Mediaset: ecco cosa succederà a MFE dopo la morte di Berlusconi

Con la morte di Silvio Berlusconi il futuro di Mediaset passa in mano agli eredi, ecco cosa succederà al secondo gruppo televisivo d'europa

La morte di Silvio Berlusconi scuote non solo il mondo della politica ma anche il mondo della finanza. L’uomo, prima di essere una figura di riferimento politico era anche un imprenditore, fondatore e proprietario di quello che ad oggi è il secondo gruppo televisivo più grande d’Europa, ovvero Media for Europe (MFE), noto in Italia più semplicemente come Mediaset.

La struttura economica di Mediaset

Nato semplicemente come Mediaset, poi diventato Gruppo Mediaset e in fine Media For Europe (MFE), Mediaset è il secondo gruppo televisivo più grande d’Europa oltre che e primo gruppo televisivo in Italia, la società è stata fondata negli anni ottanta da Silvio Berlusconi, per poi diventare Gruppo Mediaset nel 1993, ed in fine Media for Europe nel 2021.

La società dal 1996, è controllata al 100% da Fininvest, holding fondata nel 1975 da Silvio Berlusconi di cui l’ex presidente del consiglio deteneva una quota di maggioranza del 61,2% mentre i cinque figli detenevano rispettivamente Marina e Piersilvio Berlusconi una quota del 7,65% mentre Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi il 7,14%.

Il nodo ereditario

Come anticipato il futuro di Mediaset è legato al futuro di Fininvest, la holding controllata dalla famiglia Berlusconi che ora, con la morte di Silvio Berlusconi, vede subentrare gli aspetti ereditari.

Fino alla sua morte l’ex premier italiano controllava una fetta del 61% della compagnia mentre il restante 39% circa era controllato dai cinque eredi in quote dal 7% circa. Con la dipartita del cavaliere la quota di maggioranza dovrà essere ripartita tra gli eredi e in questa successine giocherà un ruolo centrale il testamento dell’ex presidente.

Secondo alcuni esperti, il nodo centrale della successione ereditaria riguarderà una quota del 20%, vale a dire 1/3 dell’eredità di Berlusconi che, per la legge ereditaria italiana, può essere assegnata liberamente.

In questi termini i due eredi che da tempo hanno ricoperto ruoli e incarichi di responsabilità nell’impero di famiglia, vale a dire Marina e Piersilvio Berlusconi, figli maggiori e già proprietari di una quota maggioritaria rispetto agli altri fratelli e sorelle, potrebbero ottenere un eredità più ricca.

Nello specifico Marina Belusconi risulta attualmente presidente della holding di famiglia Fininvest mentre Piersilvio è alla guida di Media For Europe.

Tra i due figli maggiori del cavaliere, il nome di Marina Berlusconi appare come il più plausibile per una reale successione alla guida dell’impero di famiglia. A sostegno di questa tesi l’inserimento nel 2008 da parte di Forbes nella lista delle ereditiere più ricche al mondo, con un eredità stimata di 9 miliardi e 400 milioni di dollari. Inoltre, dal 2018, Marina Berlusconi è predente nella lista delle 20 donne più influenti della televisione secondo il magazine statunitense The Hollywood Reporter.

Secondo altri invece, l’eredità di Berlusconi verrà distribuita ai 5 figli in modo paritario, con un leggero sbilanciamento vero i figli minori, così che, alla fine del processo ereditario, tutti i figli del cavaliere possano godere di fetta dell’impero di famiglia uguale agli altri fratelli.

In ogni caso, il nodo ereditario non riguarda solo la proprietà delle quote Fininvest, ma anche, il ruolo degli eredi nell’impero di famiglia.

La posizione di Piersilvio Berlusconi alla guida di MFE potrebbe non essere confermata, così come potrebbe essere messa in discussione la nomina di Marina Berlusconi alla guida di Fininvest e Mondadori.

Tutto dipenderà da come verranno ripartite le quote ereditarie e quale direzione i nuovi azionisti di maggioranza della famiglia Berlusconi vorranno imprimere all’azienda di famiglia.

Mediaset in Borsa

La scomparsa di Silvio Berlusconi, e l’attesa per il futuro di Fininvest ha portato, nelle ore immediatamente successive alla morte di Berlusconi a conquistare oltre il 10% del proprio valore, passando da circa 0,68€ ad azione ad un massimo di 0,76€ ad azione per poi assestarsi intorno ai 0,72€ ad azione nei giorni seguenti.

Secondo gli esperti, non vi sono stati troppi scossoni sul piano finanziario poiché, la complicata e controversa situazione clinica di Silvio Berlusconi, più volte ricoverato d’urgenza negli ultimi mesi, avevano ampiamente preparato i mercati alla sua dipartita. Ne consegue tuttavia che, se da un lato i mercati erano pronti alla scomparsa del cavaliere, ciò che succederà al titolo con l’effettiva successione ereditaria, è ancora tutto da definire.

I vari scenari possibili sono ancora tutti da scrivere e dipenderanno da tanti fattori.

Il primo fattore sarà sicuramente legato alla leadership della holding di famiglia e di MFE.

Antonio Coppola
Antonio Coppola
Copywriter, classe 1989. Sono nato a Napoli. Laureato in Storia Contemporanea e specializzato in geopolitica e relazioni internazionali presso l'Università di Pisa, nella vita mi occupo di divulgazione, marketing e comunicazione. Scrivo sul web da oltre 10 anni. Appassionato di scrittura e tecnologia, ho collaborato con diversi portali e riviste di settore nel mio campo e nel 2012 ho avviato un mio progetto di divulgazione storico culturale ed un podcast, grazie ai quali ho avuto modo di stringere collaborazioni con aziende, enti e riviste di settore ed ho avuto modo di esplorare e approfondire il mondo della SEO e del Web Marketing.
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