Olio di oliva, prezzo in salita: quanto aumenta ancora nel 2024 e fino a quando

Prezzo dell’olio di oliva sempre più in salita, aumenta di continuo. Come mai? Cosa c’è da aspettarsi nel 2024 e per la nuova produzione 2024/2025?

Non si arresta l’impennata del prezzo dell’olio di oliva, che aumenta di continuo. Ma come mai?

Cosa c’è da aspettarsi in merito ai costi di uno degli alimenti cardine della dieta mediterranea?

Molteplici i fattori in gioco: il punto è capire come arginare i costi di produzione di una crisi del mercato oleario senza precedenti.

Perché l’olio extravergine è aumentato così tanto

I motivi per cui il prezzo dell’olio di oliva è in salita sono diversi.

Senza dubbio, la siccità e l’aumento della temperatura registrato in questi ultimi anni ha causato una riduzione della produzione di olio di oliva, andando a intaccare le scorte (man mano in esaurimento per soddisfare la domanda).

Non solo la carenza idrica e le elevate temperature estive hanno innescato il fenomeno, bensì anche l’anomalo freddo primaverile che ha danneggiato la fioritura degli olivi.

A tutto ciò si aggiunge anche la diffusione della famigerata xylella, un patogeno che purtroppo a oggi ha ucciso oltre 21 milioni di alberi di ulivo.

Lo scorso anno 2023 ha fatto registrare un calo di ben il 37% nella produzione di olio di oliva, percentuale che purtroppo già è certo che salirà per il 2024.

Ne consegue un crollo produttivo che, a fronte della minore disponibilità di materia prima vede aumentare a dismisura i costi di produzione per le aziende agricole.

Quanto costa l’olio nuovo quest’anno

A fronte di queste considerazioni, pensare di trovare oggigiorno un olio di oliva al prezzo di un paio di anni fa, è assolutamente impensabile.

Rispetto al 2020, l’olio costa quattro volte tanto.

In media, nel 2022, il prezzo medio per una bottiglia di olio di oliva era di 5,14 euro e a ottobre 2021 il suo prezzo era di 4,31 euro. In sostanza un aumento del 56% rispetto a ottobre 2022 e del 83% rispetto a un anno prima, ottobre 2021.

A oggi, un litro di olio extravergine di oliva non può costare meno di 10€. Questo in virtù di una media nazionale. Al Nord Italia si arriva anche a 14 euro al litro, dovendo tener conto anche dei costi di trasporto e distribuzione della merce proveniente dalle regioni del sud.

Un olio che costa meno di questa cifra rischia, in tutta probabilità, di essere contraffatto. Ecco qual è la truffa più comune oggi per l’olio di oliva.

Olio di oliva, prezzo in salita; le regioni più colpite

Ben evidentemente, proprio le regioni del sud Italia risultano essere quelle maggiormente colpite dalla crisi produttiva.

In particolare, Puglia, Sicilia e Calabria sono le regioni che più di tutte hanno sofferto a causa della siccità ma anche delle gelate fuori stagione.

La loro produzione di olio di oliva è diminuita addirittura del 52%. E, a causa della xylella, il Salento ha perso ben il 10% della produzione a livello nazionale.

I costi delle aziende agricole sono aumentati del 50%. In pratica, un’azienda su dieci attualmente continua a lavorare in perdita, rischiando come è ovvio, la chiusura da un momento all’altro.

Ai costi più alti legati alla materia prima, si aggiungono anche i rincari dell’energia e del gasolio. Cifre da capogiro, che hanno visto registrare ad esempio un +129% di aumento per il gasolio in campagna e un +170% di aumento dei costi per i concimi.

Quanto costa l’olio di oliva oggi: previsioni

A oggi è già possibile tracciare un trend che si sta delineando sempre di più e che ha intaccato le abitudini degli italiani a tavola.

Purtroppo, uno dei prodotti simbolo del Made in Italy, nonché alimento portante della dieta mediterranea, lascia il posto ad altri tipi di condimenti e addirittura all’olio di semi per la cottura dei cibi.

E si parla già del 30% dei consumatori che hanno modificato le proprie abitudini alimentari.

Le previsioni non sono rosee. Sicuramente, fino a novembre 2024 i prezzi non potranno scendere. Bisogna aspettare la nuova produzione per fare un bilancio, nella speranza che nel frattempo non aumentino altri costi di produzione come l’energia o il carburante.

Solo con una campagna olearia ottimale nel 2024-2025 si può sperare che il prezzo dell’olio di oliva inizi a scendere, per quanto un ritorno ai livelli di un paio di anni fa appare alquanto improbabile.

Il punto è che anche Paesi vicini e notoriamente grandi produttori di olio, come Spagna o Tunisia, hanno registrato danni ingenti alle loro produzioni olivicole e olearie, con forti ripercussioni sul mercato internazionale dell’olio.

A livello mondiale però l’Italia resta uno dei principali Paesi produttori di olio, nonché del suo consumo, motivo per cui urge una tutela di questo patrimonio e il sostegno alla sua produzione, centrale nell’agricoltura italiana ma in generale nell’economia di un intero Paese.

Leggi anche: Olio di oliva scaduto, si può usare? Come capire se è buono.

Natalia Piemontese
Natalia Piemontese
Consulente lavoro online e professioni digitali, classe 1977. Sono Natalia, Piemontese di cognome, pugliese di nascita e calabrese d'adozione. Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bari, ho conseguito un Master in Selezione e Gestione delle risorse umane. Mamma bis, scrivo sul web dal 2008. Sono specializzata in tematiche del lavoro, business nel digitale e finanza personale. Responsabile del blog #mammachebrand, ho scritto un e-book "Mamme Online, come gestire casa, lavoro e figli".
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