Di seguito riportiamo l'intervista ad Emanuele Rigo, General Manager di Newtraderlab, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse.

Il mercato in questo momento sta prezzando un rialzo dei tassi da parte della Fed nell'ordine di 75 punti base.

Un incremento del costo del denaro che continua a pesare sull'andamento dell'euro-dollaro, ma sembra sia stato abbastanza interiorizzato dagli operatori con un cross sui livelli attuali.

La parte di rimbalzo almeno per il momento la possiamo dimenticare, salvo sorprese al ribasso rispetto a questo rialzo dei tassi USA, ma allo stesso possiamo anche abbandonare l'idea di un possibile ulteriore collasso delle quotazioni.

L'euro-dollaro difficilmente dovrebbe crollare ancora, questo anche per effetto delle decisioni della BCE di interrompere gli acquisti di titoli di Stato nel programma PEPP e di passare già a luglio al primo rialzo dei tassi.

Sappiamo che negli Stati Uniti l'aumento del costo del denaro è avvenuto prima della fine del quantitative easing.
Si è assottigliata la divergenza a favore di dollaro e si è riequilibrato il mercato che però è ancora molto soggetto a volatilità, legata all'entità delle azioni delle Banche Centrali.

Un rialzo dei tassi dello 0,75% da parte della Fed domani potrebbe far scendere l'euro-dollaro al massimo di un'altra mezza figura e non dovrebbe portarci a ulteriori affondi perchè tutto sommato è già tutto abbastanza scontato.

In caso di sorprese diverse, ovvero un rialzo minore dei tassi o una minore aggressività della politica monetaria, si potrebbe assister a un rialzo dell'euro-dollaro verso quota 1,05/1,055.

L'oro si sta indebolendo sempre più, viaggiando a poca distanza da quota 1.800 dollari. Si scenderà ancora o dai livelli attuali si potrà tornare più in alto?

L'oro ha negato tutto il rialzo ed è tornata la relazione inversa tra tassi USA e valore del metallo giallo.
Le quotazioni di quest'ultimo sono tornate sui valori di inizio 2022 e a mio avviso la situazione potrebbe evolvere in maniera analoga a quella dell'euro-dollaro.

In caso di maggiore aggressività della Fed potremmo vedere l'oro calare ancora, mentre in caso di leggero o minore approccio sul tema dei tassi, il gold potrebbe salire verso i 1.850/1.870 dollari l'oncia.

Il petrolio continua a salire senza sosta. Cosa può dirci di questo asset?

Speravo di sbagliarmi la scorsa settimana, ma il petrolio ha continuato a spingersi in avanti e ora il prossimo target è in area 125 dollari.

Per il momento continua la guerra e prosegue l'aumento della domanda dalla Cina, quindi non vedo soluzioni di discontinuità rispetto al trend rialzista in atto.

L'obiettivo dei 125 dollari sarà una prima tappa per il petrolio, con possibili salite fino ai 127 dollari, mentre vedo meno probabile un ritorno sui massimi dell'anno in area 130 dollari almeno nell'immediato.

Le Borse stanno vivendo sedute ad alta tensione tanto in Europa quanto negli Stati Uniti. Quali le sue attese per le prossime sedute?

I mercati azionari erano molto alti e avevano subìto delle pressioni rialziste molto importanti che li hanno portati a toccare dei livelli probabilmente non del tutto ragionevoli. 

La congiuntura di situazioni che si è verificata è perfettamente propizia per andare a scaricare le posizioni.
Se domani la Fed dovesse essere un po' più aggressiva, potremmo vedere un altro po' di discesa dell'azionario prima di stabilizzarci.

Nel breve-medio termine mi aspetto una stabilizzazione delle quotazioni sui valori attuali, quindi su livelli bassi visti nella prima parte del 2021 dopo il rally molto forte del 2020 seguito al crollo dovuto alla pandemia.

Ancora debolezza generalizzata sull'azionario, cui dovrebbe seguire un consolidamento intorno ai valori attuali.