È il decreto Sostegni che ha previsto il rimborso del canone Rai versato per l’anno 2021. Si stabilisce infatti un esonero per il versamento del canone e, di conseguenza, la possibilità di rimborsare chi in effetti ha dovuto corrispondere, in maniera obbligata, l’odiato tributo nel corso dell’anno da poco concluso.

Di cosa si tratta?

Il Decreto Sostegni ha previsto per l’anno 2021 l’esonero dal versamento del canone Rai speciale per le strutture ricettive, di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico, comprese le attività similari svolte da enti del Terzo settore.

In altre parole, esiste il canone che tutti ormai conosciamo ed esiste il canone Speciale Rai ovvero riservato solo a chi lo utilizza per scopi di lucro.

In questo caso, all’interno delle misure previste per contrastare l’emergenza da coronavirus, trova spazio anche la disposizione che prevede un rimborso per tutti coloro che sono proprietari o gestori di esercizi pubblici e locali aperti al pubblico e che hanno pagato il canone Rai nell’intero corso dell’anno 2021.

Ecco a seguire, tutti i dettagli.

Canone Rai 2022, novità

Al momento, la novità più importante che riguarda il canone Rai sta nel fatto che quest’anno 2022 è l’ultimo che prevede il suo pagamento in bolletta.

Ebbene sì, perché pare proprio che il Governo abbia finalmente eliminato l’accredito dell’odioso tributo da una bolletta legata a un’utenza, quindi che nulla ha a che vedere con la ricezione di un segnale tv.

È stato Renzi a introdurre nel 2016 tale disposizione, per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale. La presunzione era che, se si ha una bolletta della luce intestata, allora si ha anche un televisore collegato all’energia elettrica. 

Ovviamente ciò non è così per molte persone, ma lo Stato lo dà per scontato. Chi dunque realmente non possiede un televisore, allora deve inviare esplicita richiesta di esenzione dal pagamento.

Ma ora ciò non è più possibile e tra l’altro, è proprio l’Unione Europea a chiedere all’Italia di allinearsi alle disposizioni in materia.

È il Piano Nazionale di Risanamento e Resilienza (Pnrr) a riprendere una richiesta della Commissione europea, che impone di eliminare tutti gli “oneri impropri” dalle voci di spesa dei servizi energetici, nei quali rientra appunto anche il canone di abbonamento alla televisione.

C’era perfino chi aveva avanzato l’idea di introdurre il pagamento del canone anche per il semplice possesso di tablet e smartphone. A suo tempo, abbiamo curato un approfondimento riguardante proprio questo argomento, pubblicando un articolo dal titolo Canone Rai anche su cellulare e tablet: cosa dice Fuortes!

Nulla di tutto ciò è ora confermato e anzi si stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 2023, il pagamento del canone verrà eliminato dalla bolletta dell’energia elettrica.

Cos’è il canone Rai speciale

Veniamo dunque a quella che è la notizia centrale, a cui dedichiamo questo articolo, vale a dire l’esonero dal pagamento del cosiddetto canone Rai speciale, per i diretti interessati.

In cosa consiste? 

Il canone rai speciale riguarda solamente coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto.

Questo significa che, a seguito della crisi economica scatenata dalle chiusure forzate delle attività, per la pandemia da Covid-19, il Governo ha stabilito che, tutte quelle attività commerciali aperte al pubblico, che hanno lavorato poco o niente, oggi hanno diritto a richiedere il rimborso di quanto versato per il pagamento del canone Rai.

Grazie dunque alla risoluzione n. 6 del 25 gennaio 2022, proveniente dall’Agenzia delle Entrate, è possibile ottenere indietro i 90 euro pagati per utilizzare il televisore, all’interno della propria attività.

Una somma sicuramente non ingente ma, a ogni modo, versata in maniera inutile. Ecco allora che tutti i diretti interessati oggi hanno la possibilità di ottenere il codice di compensazione, da portare nel modello F24, per ottenere un credito d’imposta pari al 100% di quanto versato nel 2021.

Come non pagare il canone Rai speciale

Abbiamo dunque avuto modo di specificare quali sono le categorie di lavoratori che, nonostante le chiusure dei propri locali, hanno continuato a pagare il canone Rai, incluso nella bolletta relativa ai consumi di energia elettrica.

Basti pensare, in linea di massima, a tutte le attività del terzo settore, ai locali con somministrazione di cibo e bevande, alle strutture ricettive in genere.

Tutti i diretti interessati dunque, per non pagare il canone Rai speciale, oggi devo prendere come riferimento il codice tributo

6958” denominato “CREDITO D’IMPOSTA CANONE SPECIALE RAI – art. 6, c. 6, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41

da portare in compensazione, tramite modello F24.

Vale dunque la pena monitorare in maniera costante il proprio cassetto fiscale, presente sul sito web dell’Agenzia delle Entrate, così da controllare il credito d’imposta di cui si può beneficiare.

Al di là del diritto a richiedere il rimborso, c’è un altro modo per non pagare il canone speciale Rai ovvero richiedere la disdetta.

Quali sono le condizioni nelle quali ciò si può verificare?

Innanzitutto, nel momento in cui si assiste alla cessione oppure alla chiusura dell’attività commerciale. In secondo luogo, non si è più tenuti a pagare il canone Rai speciale, se si decide di cedere l’apparecchio televisivo, di rottamarlo, nel caso in cui vada distrutto oppure venga rubato.

Modalità pagamento canone Rai speciale 

Come abbiamo avuto modo di sottolineare fino a questo punto, ci sono dei casi in cui è possibile smettere di corrispondere l'importo del canone Rai e, in più a oggi, in cui si ha la possibilità di richiedere il rimborso di quanto versato precedentemente.

Per tutti gli altri, resta l’obbligo di dover corrispondere il tributo. 

Dunque, chi deve pagare il canone Rai speciale?

In linea di massima, tutti coloro che dispongono un apparecchio televisivo al di fuori delle mura domestiche. Infatti, il semplice fatto che la televisione sia in un luogo pubblico, pertanto a disposizione della clientela del locale, per intrattenimento durante la permanenza all’interno del luogo di ristoro, espone il proprietario all’obbligo di pagare il relativo canone Rai annuale, che quindi non è più ordinario ma diventa speciale.

Cosa succede se non si paga il canone Rai speciale?

Il fatto che l’addebito della somma mensile si trova sulla bolletta dell’energia elettrica, non sta a significare che ci possano essere ripercussioni negative sulla fornitura, in caso di mancato pagamento delle rate mensili.

Infatti, come per l’appunto messo in evidenza anche dalla Commissione Europea al riguardo, si tratta di un onere improprio e che nulla ha a che vedere con il contratto che si instaura tra il cliente e la società fornitrice di energia elettrica.

Un mancato versamento del tributo ha conseguenze unicamente da un punto di vista fiscale, nei confronti dell’Erario. Se dunque, a un controllo da parte della Guardia di Finanza, non si può dimostrare il pagamento regolare del canone Rai speciale, innanzitutto si può incorrere in una multa fino a 600 euro.

Il mancato versamento, prolungato nel tempo, sfocia nell’invio della cartella esattoriale. A questo punto, l’iter burocratico che ne consegue è identico a quello che si innesca quando non si paga l'Imu ad esempio oppure l’Irpef.

Nella fattispecie, si può arrivare sia ai fermi amministrativi che ai pignoramenti dei beni.

Chi ha diritto esenzione canone Rai

In questo articolo, abbiamo puntato i riflettori sulla possibilità di rimborso del canone Rai, riservata agli esercenti di attività commerciali aperte al pubblico e dotate di televisore per l’intrattenimento della clientela.

Si tratta del cosiddetto canone Rai speciale.

Abbiamo illustrato le novità riguardanti l’eliminazione del canone Rai ordinario (quello a uso domestico) dalla bolletta dell’energia elettrica, a partire dal 2023. Inoltre, abbiamo comunicato il codice esenzione per beneficiare del credito d’imposta, tramite modello F24, nonché le modalità per continuare invece a corrispondere il canone Rai.

Per concludere questa panoramica sulle possibilità concrete di non pagare il canone Rai, è doveroso ricordare che sono molti i contribuenti che hanno diritto all'esenzione.

Innanzitutto, gli over 75, se hanno un reddito annuo inferiore alla somma di 8 mila euro. Non sono tenuti a pagare il canone Rai i consoli e i diplomatici, tutti coloro che lavorano per organizzazioni internazionali, i militari che non hanno cittadinanza italiana. 

Ovviamente, non si deve pagare il canone Rai se non si possiede un apparecchio tv.

Attenzione! Se il televisore si trova in garage o in soffitta, si è comunque tenuti a corrispondere il versamento del canone Rai! Quest’ultimo infatti rappresenta una tassa sul possesso, non sul fatto che effettivamente si guardino le trasmissioni televisive.

Altra precisazione importante, per poter beneficiare dell’esenzione dal pagamento del canone Rai, sta nel fatto che bisogna presentare esplicita domanda per ottenerla. 

Il Fisco presume che tutti abbiano un televisore a uso domestico e quindi si aspetta il pagamento del relativo canone Rai. 

Se dunque il contribuente sa di essere esonerato da tale versamento, deve avere premura di inviare l’apposita documentazione per procedere con la richiesta. La dichiarazione sostitutiva va debitamente compilata e inviata online, utilizzando il sito dell’Agenzia delle Entrate oppure, se si dispone di una Pec, è possibile utilizzare la mail, che quindi ha la stessa valenza di una raccomandata.

Infine, è importante prestare attenzione anche alle tempistiche. Chi desidera richiedere l’esenzione del canone Rai, può farlo entro il 31 gennaio, per risultare esenti per tutto l’anno. Se ciò non è avvenuto, allora si ha tempo fino al 30 giugno ma l’esenzione, a questo punto,sarà valida solo a partire dal mese di luglio e per il secondo semestre dell’anno.