Con l’eliminazione dello Stato di Emergenza dello scorso 31 marzo 2022 l’obiettivo dell’esecutivo Draghi era solo uno: far ripartire il turismo nel Bel Paese. E così è stato! Il turismo è, finalmente, ripartito. 

Le previsioni che eran state fatte per la settimana di Pasqua si sono avverate e il bilancio è positivo. Il Presidente di Confesercenti di Firenze, infatti, aveva dichiarato a Today poco prima del week-end di Pasqua che:

“C'è un discreto numero di prenotazioni, siamo al momento intorno al 70% della capienza. Non tutte le attività però sono aperte quindi si tratta di un dato parziale.”

Insomma, pare proprio che gli italiani non vogliano rinunciare ai viaggi, sia sul territorio nazionale che all’estero. Dall’altra parte, però, con le aperture graduali dal 1° aprile in poi è sorto un altro problema: la mancanza di personale

Alberghi e ristoranti, infatti faticano a trovare lavoratori. Secondo alcuni la motivazione è solo una: è più comodo percepire il Reddito di Cittadinanza RdC, piuttosto che andare a lavorare. Da qui, allora, nasce l’idea appoggiata dall’esecutivo Draghi: impiegare i beneficiari di RdC nel turismo. Ora!

Draghi, inserire i beneficiari di RdC nel turismo! Si può fare?

La carenza del personale non interessa unicamente il settore del turismo, ma tutti i settori. Mancano, cuochi, lavapiatti, barman, camerieri e receptionist. 

Se, da un lato, ristoratori e gli albergatori lamentano la mancanza di personale, soprattutto giovane, da inserire nell’organico – sia del settore del turismo che in altri settori – dall’altro i giovani lamentano dei bassi comensi offerti per lavorare. 

Per questo si continua a preferire il RdC, la misura targata Movimento Cinquestelle che teoricamente dovrebbe aiutare i cittadini che la percepiscono a trovare un impiego. Nella teoria, infatti, è tutto chiaro, ma nella pratica?

Gli stipendi di base percepiti da un facchino o da un cameriere, infatti, sono molto simili agli importi erogati dall’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale per il RdC, il Reddito di Cittadinanza. Insomma, perché lavorare (turismo e non) quando si può percepire comodamente il RdC senza fare nulla?

La musica, però, sta per cambiare. Il Governo Draghi, infatti, è possibile che rimpiazzi la carenza di personale, in particolare delle strutture del settore del turismo in vista dell’estate, con i percettori della misura pentastellata RdC.

RdC, ok dall’esecutivo Draghi per l’impiego nel turismo

Esiste veramente una correlazione tra la mancanza di personale nel settore del turismo e il RdC, Reddito di Cittadinanza? Questa domanda è stata fatta direttamente al Ministro del Turismo del Governo Draghi, Massimo Garavaglia, che ha risposto:

“Condivido le considerazioni degli onorevoli interroganti circa l’evidenza e l’esigenza di rivedere la disciplina del Reddito di Cittadinanza RdC in modo da rimodularla per agevolare l’effettivo inserimento dei disoccupati nel mondo del lavoro, piuttosto che fornire loro una fonte di reddito non finalizzata in concreto a tale scopo.”

Inoltre, da una recente indagine che è stata resa pubblica da Unioncamere e dall’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro ANPAL, in questi mesi che verranno occorreranno, solo per il settore del turismo, più di 250.000 nuovi lavoratori. 

Pare quindi scontato che, per soddisfare questa enorme richiesta di personale, il governo Draghi rivedrà le procedure di assegnazione e pagamento del RdC. In particolare, si partirà proprio dai più giovani, coloro che riusciranno con più facilità ad essere inseriti nel mondo del lavoro. 

Insomma, è evidente che il Reddito di Cittadinanza, misura pagata mensilmente dall’INPS a chi possiede i requisiti necessari (di cittadinanza, reddituali e patrimoniali) incide particolarmente sulla ricerca attiva di lavoro. Soprattutto se gli stipendi sono simili al RdC per importo!

Il Ministro del Turismo dell’esecutivo Draghi, Massimo Garavaglia, ha poi semplificato il discorso, parlando della correlazione tra RdC e la ricerca di un’occupazione:

 “c’è chi preferisce fare 3 giorni a chiamata e non andare oltre, proprio per non perdere il Reddito di Cittadinanza.” 

Dall’altro lato, è pur vero che molte volte l’impiego offerto dal datore di lavoro prevede una retribuzione inadeguata rispetto alle numerose ore di servizio richieste.



Draghi: ok a ricollocare i beneficiari RdC nel settore del turismo!

A questo punto i due ministri del Governo dei Migliori, Draghi, il Ministro del Turismo e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, si confronteranno in questi giorni per trovare una soluzione, ma soprattutto per riformulare e correggere la misura del RdC in vista della grande richiesta per il lavoro stagionale.

L’obiettivo, ora che il turismo è ripartito, è solo uno: incentivare il collocamento e la ricollocazione dei beneficiari del sostegno economico a Cinquestelle, anche per contratti di lavoro stagionale per dare una risposta più efficace ai fabbisogni espressi dalle imprese del settore turistico.

Insomma, fate attenzione poiché a breve, Draghi e i suoi uomini potrebbero andare a rivedere la misura del RdC, per attenuare i suoi effetti distorsivi nel settore del turismo, oltre che nella ristorazione.

Draghi è già intervenuto sul RdC, non solo per il settore del turismo

Draghi e la sua squadra, però sono già intervenuti sulla misura del Reddito di Cittadinanza prima della pubblicazione della Legge di Bilancio 2022. Il RdC, infatti è stato rivoluzionato, partendo dall’introduzione della revoca al rifiuto della seconda offerta di lavoro congrua e del décalage mensile al rifiuto della prima.

La prima offerta di lavoro congrua, se rifiutata, fa scattare al percettore di Reddito di Cittadinanza un taglio dell’importo dell’assegno, fino ad arrivare ad un minimo mensile intorno ai 300 euro. La prima offerta sarà congrua se:

“distante meno di 80 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile nel limite temporale massimo di 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici.”

Dopo il rifiuto della seconda offerta di lavoro congrua, che potrà essere in qualsiasi città, purché in territorio italiano, scatta la revoca del RdC. 



Quando viene pagato il RdC di aprile?

La ricarica di RdC di questo mese è stata pagata dall'INPS il 15 aprile e oggi stesso. Il 15 aprile il reddito è stato versato per coloro che hanno richiesto la prima prestazione in assoluto, il rinnovo del beneficio economico o che attendevano gli arretrati. 

Nella giornata di oggi, invece, l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale ha pagato il RdC ordinario, oltre che le pensioni di cittadinanza. La PdC è:

"La Pensione di Cittadinanza è un sussidio rivolto alle persone con più di 67 anni, introdotto nel 2019. In questo articolo vedremo qual è la relazione tra PdC e Reddito di Cittadinanza, a chi spetta questa forma pensionistica, qual è l'importo erogato, come si determina e come farne richiesta."