Non c’erano dubbi che la Apple fosse una delle più grandi aziende mondiali in fatto di tecnologia ma anche in fatto di stile di vita, ma il raggiungimento di un valore di mercato di 2.000 miliardi di dollari ha coronato ogni più rosea aspettativa facendo svettare la Apple tra i primati americani. Indicativi i titoli sul web: “Apple è la prima società che vale più di 2.000 miliardi di dollari” da lastampa.it, “Apple è la prima azienda americana a toccare il valore di mercato di $ 2mila miliardi” da forbes.it, “Apple ora vale 2 bilioni di dollari, prima al mondo: ha raddoppiato il suo valore in due anni” da tech.fanpage.it. Tutti celebrano questo record da capogiro e fortunato chi possiede azioni Apple.

La Apple e Steve Jobs

Steve Jobs, visionario nato e cresciuto nel fulcro tecnologico dell’America, la Silicon Valley, fonda nel 1976 la Apple a Cupertino in California (USA). Letteralmente fissato con la perfezione, la riversa in tutti i suoi prodotti creando dispositivi tecnologicamente all’avanguardia che coniugano hardware di design, minimalisti e armoniosi a software intuitivi, reattivi ed immediati. Non solo ha creato prodotti tecnologici innovativi ma ha anche creato uno stile di vita all’insegna dell’estetica e semplicità. Ma soprattutto, oltre alla produzione di dispositivi di successo, il vero asso nella manica della Apple sono i servizi che offre, larepubblica.it:

“Complessivamente in dieci anni il fatturato dei "servizi" è decuplicato. Dentro quella voce servizi ci sono diversi elementi: la vendita dello spazio di archiviazione su iCloud, gli abbonamenti a Apple Music (più di 50 milioni), la copertura assicurativa Apple Care, i pagamenti tramite Apple Pay. Ma la vera macchina da soldi è l'App Store.”

Lo conferma anche forbes.it citando Morgan Stanley:

“Crediamo sempre più che Apple debba essere valutata come una piattaforma tecnologica o di consumo, piuttosto che come una società di hardware più ciclica.”

Steve Jobs non ha avuto la possibilità di festeggiare con la Apple i primi 1.000 miliardi di dollari raggiunti a 42 anni dalla fondazione e neanche il raddoppio a 2.000 miliardi di dollari toccati due anni dopo il precedente traguardo. Ma possiamo dire con certezza che il successo Apple deriva pressoché in toto dal lavoro del suo fondatore che ha saputo dare un forte imprinting alla società che è forse l’eredità più importante che ha potuto cedere al suo successore Tim Cook, che ha saputo sapientemente mantenere la linea impostata da Jobs.

Valore di mercato della Apple

Se in un primo momento, la Apple ha seguito le regole di mercato con un calo delle azioni a picco dovuto alla pandemia, la riapertura delle fabbriche in Cina ha invertito la rotta. Da fine marzo in poi la crescita dei titoli Apple si è fatta addirittura più rapida di prima con un rialzo di quasi il 60% rispetto a inizio anno. I record raggiunti sono molteplici, oltre al valore di mercato di due bilioni di dollari, la Apple si afferma come azienda più quotata in borsa e anche quella ad essere stata in grado di accumulare più valore nel minor tempo. La Apple sbaraglia i suoi diretti concorrenti afferma forbes.it: Microsoft 1.700 miliardi di dollari, Amazon 1.600 miliardi di dollari, Alphabet (società madre di Google) 1.100 miliardi di dollari e Facebook 761 miliardi di dollari. Ma la cosa più eclatante è che ha una capitalizzazione superiore al PIL di molti paesi sviluppati tra cui l’Italia stessa.

Azioni Apple ad oggi

Queste notizie sensazionali, seppur facciano ancora scalpore, si riferiscono alla fine di agosto 2020. La apple ha raggiunto il suo apice il 1 settembre 2020 con un capitale di quasi 2.300 miliardi di dollari ma si sa che le azioni sono volubili e la Apple non fa eccezione. Come annuncia iphoneitalia.it:

“Apple perde in borsa e non vale più 2.000 miliardi di dollari.”

Conferma anche it.investing.com da cui grafici possiamo vedere come all’ultima chiusura di borsa dell’11 settembre 2020 la Apple valesse 1.920 miliardi di dollari. Dai report su apple.com, dopo il primo trimestre record con un fatturato di 91,8 miliardi di dollari, massimo storico per la Apple, passiamo a 58,3 miliardi di dollari nel secondo trimestre per stabilizzarsi a 59,70 miliardi di dollari nel terzo trimestre. I ricavi Apple sono dovuti principalmente alle vendite di Mac e iPad per il diffondersi dello smart working in tutto il mondo, e più in generale alle forti vendite online (causa quarantena) con acquisto di prodotti e servizi targati Apple. Ma cosa dobbiamo aspettarci da qui a fine anno? Siamo sicuramente tutti in attesa dell’evento del 15 settembre 2020 che parrebbe annunciare prossimo Apple Watch 6 e iPad Air 4, ma ancor più ci si aspetta un’impennata nelle vendite Apple con l’iPhone 12 in arrivo ad ottobre 2020. Solo prospettive in rialzo per la società tecnologica californiana.