Modifica delle condizioni di separazione: tutto quello che c’è da sapere

Nuovi fatti possono rappresentare un buon motivo per chiedere la modifica delle condizioni di separazione. Ecco come funziona e come procede il giudice,

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Quando si può chiedere la modifica delle condizioni di separazione? Non sempre sono sufficienti nuove circostanze o nuovi fatti, per avviare le modifiche sul consenso espresso da entrambi i coniugi in fase di separazione.  

Il vero problema, è che i fatti o le circostanze considerate nuove devono intaccano l’equilibrio espresso consensualmente nella separazione o, ancora, sulle disposizioni espresse dal giudice.

Ciò significa che, se si tratta, di variazioni sulle condizioni reddituali, il giudice dovrà stimare l’incidenza dello stato economico sui patti della separazione.

E’ necessario, pertanto, che l’alterazione della situazione patrimoniale e reddituale dei coniugi risulti tale da minare il vincolo di quadratura, evidenziando il peso che grava direttamente sull’assetto patrimoniale deciso in sede si separazione.

Attenzione! Il genitore vincolato al mantenimento con la nascita di un altro figlio, non si trova nella condizione di apportare modifiche in ribasso dell’assegno spettante ai figli nati prima.

Ricordiamo che il contributo di mantenimento regolato dall’articolo 156 del codice di civile, viene deciso dal giudice, a seguito di un procedimento di separazione.  

È, comunque, questa disciplina non trova applicazione per i problemi legati ai figli, per cui diritto, dovere di visita, collocamento e affidamento possono essere oggetto di modifica delle condizioni di separazione o sulle disposizioni espresse dal giudice.

I presupposti che portano alla modifica delle condizioni di separazione durante il procedimento

Nella fase della separazione se la procedura prevede un accordo consensuale tra le parti. In questo caso, i coniugi fissano delle condizioni ben precise registrandole in un atto, più conosciuto come accordo di separazione.

Nel documento vengono definiti sia gli aspetti patrimoniali, come ad esempio il contributo di mantenimento che gli aspetti puramente personali, come può essere la richiesta di distacco dalla casa da parte di uno dei coniugi.

Un documento che può essere oggetto di trasformazione sia prima o nella fase del procedimento di separazione. Ciò significa che, le parti di comune accordo possono procedere alla modifica delle condizioni di separazione nel corso dell’udienza, ma anche prima.

Nell’ipotesi in cui le parti non convengono sull’accordo sui vincoli di quadratura della separazione, in questo caso il procedimento diventa giudiziale. Il giudice sarà chiamato a decidere sulle variazioni contenute nell’atto introduttivo in opposizione all’altro coniuge o che non esprime la volontà di una delle parti.

 E’ in questo contesto che la separazione diventa giudiziale, dunque un procedimento civile avviato da una delle parti (quella in opposizione con l’altro coniuge), che presenta ricorso ordinario davanti al Giudice.

In tali casi il giudice potrebbe promuovere dei provvedimenti temporanei ed urgenti, come ad esempio la quantificazione del contributo di mantenimento.

Tuttavia, se tali provvedimenti sono ritenuti una forma eccessiva non giustificata da particolari esigenze, la parte vincolata può avviare un procedimento di reclamo presso la Corte di Appello, richiedendo la variazione delle condizioni provvisorie.  

In realtà, in fase di separazione se sopraggiungo nuove circostanze o fatti nuovi, le parti possono chiedere la modifica delle condizioni della separazione. A seguito dell'istruttoria, il giudice deciderà, se riterrà fondate le richieste.

 Le parti devono rispettare i diritti ed gli obblighi che derivano dal procedimento di separazione emesso dal giudice.

Per la modifica delle condizioni di separazione, occorre avviare una nuova procedura avente la stessa natura del procedimento di separazione, dunque giudiziale o consensuale.

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La domanda per l’accoglimento della modifica delle condizioni di separazione prevede la regola della retroattività?

L’efficacia retroattiva è generalmente disposta nei casi in cui si vuole individuare la continuità di un tra le situazioni giuridiche in fase di regolazione. Nel merito, la parte che presenta una richiesta di modifica delle condizioni di separazione presuppone l’accoglimento della stessa con decorrenza dalla data di esibizione dell’atto, dunque l’accoglimento dell’istanza ha efficacia retroattiva.

A titolo di esempio. Se uno dei coniugi richiede la revoca del vincolo patrimoniale legato al contributo di mantenimento. Prima che avvenga disposta la restituzione delle somme percepite come assegno di mantenimento, la richiesta deve seguire un iter giudiziario.

Con l’accoglimento della domanda la restituzione del denaro avviene con decorrenza dal giorno della presentazione dell’istanza.

In fase di divorzio si può chiedere la modifica alle condizioni della separazione?

Non c’è, invece, alcun problema nel richiedere la modifica delle condizioni della separazione, in presenza di divorzio promosso da uno dei coniugi.

Si tratterebbe, dunque di due differenti procedimenti autonomi, per cui il legislatore ha previsto che si sovrappongono, ovvero che siano in corso nel medesimo periodo temporale dinanzi al giudice.