Recensione di Forspoken: un open world "isekai" di magie frenetiche e spettacolari

Esploriamo a fondo l'esperienza di Forspoken, videogioco appena uscito per opera di Square Enix: ci immergeremo in un mondo esplosivo, con un sistema di battaglie rapido e incalzante, vari elementi positivi ma anche qualche controparte negativa.

Recensione di Forspoken

In questo 24 gennaio esce unicamente per PS5 e PC il nuovo action-RPG di Square Enix: Forspoken. La sua premessa è il trasporto improvviso ed immediato in un incredibile e rischiosissimo mondo magico.

Tra battaglie ricche di incantesimi potenti, effetti spettacolari e una meccanica open-world, vediamo se anche stavolta la Square riuscirà a conquistare tutti i giocatori, o se finirà per deluderli con alcuni difetti.

L'approccio "isekai", premesse intriganti ma diversi punti deboli, la trama di Forspoken

Forspoken inizia a New York, dove una ragazza di nome Frey non ha vissuto una vita facile: sola al mondo perché abbandonata da bambina, si è vista costretta ad arrangiarsi, crescere in strada, sottostare alle regole delle gang e compiere illegalità.

Per lei tutto sembra perduto, la vita continua a dirle il peggio, e sta meditando decisioni tragiche, quando viene improvvisamente trasportata in un magazzino che contiene un misterioso bracciale. Lo tocca e si vede materializzata in un altro mondo: il mondo magico di Athia.

Qui, assistita dal bracciale (senziente e parlante), cerca un modo per tornare nel proprio mondo ma viene inghiottita dagli intrecci di Athia, dove sarà costretta a vedersela con terribili nemici. Con un'enorme differenza: stavolta potrà usare la magia.

Il gioco è di produzione giapponese, quindi non ci stupiamo troppo di vedere un approccio isekai. Per i meno avvezzi l'isekai è un genere, di solito di anime e manga, in cui un personaggio muore a inizio serie e si reincarna in qualcun altro, però all'interno di un mondo immaginario, dove troverà avventure, sogni, amicizie e riscatto.

Il problema nella trama di Forspoken non è l'approccio isekai, che non tutti amano ma si può comunque usare bene, bensì la banalità di alcuni temi. Il background di Frey è semplicemente "triste" senza troppi approfondimenti, tanto pesante e difficile da sembrare artefatto.

Una ragazza, un'infanzia solitaria, una vita dura, pensieri tremendi, una svolta improvvisa e per nulla motivata. I cliché sono un po' tanti.

Le cose migliorano un po' con la trama del mondo magico di Athia, che offre spunti maggiori. Ma anche lì ci sono dei difetti, soprattutto nei personaggi secondari e nelle loro personalità: vedremo approfonditi principalmente i protagonisti e i loro alleati e nemici, non molto di più.

Il grande punto forte: un sistema di combattimento spettacolare

L'approccio alla storia non è dei migliori, ma Forspoken si riscatta in pieno sul sistema di battaglie.

Il solo fatto di trovarsi in un mondo magico, e quindi di avere a disposizione della magia, viene sfruttato nel migliore dei modi da Forspoken. Frey potrà utilizzare parecchi incantesimi, di natura anche molto diversa, durante la stessa battaglia. Questo grazie a comandi intuitivi, velocissimi e incalzanti.

Ogni incantesimo ha effetti differenti e la bellezza del titolo sta nel loro mix frenetico all'interno di ogni lotta. Starà al giocatore scambiarli velocemente e usare su ogni nemico, anche in battaglie contro folte orde, quello giusto per piazzare una nuova uccisione.

Naturalmente non abbiamo solo una serie di incantesimi "belli" da usare. Ci sarà bisogno di strategia, perché i più potenti hanno bisogno di ricaricarsi, e quelli sempre disponibili sono più deboli.

Ma questo è proprio il punto forte del gioco: è estremamente stimolante imparare come gestire gli attacchi, come e su chi scagliarli, quali strategie adottare, il tutto in battaglie davvero veloci e che appagano tantissimo a ogni vittoria.

La maggior parte dei nemici è interessante e varia, offrendo la possibilità di sfruttare tutta questa abbondanza magica. Ne risulta che ogni sfida sarà fonte di dinamismo e divertimento senza riserve, un pregio che per molti diventa primario.

Comparto tecnico e open world: i più e i meno di Forspoken

Nel settore tecnico ci troviamo in una valutazione intermedia, tra pregi e difetti.

La componente open world non è sfruttata proprio appieno. Le ambientazioni sono interessanti e alcuni elementi di scoperta fanno venir voglia di girare per Athia, sperimentare incantesimi su nemici minori, accumulare collezionabili e cercare oggetti.

Il punto forte dell'open world è il sistema di parkour magico della protagonista: saprà scattare in modo super dinamico tra montagne e palazzi, rendendo l'esplorazione un piacere fluidissimo per occhi e joypad, ed evitando la noia di lunghe camminate.

D'altra parte i luoghi non sono così vari, la mappa non è troppo ampia, e le missioni secondarie non sono certo il top, non riuscendo ad aggiungere qualcosa di sostanziale alla storyline principale. Inoltre la grafica soffre di mancanze.

Le esplosioni particellari degli incantesimi, intendiamoci, sono eccezionali. C'è da stare a guardarle per ore, per colore e luminosità. Gli sfondi però non sono altrettanto dettagliati, e mancano di quella spettacolarità che coinvolge big del settore come Horizon Forbidden West.

Infine il difetto grafico più grosso lo soffrono i personaggi, animati in modo poco fluido (sia nel movimento che nelle espressioni facciali). Anche i loro dialoghi non sono granché, talvolta invadenti o troppo lunghi, e si sente forte l'assenza di un doppiaggio italiano che alleggerisca il tutto.

In tutto il comparto tecnico eccetto il parkour, Forspoken perde di molto il confronto anche col primo Horizon, Zero Dawn, e anche su console vecchie.

Conclusioni: la valutazione su Forspoken

Forspoken è un bel titolo, ma non può dirsi pienamente riuscito. Innanzitutto gli manca la spinta di trama, di emotività, che coinvolge giochi più rinomati: l'inizio è un po' generico e forzatamente "serio", il prosieguo è migliore ma non spicca.

Il sistema di combattimento però è eccezionale, bene anche quello di potenziamento e crescita del personaggio. La difficoltà del titolo sembra adeguata e, grazie, ai tre livelli, stimolante; la longevità è nella media, manca qualcosa che la allunghi, come un post-game o missioni secondarie al top.

D'altronde, la grafica brilla nelle magie e difetta altrove, mostrando ancora una volta un su e giù complessivo. In conclusione, non giocherete a Forspoken per la trama, per i personaggi o per la bellezza visiva dei fondali.

Ma ci giocherete con estremo piacere per i combattimenti, tra i migliori mai visti con la magia. Forse costringendovi a ignorare tutto il resto, certo, ma senza dimenticare che, tra parkour, velocità, scivolate e esplosioni incredibili, le sfide non mancheranno mai di dare soddisfazione.