L’ex governo Draghi tra le tante modifiche ed i molti tagli applicati alle agevolazioni per i cittadini non ha risparmiato il complesso dei bonus edilizi, con cui c’è la possibilità di ristrutturare il proprio immobile godendo in un finanziamento statale, che nel caso del Superbonus 110% è totale.

Per fortuna a questo sterminio di incentivi è sopravvissuto il cosiddetto bonus casa 50%, che copre fino a 48.000 euro di spese per i lavori sia all’interno delle unità immobiliari che all’esterno della struttura.

Terminati Superbonus 110% e bonus facciate a questo incentivo sarà affidata gran parte delle agevolazioni ristrutturazione, poiché la Legge 234 emanata lo scorso 31 dicembre e meglio nota come “Legge di Bilancio 2022” ne ha sancito il rinnovo sul lungo percorso, con una scadenza ora fissata a fine 2024.

Bisogna fare attenzione perché il bonus casa se viene principalmente associato alle ristrutturazioni edilizie, in realtà considera spese agevolabili anche alcuni interventi di semplice manutenzione straordinaria ed ordinaria.

Altro pregio del bonus casa è la sua totale compatibilità con il bonus mobili; in pratica i due incentivi combinati offrono un 50% di sconto sia per le spese di arredo che di ristrutturazione.

Un favoloso Bonus Casa da 48.000 euro per ristrutturare interni ed esterni. Domande al via

In occasione della manovra finanziaria di quest’anno (Legge 234/2021, articolo 1, comma 37, lettera b) l’ex esecutivo in carica ha stabilito un rinnovo per il bonus casa 50% fino al 31 dicembre 2024. In questa stessa sede sono anche stati determinati i massimali di spesa agevolabile, per cui fino alla sua fine questo incentivo offrirà il 50% di sconto applicabile ad una costo dei lavori che non può superare i 96.000 euro. In pratica questo bonus assegna fino a 48.000 euro di finanziamento per le ristrutturazioni calcolati su ciascuna unità immobiliare.

Se il suo importo non arriva ai tanto generosi incentivi maggiori, come bonus facciate e Superbonus 110%, questo però copre una vastità enorme di interventi, come i lavori all’interno di casa, e presenta anche una procedura, per richiesta e approvazione, molto più semplice.

Il bonus casa fa poi parte dei bonus fruibili non solo  attraverso detrazione Irpef, ma c’è anche la possibilità di trasformare la stessa in credito d’imposta così da realizzare la “cessione”, indispensabile al fine dell’applicazione dello sconto in fattura.

In sintesi, un bonus casa da 48.000 euro per unità immobiliare che si può utilizzare anche con il comodo sconto direttamente applicato al momento del pagamento è valido fino alla fine del 2024.

Le ristrutturazioni e le operazione di manutenzione ammesse dal Bonus Casa con i suoi 48.000 euro

Il bonus casa che offre questo sconto da 48.000 euro per risistemare casa permette gli interventi di restauro, risanamento e manutenzione straordinaria di ogni singola unità immobiliare all’interno dei condomini, così come pure delle palazzine unifamiliari. Nello specifico per i dettagli sui singoli interventi ammessi bisogna fare riferimento al Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), articolo 3, lettere b, c, d.

Solo per i condomini si possono sfruttare i 48.000 euro di bonus casa anche per interventi di manutenzione ordinaria sulle parti comuni, dove il conteggio dei massimali di spesa avverrà sommando quanto spettante a ciascuna unità immobiliare.

Sono inoltre considerate spese agevolabili anche quelle per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali.

Come si richiede e come si utilizza il Bonus Casa 50%: si può avere lo sconto in fattura?

Veniamo alla fatidica domanda: come si richiede e come si utilizza il bonus casa 50% da 48.000 euro?

La prima opzione è quella di una detrazione d’imposta (Irpef) da scontare in dieci anni, con dieci quote uguali. Per fare questo basta inserire le spese nel modello 730 quando si effettua la dichiarazione dei redditi.

Ma il Decreto Rilancio (DL 34/2020, articolo 121) ha introdotto anche la possibilità di trasformare la detrazione in credito d’imposta. In questo modo può attuarsi la cosiddetta “cessione del credito” che offre la possibilità ai beneficiari del bonus casa 50% di avere direttamente e lo sconto in fattura applicato dall’impresa che esegue i lavori.

In questo scenario l'importo spettante come bonus casa sarà immediatamente sottratto dalla spesa complessiva dei lavori agevolabili, dove la ditta effettuerà poi la cessione del credito. 

La gran parte degli interventi realizzati con il bonus casa apre l’accesso al bonus mobili ed elettrodomestici ovvero al finanziamento pari al 50% dei costi di arredo, entro il massimale di spesa di 10.000 euro per unità immobiliare. Quest’ultimo incentivo però non ammette cessione del credito e sconto in fattura e potrà essere usato solo attraverso la classica detrazione d’imposta in dieci anni, oltre al fatto che nel biennio 2023-2024 i massimali di spesa si dimezzeranno a 5.000 euro per immobile.