Ritardo passaporto, il risarcimento dei danni è previsto in caso di viaggio saltato?

Ritardo passaporto, risarcimento danni per chi non riesce a partire: alcuni tour operator stanno valutando di chiederlo per le perdite subite

Il problema dei tempi biblici per il rilascio del passaporto in Italia è stato già denunciato da più parti in passato ma oltre ad essere lontano dall’essere risolto con una soluzione strutturale da parte delle istituzioni, sembra addirittura peggiorato negli ultimi mesi a causa di un incremento delle richieste.

Alcuni tour operator stanno valutando la possibilità di chiedere un rimborso per gli affari mancati ma cosa prevede la legge per i privati cittadini in caso di appuntamento o viaggio saltato? Facciamo chiarezza.

Ritardo passaporto: le cause

A dare il via a un ritardo nel rilascio dei passaporti, che nel tempo è diventato cronico, è stato il periodo della pandemia e quello immediatamente successivo della fine delle restrizioni.

Da un lato, durante la pandemia Covid, la necessità del distanziamento ha determinato una riduzione importante degli appuntamenti per la richiesta dei passaporti da parte dei cittadini. Poi, quando si è dato il via libera ai viaggi, l’impennata delle richieste – comprese quelle di chi lo aveva ormai scaduto da tempo nel cassetto – hanno mandato in tilt le questure, che, nel frattempo, dovevano fare i conti con la cronica carenza di personale. A questo va aggiunto anche il problema dei passaporti necessari per il Regno Unito dopo la Brexit e l’inadeguatezza del sistema digitale di prenotazioni.

Nonostante siano passati anni, il problema non è stato risolto – se non con misure ‘tampone’ – e in questo ultimo periodo, in alcune città si assiste addirittura a un allungamento dei tempi necessari per ottenere un appuntamento in questura.

Situazione variegata a livello nazionale

Occorre precisare che la situazione nazionale è variegata e il problema non riguarda pertanto tutte le questure. Come ad esempio ha evidenziato qualche mese fa una inchiesta di Altroconsumo, può capitare che tra una città e un comune limitrofo, esistano differenze di mesi di attesa. E, considerando che non c’è alcun vincolo territoriale, vale la pena fare una ricerca in tal senso, nel caso la propria città non sia in grado di fissare un appuntamento in tempi ragionevoli. Ci sono poi anche le eccezioni, ossia città ‘virtuose ‘ come Roma, Napoli, Firenze, Pescara e Perugia che riescono a disbrigare le pratiche in tempi brevi.

Una “scorciatoia” per le urgenze

Per chi deve spostarsi all’estero per urgenti motivi di studio, salute o lavoro, c’è la possibilità di beneficiare di tempi di procedura decisamente inferiori rispetto a quelli standard. Anche se, come spesso accade anche in altri ambiti, questa via preferenziale è stata richiesta anche da chi non ne aveva diritto-

I tour operator denunciano perdite importanti

A gennaio il ministro Piantedosi ha assicurato di aver incrementato il personale agli sportelli, intanto le associazioni del settore del turismo organizzato denunciano notevoli perdite economiche dovute ai tempi biblici necessari per ottenere o rinnovare un passaporto, tanto che stimano una perdita di 167 mila viaggi internazionali nel biennio 2022-2023, per un giro d’affari di 300 milioni di euro. E il rischio di perdere 200 milioni solo nel 2024.

Tanto che c’è chi ipotizza una possibile richiesta di danni contro queste lungaggini burocratiche che non hanno ancora trovato una soluzione strutturale. Probabilmente più un tentativo dei tour operator di ottenere visibilità per una soluzione del problema che una concreta possibilità.

Si può chiedere un rimborso?

Ma, tour operator a parte, i cittadini che vedono sfumare il viaggio di una vita o un appuntamento importante a causa dei lunghi tempi di attesa per ottenere il passaporto, possono chiedere un risarcimento del danno, laddove si riuscisse a dimostrarlo? La risposta, purtroppo, è no. In questo caso infatti, entra in gioco il principio di di auto responsabilità. In parole povere, non si dovrebbe programmare un viaggio o un appuntamento senza la certezza di essere in possesso del passaporto al momento della partenza. Non averlo è dunque considerata una negligenza del consumatore che non avrebbe diritto al rimborso. Un principio che vale anche per quanto riguarda le polizze assicurative legate alla cancellazione di un viaggio: nessun rimborso nel caso in cui non si è riuscito ad ottenere per tempo il passaporto.

Vera Monti
Vera Monti
Giornalista pubblicista e precedentemente vice- presidente di un circolo culturale, scrivo di arte e politica - le mie grandi passioni - su varie testate online cercando sempre di trattare ogni argomento in tutte le sue sfaccettature. Ho intervistato vari personaggi della scena artistica nazionale e per Trend online mi occupo principalmente di politica ed economia
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