Dopo le dichiarazioni di voto finale in Parlamento, il prossimo step è trasmettere il testo del Pnrr alla Commissione Europea entro il 30 aprile.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) nella versione del governo Draghi è stato definito da Palazzo Chigi “un intervento epocale” a 360 gradiche si prefigge obiettivi importanti nei settori cardine del sistema economico e sociale.Esaminiamo i principali.

Cos’è il Pnrr

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si inserisce all’interno del Next Generation Eu (Ngeu),il programma da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea per rispondere alla crisi pandemica.

Il Pnrr infatti coerentemente con i sei pilastri del Ngeu, si articola in sei Missioni e sedici Componenti, e prevede investimenti pari a 122,6 miliardi di euro finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza RRF (lo strumento chiave del Ngeu). A questi si aggiungono 68,9 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto.

Per un totale di 191,5 miliardi di euro.

Cosa significa Pnrr

Concretamente il piano significa riforme, con una quota di progetti verdi pari al 38% e di progetti digitali del 25%.Sono inclusi gli ambiti della giustizia, della pubblica amministrazione, della concorrenza e della semplificazione normativa.

Impatto stimato sul Pil fino al 2026: 16 punti percentuali, 24 per il Sud col focus su giovani e donne.

Come funziona: le missioni del Pnrr

Missione 1

Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura gli indirizzi guida della prima missione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.49, 2 miliardi di euro l’investimento totale: 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo. 

Obiettivo: attuare un’innovazione del sistema produttivo attraverso la trasformazione digitale del Paese.

Fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il territorio nazionale i must da cui non si può prescindere: connettività a 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9mila edifici scolastici che ancora ne sono privi. 

Avviato anche un Piano Italia 5G:incentivi per l'adozione di tecnologie innovative e competenze digitali nel settore privato,e potenziamento delle infrastrutture digitali della pubblica amministrazione.

Interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive per turismo e cultura.

Missione 2 del Pnrr: Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica

68,6 miliardi complessivi: 59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 miliardi dal Fondo.

Gli interventi in programma da cui partire:rinnovo dei trasporti pubblici locali orientato alla bassa emissione, e incentivi fiscali per incrementare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici.

Obiettivi: migliorare la sostenibilità del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva, attuare riforme per la gestione dei rifiuti e favorire lo sviluppo di un’economia circolare.

In particolare il Piano si prefigge

target ambiziosi come il 65% di riciclo dei rifiuti plastici e il 100% di recupero nel settore tessile.

Senza dimenticare le infrastrutture idriche: il Pnrr vuole infatti ridurre il dissesto idrogeologico e le perdite nelle reti per l’acqua potabile fino al 15%.

Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile: terza missione del Pnrr

La terza missione stanzia complessivamente 31,4 miliardi: 25,1 dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 miliardi dal Fondo.

Il Pnrr prevede non solo la modernizzazione e il potenziamento delle linee ferroviarie regionali, ma investe soprattutto nell’alta velocità su tutto il territorio nazionale.

In programma l’ampliamento delle tratte e significativi miglioramenti dei tempi di percorrenza, anche al centro-sud.Per una mobilità sostenibile estesa a tutte le aree del Paese.

Missione 4: Istruzione e Ricerca

Previsti nel Pnrr 31,9 miliardi di euro, di cui 30,9 dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo, per rafforzare il sistema educativo, soprattutto dal punto di vista digitale e tecnologico

In Europa l’Italia è ultima nell’area Capitale Umano del Digital Economy and Society Index (indice DESI), con i cittadini italiani che mostrano importanti lacune in termini di competenze digitali.

Il rafforzamento della formazione degli insegnanti, focalizzato sulle skills digitali e tecnologiche, punta quindi a colmare il divario che separa gli studenti italiani da quelli europei.

Gli obiettivi del Piano sono ridurre le carenze strutturali dell’offerta educativa e formativa,investire nei sistemi di ricerca e potenziare l'interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni.

È in programma infatti un aggiornamento della disciplina dei dottorati (e un aumento di questi ultimi di circa 3000 unità) e il potenziamento della cosiddetta istruzione professionalizzante.

Missione 5: Inclusione e Coesione

Stanziati dal Pnrr 22,4 miliardi, di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,6 miliardi dal Fondo.

Formazione e inclusione sociale i vettori attraverso cui favorire l’ingresso e la partecipazione al mondo del lavoro.Come? Grazie a:

• Interventi di rigenerazione urbana per le periferie delle città metropolitane;

Investimenti infrastrutturali per le zone economiche speciali;

Rafforzamento dei servizi sociali e degli interventi per le vulnerabilità.

Investimenti ad hoc sono invece previstiper lo sviluppo dei centri per l’impiego e, con la creazione del nuovo fondo Impresa Donna, per l’imprenditorialità femminile.

Sesta missione del Pnrr: la salute

Per la missione “Salute” il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede 18,5 miliardi, di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo.

Si punta a modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario, rafforzare prevenzione e servizi sanitari sul territorio, garantire equità di accesso alle cure.

Il Piano attiva 1.288 Case di comunità e 381 Ospedali di comunità. Investimenti previsti nelle attrezzature per diagnosi e cura (con l’acquisto di 3133 nuove grandi attrezzature) e nelle infrastrutture ospedaliere.

In calendario anche miglioramenti dei sistemi tecnologici per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati (inclusa la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico) da un lato e interventi di adeguamento antisismico dall’altro.

Potenziata anche l’assistenza domiciliare per raggiungere il 10% della popolazione con più di 65 anni.

Pnrr per il Sud Italia

Crescita economica e della produttività previste anche al sud. E sempre all’insegna del green.

Stanziato il 53% del totale (14,5 miliardi) degli investimenti per i servizi e la mobilità sostenibile al sud: alta velocità, viabilità nell’Italia interna e sistema portuale.

14,6 miliardi saranno destinati all’istruzione e alla ricerca, con un incremento delle infrastrutture sociali e politiche per il lavoro, e con la creazione di nuovi asili.

8,8 miliardi (il 39,5% del totale) quelli stanziati invece per interventi di inclusione e coesione. Si vuole puntare soprattutto sul territorio e investire sui beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

Pnrr: giovani e donne

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, durante la replica alle osservazioni sul Pnrr alla Camera, ha detto:

dobbiamo garantire ai giovani casa, lavoro e welfare per facilitare la formazione di una famiglia. Il Pnrr prevede anche ingenti stanziamenti per il lavoro femminile e per il sostegno alla maternità.

Giovani e donne dunque gli obiettivi trasversali del Piano.

Attualmente l’Italia è al 14° posto nella classifica del Gender Equality Index dello European Institute for Gender Equality, con un punteggio di 63,5 punti (su 100), inferiore alla media europea di 4,4.

Si punta ad una risalita di 5 punti entro il 2026 attraverso una Strategia Nazionale per la parità di genere coerente con la strategia europea e cinque priorità: lavoro, reddito, tempo, competenze e potere.

Nonostante infatti una discreta diffusione in Italia dell’imprenditoria femminile, la quota di autonomi sugli occupati è di troppo superiore tra gli uomini che nelle donne: 7,1 % contro 3,5%.

La Strategia Nazionale punta dunque ad una correzione delle asimmetrie che ostacolano le pari opportunità, ad una maggiore partecipazione, diretta o indiretta, delle donne al mercato del lavoro e al potenziamento del welfare.

Il piano permette investimenti impossibili e impensabili fino a poco tempo fa. Tutto il piano è un investimento sul futuro e sui giovani

precisa il premier Draghi.

Le nuove generazioni saranno infatti tra i principali beneficiari attraverso i progetti nei campi dell'istruzione e della ricerca, del ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e del rafforzamento del Servizio Civile Universale.

La creazione di opportunità inedite per i giovani nel mondo del lavoro sarà anche l’effetto naturale degli interventi sulla digitalizzazione. Opportunità dunque, ma non solo.

Previsti, ma ancora da definire nei dettagli, sgravi fiscali agli under 35 per l’accensione dei prestiti per l’acquisto della prima casa, in modo da aiutare i giovani ad andare via di casa e acquistarne una propria. E non solo per una questione di autonomia.

L’intero Pnrr è infatti orientato al futuro ma tiene anche conto della realtà demografica presente: l’Italia è uno dei Paesi con la più bassa fecondità in Europa: 1,3 figli per ciascuna donna contro l’1,6 della media europea. 

Ambizione del Piano è quindi mettere i giovani nella condizione di formare una famiglia, e di affrancarsi dalla propria. Mission impossible?