possibilità di rifarsi una vita e, volendo, anche di risposarsi.

Ciononostante, il legame matrimoniale non viene del tutto spezzato. Anche se non sussiste più l’obbligo di assistenza morale e materiale, né di reciproca collaborazione, ci sono comunque alcuni diritti che permangono.

In particolare, in questo approfondimento, vedremo quali sono i diritti spettanti in merito all’assegno divorzile, al mantenimento dei figli, all’assegnazione della casa familiare, alla pensione di reversibilità e al TFR.

Diritti della moglie dopo il divorzio: l’assegno divorzile

L’assegno divorzile rappresenta un obbligo dell’ex coniuge di corrispondere periodicamente un contributo economico dopo il divorzio al coniuge che vive nella condizione economica più svantaggiosa.

Benché spesso utilizzati come sinonimi, è importante sapere che assegno divorzile e assegno di mantenimento rappresentano due concetti diversi. Infatti, il primo è finalizzato a garantire l’autonomia e l’indipendenza del coniuge che vive la situazione economica più svantaggiata, contrariamente all’assegno di mantenimento che ha lo scopo di permettere al coniuge di mantenere lo stesso tenore di vita di quello precedente alla fine della convivenza coniugale.

In effetti, l’assegno divorzile decade quando il coniuge diventa capace di mantenersi da sé.

Anche i parametri per l’attribuzione dell’assegno divorzile sono più severi e si valutano elementi come la durata del matrimonio o la situazione patrimoniale di entrambi i coniugi.

TFR alla moglie divorziata

L’ex moglie, o l’ex marito, potrebbe avere diritto anche al 40% della somma relativa al Trattamento di fine rapporto (TFR) riscosso dall’altro coniuge in seguito a licenziamento, dimissioni o pensionamento.

Il TFR però spetta solo a condizione che:

  • il coniuge sia titolare di assegno di mantenimento

  • il coniuge non si sia risposato.

La cifra deve essere calcolata sulla base degli anni di lavoro che coincidono con quelli di matrimonio, includendo anche quelli di separazione.

Diritti della moglie in caso di divorzio: l’assegnazione della casa coniugale

Anche se la casa in cui si abitava prima della fine del matrimonio appartiene, per esempio, all’ex marito, l’ex moglie ha comunque la possibilità di richiedere al giudice l’assegnazione della casa coniugale, pur non essendone proprietaria.

È chiaro, però, che per ottenere questo diritto è necessario che sussistano determinate condizioni. Quando la coppia non ha figli, infatti, potrebbe risultare molto difficile l’ottenimento di tale diritto. In caso contrario, la casa potrebbe essere assegnata al genitore con la custodia per garantire la stabilità e il benessere dei figli (se questi sono minorenni o maggiorenni non ancora autosufficienti).

Il diritto di abitazione nella casa coniugale cessa nel momento in cui i figli raggiungono l’indipendenza economica o vanno a vivere altrove.

La pensione di reversibilità spetta alla moglie divorziata?

È importante, poi, analizzare cosa succede quando l’ex coniuge muore. In questi casi, a differenza di ciò che accade durante il periodo di separazione, l’ex moglie o l’ex marito non diventa erede a seguito del divorzio.

Ciononostante, rimangono alcuni diritti. In particolare parliamo di due diritti successori:

  • la pensione di reversibilità

  • l’assegno a carico dell’eredità

Per quanto riguarda il primo punto, la moglie divorziata ha diritto a percepire la pensione di reversibilità, in particolare nella percentuale del 60% dell’importo totale. Ma questa percentuale può anche aumentare, arrivando all’80% o anche al 100%, condizione che si presenta quando sono presenti figli minori o non autosufficienti.

È importante evidenziare, però, che la pensione di reversibilità spetta solo al coniuge titolare di assegno di mantenimento e che non si sia risposato.

Per quanto riguarda, invece, il secondo punto, va detto che l’assegno a carico dell’eredità può essere richiesto agli eredi dell’ex coniuge defunto. In questo caso, il richiedente non solo non deve essere risposato e deve essere titolare di assegno di divorzio, ma deve anche poter dimostrare di versare in stato di bisogno, dunque di necessitare di un aiuto economico.

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