Dopo settimane di discussioni e trattative tra partiti, regioni e governo, il nuovo decreto che istituisce il Green Pass potenziato, o super Green Pass, è pronto. Da sei dicembre le nuove misure saranno pronte ad entrare in azione per contenere la quarta ondata di coronavirus che sta colpendo il nostro paese. 

La teoria dietro a queste norme è di premiare i vaccinati. Chi ha rispettato le indicazioni del governo e delle autorità sanitarie nazionali e internazionali non può sottostare alle stesse misure di chi, avendo ogni carta in regola per essere vaccinato ma rifiutando comunque l’immunizzazione, mette in pericolo la salute sua e di tutte le persone che invece non possono vaccinarsi. 

La certificazione verde sarà quindi sdoppiata. Il vecchi Green Pass rimarrà per il lavoro e le attività fondamentali. Quello nuovo, concesso solo a vaccinati e guariti, sarà dal sei dicembre in poi necessario per accedere a tutta una serie di servizi che si svolgono al chiuso, e i cui contesti favoriscono il contagio. 

Super Green Pass, il doppio Green Pass e i controlli

Cardine di questo nuovo decreto è il Green Pass Potenziato, chiamato dai più Super Green Pass. Questa nuova certificazione non sostituisce il Green Pass, ma lo affianca. L’unico modo di ottenerlo è la vaccinazione, che permetterà di accedervi per nove mesi, o l’avvenuta guarigione dalla malattia, che lo garantirà per sei. Non è stata ridotta invece la validità dei tamponi che permettono di ottenere il Green Pass base, che rimane la stessa. 

Il nuovo Green Pass sarà accompagnato da un netto aumento dei controlli eseguiti dalle forze dell’ordine. Fino ad ora infatti, il vero punto debole della strategia attorno al Green Pass è stata la mancanza di controlli ad ampio spettro. Draghi si sarebbe dimostrato insofferente verso le lamentele di mancanza di uomini, e avrebbe ordinato al ministero dell’interno di mobilitare gli agenti di tutte le forze di polizia per assicurare una maggiore sorveglianza. 

"Entro 3 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, i Prefetti sentono il Comitato provinciale ordine e sicurezza, entro 5 giorni adottano il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia, relazionando periodicamente” ha poi affermato il Presidente del Consiglio in conferenza stampa.

La durata di queste norme è per il momento molto limitata. Il Super Green Pass ha una data di scadenza fissata al 15 gennaio 2022, ma non è detto che il governo non decida, in caso di necessità, di prolungarlo ulteriormente. La speranza è che questa sia l’ultima spinta necessaria a far vaccinare la parte mancante della popolazione e arrivare all’immunità di gregge.

Super Green Pass, obbligo vaccinale

Assieme alle nuove misure sul Green Pass, il cui preciso utilizzo vedremo nei prossimi paragrafi, è stata anche inserita nella norma una nuova spinta ai vaccini tramite l’obbligo per legge. Dal 15 dicembre una serie di categorie di lavoratori pubblici saranno obbligati a vaccinarsi, e non potranno più semplicemente lavorare con il Green Pass base. 

I primi ad essere coinvolti dall’obbligo sono i militari, dall’esercito alle forze dell’ordine. Una misura già presa in molti stati, in particolare per quanto riguarda le forze armate la cui salute è ritenuta fondamentale per la sicurezza nazionale. 

Segue l’obbligo di terza dose per tutto il personale sanitario medico e infermieristico di ospedali pubblici, privati e strutture per anziani. Questa potrà avvenire a cinque mesi minimo dalla data della seconda dose. I sanitari sono stati i primi a vaccinarsi, e gli effetti di immunizzazione sulla categoria si stanno indebolendo. È quindi fondamentale garantire una protezione totale per la categoria. 

Ad aderire all’obbligo vaccinale saranno anche i professori di scuola. Questa decisione è stata presa in attesa che l’Agenzia Europea del Farmaco autorizzi l’utilizzo del vaccino per i bambini tra i 5 e gli 11 anni. In questo modo ad essere protetti, più che la categoria degli insegnanti, sono proprio i più giovani, che sarebbero altrimenti quotidianamente esposti al rischio di entrare in contatto con adulti non vaccinati. L’obbligo vale anche per il resto del personale scolastico. 

Infine anche le forze dell’ordine saranno obbligate a completare il ciclo vaccinale, al fine di garantire loro maggiore sicurezza nei rafforzati controlli per il Green Pass. Tutte queste categorie avranno poi accesso alla terza dose una volta passati cinque mesi dalla seconda, anche sotto i 40 anni. 

Super Green Pass per locali e palestre

Si separa con questa norma la strada di palestre e centri sportivi in generale, e dei locali ricreativi. Bar, ristoranti, sale da ballo, discoteche, sale da concerto e tutte le strutture simili dovranno infatti dal sei dicembre controllare che i propri clienti abbiano il nuovo Green Pass rafforzato, anche in zona bianca. Stessa regola vale anche per i cinema e i teatri, gli stadi e gli altri eventi sportivi e le cerimonie pubbliche come i matrimoni. 

In queste strutture il Green Pass Rafforzato permetterà di ignorare le restrizioni imposte dalle zone colorate. In zona gialla ad esempio, i possessori di Super Green Pass saranno autorizzati a stare in più di quattro al tavolo. In zona arancione si potrà continuare a mangiare all’interno dei ristoranti, ma solo se si è vaccinati o guariti. In queste zone non ci saranno limitazioni delle capienze di cinema, teatri e stadi. 

Per le palestre invece il discorso cambia. Gli impianti adibiti all’attività sportiva saranno accessibili anche con il Green Pass base, così come gli spogliatoi. Queste regole rimangono in vigore sia per la zona bianca che per quella gialla, ma cambiano in zona arancione. In caso la regione arrivi all’arancione infatti, le palestre e gli altri impianti non chiuderanno, ma saranno accessibili ai soli possessori di super Green Pass. In zona rossa invece queste strutture saranno chiuse. 

Super Green Pass, trasporti e alberghi

La vera rivoluzione arriva però in ambito trasporti e accoglienza. La prima, grande decisione del governo è quella che riguarda il trasporto pubblico con tratte brevi, come i bus, i treni regionali e le metropolitane. In questi mezzi sarà necessario a partire dalla zona bianca, avere il Green Pass base per poter accedere. 

Una vera e propria rivoluzione per milioni di pendolari che ogni mattina affollano i mezzi pubblici di tutto il paese, e che dal sei dicembre dovranno possedere il Green Pass. Vale, in tutte le zone comunque, la versione base della certificazione, ottenibile con i tamponi molecolari o rapidi. 

Il problema di questa misura è quello dei controlli. Per quanto riguarda i mezzi a lunga percorrenza come aerei o treni ad alta velocità con tratte nazionali, i controlli andranno eseguiti al momento dell’imbraco e saranno a tappeto. Sarà dunque impossibile salire su uno di questi mezzi senza un Green Pass. 

Per gli altri mezzi invece una soluzione simile non è pratica, sia per le code e i ritardi che causerebbe, sia per la quantità di personale che richiederebbe. I controlli saranno probabilmente eseguiti sui mezzi in corsa a campione, in modo simile a quelli che si fanno attualmente per i biglietti e probabilmente nello stesso contesto. 

Ma non sono soltanto i trasporti a cambiare, anche gli alberghi dovranno adattarsi alle nuove regole in vista soprattutto della stagione invernale. Fino a questo momento il Green Pass era richiesto solo per accedere a ristoranti, piscine e bar degli alberghi, ma ora anche per dormire nelle strutture sarà necessaria la certificazione base. 

Per gli ospiti degli alberghi, e solamente per loro, il Green Pass base basterà per accedere anche alle strutture interne dell’albergo, come bar o piscine. Se ad usufruire di questi servizi saranno invece persone non ospiti dell’albergo, servirà come per legge, il Super Green Pass. 

Infine il governo prevede anche di intensificare i controlli alle frontiere per le persone provenienti dai paesi ad alto tasso di contagio. Per i cittadini UE però, questo richiederà l’autorizzazione della Commissione Europea. 

Super Green Pass, perché la Lega non dice nulla?

Siamo stati abituati in questi mesi ad una strana danza tra Governo e Lega. Ad ogni nuova restrizione o misura sulla pandemia che l’esecutivo guidato di Mario Draghi ha preso, la voce del leader della Lega Salvini si alzava in sdegnata protesta. Seguivano giorni di tensione, incontri privati, annunci, e poi, immancabile, il voto favorevole, compatto e fedele dell’intero carroccio ad ogni singola restrizione. 

Questa volta però il rituale non si è compiuto. Matteo Salvini non ha proferito parola su quelle che sono di fatto delle nuove restrizioni. Nessuna critica, nessuna invettiva, soltanto un silenzio assenso che sa tanto di resa. 

Il motivo dietro all’arrendevolezza del segretario del carroccio sta nel fatto che questa battaglia, quella per un rafforzamento del Green Pass, è stata portata avanti proprio dal suo partito, nelle persone dei governatori di regione. La lega ha infatti due anime, quella definita “di lotta”, incarnata da Salvini e che si esprime con slogan e post su Facebook, e quella “di governo”, incarnata dal ministro Giorgetti e che è più attenta alla politica sul territorio come da tradizione del partito. 

Nelle scorse settimane, a seguito di alcune dichiarazioni di Giorgetti, le due anime si erano scontrate. Salvini aveva battuto i pugni sul tavolo, rivendicando che il partito è suo, e che è lui a dettare la linea. Sembrava una vittoria per il segretario, e una resa dei presidenti di regione e di Giorgetti. Alla prima prova pratica però, gli equilibri sembrano ben diversi. 

Sono stati infatti i presidenti a dettare la linea, con Giorgetti a rappresentarli in consiglio dei ministri (dove Salvini non siede in quanto non ha un incarico ufficiale in questo governo). Il segretario invece è rimasto al suo posto, accettando in silenzio le nuove restrizioni.