Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari si presentano ancora sui massimi, senza mostrare particolari tentennamenti. Qual le attese per le prossime sedute?

Sempre più tentativi di superare i massimi assoluti, ma evidenti battiti in testa del Dow Jones, giunto ancora sui 34.000 punti, ad un centinaio di punti dai record, sia per il future (33.950), che per l'indice (34.050).

Area 34.000 pare ormai da settimane una resistenza psicologica e molto dura da superare per il Dow Jones.
Ancora più combattuto il Nasdaq, stabilmente sotto i 14.000 punti ed in ulteriore indebolimento anche nella prima seduta della settimana.

Il più "usato" ed affidabile indice e future, l'S&P500, molto più stabile, si trova praticamente sui massimi dei 4.200 punti, mentre il Russell 2000, pare avviato a replicare la miglior tenuta dell'S&P500.

Ci attendiamo uno storno fra la fine degli aiuti ai mercati della vecchia amministrazione Trump ed i nuovi, ma ampiamente finanziati dalla nuova amministrazione Biden, con tasse sui patrimoni superiori al milione di dollari e sulle transazioni e plusvalenze sui mercati finanziari.

Questo, unitamente all'impossibilità di fronteggiare i grossissimi problemi pandemici, che stanno bussando alla porta sulle due opposte ponde dell'Atlantico, induce a propendere per un imminente storno dei mercati USA di un buon 10%/15%.

Atteso un effetto domino anche sui meno "tirati" mercati Europei, ma sempre esposti a detti contagi, soprattutto per i Paesi affacciati sul Mediterraneo, come Spagna, Francia ed Italia.

A Piazza Affari il Ftse Mib si muove in uno stretto trading range da alcune sedute: quali le possibili evoluzioni nel breve?

Per il Ftse Mib, aggravato dal perdurare di una insufficiente vaccinazione e non certo ancor rassicurante fase politica che sta preoccupando non poco gli stessi scienziati, in netto disaccordo sulle riaperture troppo premature, pensiamo possa arrivare in trascinamento una fase correttiva qui intorno al 10%.

Un movimento simile potrà portare il Ftse Mib e il relativo future con scadenza settembre sui 22.500/22.600 punti, con punte intraday anche verso i 22.200/22.300 punti.

Unicredit e Intesa Sanpaolo saranno chiamati al test dei conti nelle prossime giornate: su quale dei due consiglia di puntare ora?

Tra i due big del comparto bancario puntiamo sempre decisamente sul numero uno, Intesa Sanpaolo, che ormai staziona da tempo in area 2,30/2,35 euro, con incorporato in pancia un generoso doppio dividendo relativo agli esercizi 2019 e 2020.

Unicredit, pur muovendosi in range molto ampio fra poco sopra 7,50 euro e poco sotto i 9 euro, rimane esposto a bruschi ritracciamenti, essendo fra l'altro sulla parte alta di detta" forchetta", se il mercato dovesse stornare come detto, ma soprattutto se la banca dovesse scegliere o meglio subire l'imposizione del boccone indigesto e poco gestibile rappresentato da Banca MPS.

Meglio solo alleggerire sui prezzi odierni, posti sui massimi di periodo fra 2,33/2,34 euro, fino ad un 50% di Intesa Sanpaolo, salvo ricomprarla il giorno di stacco cedola per il medio lungo termine.

Vendere invece totalmente sui prezzi odierni di mercato Unicredit.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Stellantis e Ferrari e quali indicazioni ci può fornire per entrambi?

Due strategie diverse per i titoli da lei indicati.

Con l'ausilio delle opzioni anche a copertura, consigliamo di tradare Stellantis che dopo aver perso dai massimi assoluti, per noi esagerati, di 15,50/15,60 euro, e stornato fino sui supporti di 13,50/13,60 euro, è ritornato sorretta da logici e nuovi mirati acquisti in area 14 euro.

Per Stellantis il range nel quale  entrare è fra 13,50/13,60 e 14/14,20 euro.

Su Ferrari alleggerire ulteriormente fin poco sopra 180 euro un buon 50% e uscire ancora definitivamente sui massimi in area 190 euro.

L’euro-dollaro sta provando a recuperare terreno dopo il ritracciamento dai recenti top: cosa aspettarsi ora?

Il range attuale dell'euro-dollaro si è alzato ancora un po', fra 1,20/1,2050 e 1,21/1,2150 toccati la scorsa settimana e tenderà ancora ad alzarsi ulteriormente.

Il cross dovrebbe a breve andare a ritestare il livello già toccato fra autunno ed inverno 2020/2021, in area 1,23.

Non escludiamo in seguito rialzi ancora più marcati dell'euro-dollaro fino a 1,25, raggiunti i quali però dovrebbe intervenire a difesa la BCE, per non rafforzare troppo l'euro.