A Piazza Affari la seduta odierna si è conclusa in positivo per le utility che hanno beneficiato della positiva intonazione del Ftse Mib.

Utility in positivo

A rimanere più indietro degli altri è stato Italgas che si è accontentato di un rialzo dello 0,24%, preceduto di poco da A2A che ha guadagnato lo 0,34%, mentre Snam e Terna si sono mossi di pari passo, salendo dello 0,73% e dello 0,75%.

Più tonici Enel ed Hera che hanno chiuso gli scambi con un vantaggio dell'1,23% e dell'1,45%.

Utility in rialzo, ma Spread e BTP sotto pressione

Le utility non si sono lasciate condizionare in alcun modo dall'andamento del mercato obbligazionario.
Lo Spread BTP-Bund, pur fermandosi poco sopra i minimi di seduta, è salito del 2,67% a 188,3 punti base.

Vendite sui BTP che hanno visto balzare i tassi, tanto che il rendimento del decennale ha chiuso in rally del 3,1% al 2,831%.

Utility: le novità del decreto energia. Aumenta la tassazione

Le utility non hanno risentito neanche delle ultime novità arrivate dal fronte politico, con particolare riferimento al nuovo decreto energia.

In quest'ultimo è previsto l’innalzamento della tassazione provvisoria sulla crescita del gross margin ai fini IVA che dal 10% diventa del 25% nel periodo ottobre 2021- aprile 2022.

Le società coinvolte hanno finora dato indicazione di effetti contenuti nel periodo indicato, con impatti nell’ordine dei 10-30 milioni che vengono quindi raddoppiati dalla nuova norma.

Equita Sm evidenzia che l’impatto non dovrebbe essere particolarmente rilevante considerando la natura una-tantum del provvedimento.

Inoltre, nel periodo citato le società non hanno realizzato extra-profitti consistenti, in ragione dei contratti di vendita forward chiusi nei mesi scorsi a prezzi più contenuti.

Utility: Equita SIM commenta le ultime novità

Gli esperti di Equita SIM stimavamo effetti, considerando le coperture, nell’ordine dell 1%-2% dell’Ebitda per il settore, che vengono quindi raddoppiati con la nuova misura.

L’ambito di applicabilità della norma, e le eventuali esclusioni, rimane tuttavia incerto.
Gli analisti parlano di una notizia negativa per il settore utilities, ad esclusione dei settori regolati, anche se con impatti potenzialmente contenuti.

Utility: Italia sarà indipendente dal gas russo a partire dal 2024

Sempre parlando del settore utility, da evidenziare che Repubblica riporta un’intervista a Roberto Cingolani, nella quale il ministro da indicazione sull’indipendenza dal gas Russo per l’Italia, attesa nel 2024.

Secondo il ministro l’indipendenza sarà raggiunta con maggiore import dall’Algeria per 9 miliardi di metri cubi e per un aumento della produzione LNG da Algeria, Angola, Congo e Qatar per 1,5 miliardi di metri cubi già quest’anno, con l’obiettivo di arrivare a 12,7 miliardi di metri cubi nella seconda metà del 2024.

L'indipendenza sarà raggiunta anche con risparmi da penetrazione rinnovabili e biocarburanti per 2,5 miliardi di metri cubi già quest’anno e per 10 miliardi nella seconda metà del 2024.

Secondo il ministro non avremo emergenze gas se le forniture non saranno interrotte per tutto il 2022, mentre invece potremmo avere alcune emergenze nel caso in cui le forniture dovessero interrompersi a breve termine.

Nonostante le indicazioni del ministro, secondo Equita SIM, gli obiettivi di indipendenza nel periodo indicato sembrano molto sfidanti.