Eurostat, Italia ultima per tasso di occupazione nonostante i livelli record del 2023

Nonostante le buone performance registrate nel 2023 l'Italia si trova comunque come fanalino di coda nell'UE per tasso di occupazione

Di recente i dati Istat hanno evidenziato un tasso di crescita delle assunzioni con una buona performance del nostro mercato del lavoro che ha fatto registrare per il 2023 livelli record da quando esistono le serie storiche. A livello europeo il nostro Paese ha segnato un aumento maggiore della media dell’Unione Europea, con 1,5 punti in più. Nonostante tutti questi indicatori positivi, in base agli indicatori Eurostat, l’Italia risulta tuttavia il fanalino di coda in Europa per tasso di occupazione. Perché? Facciamo chiarezza.

Dati Eurostat, Italia ultima per occupazione

In base ai recenti dati Istat, nel 2023 l’Italia ha raggiunto livelli record per numero di occupati (tra il 20 e i 64 anni) con una percentuale del 66,3%. Inoltre, secondo gli ultimi dati Eurostat (l’ufficio statistico dell’Unione Europea) il nostro Paese ha segnato un aumento maggiore della media Ue con 1,5 punti in più a fronte dei 0,9 Ue.

Nonostante questi indicatori positivi, sempre in base agli ultimi dati Eurostat, l’Italia risulta essere il fanalino di coda dell’Europa per tasso di occupazione: quello del numero di occupati tra i 20 e i 64 anni è infatti lontano quasi 10 punti dalla media Ue che è del 75,4%.

Un trend positivo ancora lontano da eliminare il gap con l’Europa

In apparenza sembra una contraddizione ma in realtà i numeri positivi registrati nel nostro Paese rappresentano un trend positivo che fa ben sperare per il futuro ma non ancora in grado di superare il gap con il resto dei paesi europei.

Del resto, già le statistiche rese note dall’Istat avevano evidenziato che ancora troppe differenze a livello territoriale e di genere. In Italia infatti il divario tra il tasso di occupazione tra uomini e donne è di 19,5 punti, quasi il doppio della media Ue (10,3%). Numeri simili li troviamo solo in Grecia che registra un gap di genere di 19,8 punti. Ad esempio in Francia si attesta al 5,5 mentre in Germania al 7,7.

Pesa il basso livello di occupazione femminile

Nel nostro Paese, tra i 20 e i 64 anni lavora solo il 56,5% delle donne a fronte del 70,2% in media UE.

Per le donne il tasso è cresciuto di 1,5 punti a fronte dei 0,9 punti della media Ue ma negli ultimi dieci anni l’Europa è cresciuta di 9,1 punti contro i 6,9 punti in Italia.

A pesare dunque in questo gap con l’Europa è soprattutto il basso livello dell’occupazione delle donne. Il tasso di occupazione degli uomini infatti, non registra le stesse distanze e si attesta al 76% (80,5% in Ue).

Per le donne il tasso è cresciuto di 1,5 punti a fronte dei 0,9 punti della media Ue ma se si guarda agli ultimi dieci anni l’Europa ha fatto molto meglio con una crescita di 9,1 punti contro i 6,9 punti in Italia.

Il divario nell’occupazione femminile in Italia è un fenomeno che interessa soprattutto il Sud: tra i 20 e i 64 anni lavora nel Mezzogiorno il 39% delle donne mentre al Nord 6la media si attesta al 67% (62,6% al Centro).

In particolare nell’età definita ‘centrale‘ nel mercato del lavoro, ossia quella tra i 25 e i 34 anni, lavorano il 40,3% delle donne al Sud (in crescita dal 37,1% del 2022) e il 72,2% al Nord.

Un problema già evidenziato dalla segretaria nazionale Uil Ivana Veronese, che ha definito il tema dell’occupazione femminile, soprattutto nel Mezzogiorno ‘un’emergenza nazionale”.

Il gap territoriale

Come si evince, il divario non è solo di genere ma anche territoriale. Tra nord e Sud ci sono infatti ben 22 punti di differenza: tra i 20 e i 64 anni lavora il 52,5% delle persone al Sud (in aumento dal 50,5% del 2022) e il 74,6% (in aumento dal 73,2%) al Nord.

Vera Monti
Vera Monti
Giornalista pubblicista e precedentemente vice- presidente di un circolo culturale, scrivo di arte e politica - le mie grandi passioni - su varie testate online cercando sempre di trattare ogni argomento in tutte le sue sfaccettature. Ho intervistato vari personaggi della scena artistica nazionale e per Trend online mi occupo principalmente di politica ed economia
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